Scegli una carta (recensione)

Maurizio Battista ha trovato la perfetta formula drammaturgica per i suoi spettacoli, ne siamo certi

Maurizio Battista sul palco
m&s - Maurizio Battista sul palco (foto © Claudio Cavalloro)

Ne abbiamo talmente consapevolezza, da confidare a chiunque il segreto del popolare attore (e autore) romano, anzi romanissimo. Battista, infatti, mescola quadri - anche propri - di vita quotidiana a una fortissima empatia. E il gioco teatrale così è fatto. Bastava poco.

Se un uomo scivola su una buccia di banana e cade in terra in maniera sgangherata, che cosa succede? Il più delle volte, quando ci si è assicurati che non si sia fatto male, la reazione più usuale è quella del sorriso, se non della risata. Dalle comiche di inizio secolo scorso in poi, siamo quindi avvezzi a ridere e molto delle disgrazie altrui, esorcizzando così le nostre, e i comici di razza - innegabile che Maurizio Battista lo sia! - conoscono e padroneggiano perfettamente questo lato "cattivo" dell'umanità. In fin dei conti Plauto lo aveva teorizzato e messo in scena millenni fa.

L'artista contemporaneo, in questo suo recente incontro con il pubblico, decide di portarci a conoscenza dei suoi problemi di salute, fortunatamente risolti, e delle sue lunghe vicissitudini tra medici ed ospedali, durate 4 anni. Ma se un racconto di dolore fisico viene preso in carico da un comico, ecco scattare puntuale la risata degli spettatori, incuranti tutti i presenti di altri più o meno nobili sentimenti, ostentati o reali, come compassione o solidarietà per le pene altrui. Perfidia nostra? No, capacità sua di rendere qualsiasi cosa molto divertente, anche una dolorosa fistola. Come altri suoi colleghi, molti i romani, chi è in scena è a conoscenza di molti dettami della risata, sintetizzabili nella delicata "Preghiera del clown" declamata da Totò nel film "Il più comico spettacolo del mondo" (1953, regia di Mario Mattoli). 

Gli spettacoli di e con Maurizio Battista hanno di conseguenza una struttura sempre simile, ma allo stesso tempo sempre originale, con al centro il comico che parla di sé, ma anche di noi, rendendo divertente un'ecografia (di tragico ha il costo di 1.060 euro), spassosa la tradizionale spesa di famiglia al supermercato, o la volontà di "alcuni" non propriamente abituati, ma condizionati dalla televisione, ad andare a mangiare non in trattoria, ma nei ristoranti gourmet, con il conto direttamente proporzionale alle stelle dell'insegna. Sui rapporti con la "dolce metà" si potrebbe poi scrivere un vero e proprio trattato. In questo ultimo caso consigliamo anche un contributo letterario, quello di Antonio Amurri e del suo "Come ammazzare la moglie, e perché" del 1974.  

Maurizio Battista potrebbe tranquillamente scendere dal palco e far salire sopra chiunque dal pubblico, una persona comune che potrebbe raccontare quello che gli è accaduto nel corso della vita, cercandone - ovviamente se ne avesse le capacità interpretative - l'aspetto più comico o surreale o entrambi. E' la vita dell'uomo che si presta ad essere messa in burletta ed è questo che il narratore semplice Battista offre a tutti noi, da molti anni, in televisione e teatro, ottenendo sempre il medesimo risultato: quella risata sincera, grassa e liberatoria che non deve "seppellire" (cit.) nessuno, ma più semplicemente farci dimenticare anche solo per due ore i tanti aspetti meno piacevoli, perché ci sono, della nostra esistenza.

Se vuole poi, riesce anche ad ottenere nel corso dei suoi show un'attenzione più melanconica, citando costantemente Anna, la mamma scomparsa nello stesso giorno della nascita - quattro anni dopo - dell'ultima figlia, che ne porta lo stesso nome. L'aspetto sentimentale del rapporto strettissimo tra madre e figlio viene poi dissacrato con il racconto, tra i tanti cavalli di battaglia, delle punizioni subite da ragazzino, quando il sessantenne di oggi tornava a casa dove trovava il genitore in attesa per comminargli la "giusta" punizione fisica in forma di "ciavattata".

È una comicità immediata, quella romana, che non ha grandi bisogni di analisi culturali, arriva al pubblico velocemente e suscita da subito il sorriso e l'immedesimazione, come i tanti paradossali cartelli di "orrori" ortografici che ad ogni spettacolo Maurizio Battista mostra, che lo spettatore aspetta con ansia e di cui ride di cuore, anche chiedendosi se siano mai possibili o frutto di esasperata fantasia. Visto il proliferare di pagine social umoristiche in tal senso, a quanto sembra il set mostrato è appena la punta dell'iceberg della scarsa partecipazione all'istituzione scolastica.

"Scegli una carta" termina tra gli applausi e, come sempre, molto attento e grato al suo pubblico, il protagonista si attarda per la classica foto, la stretta di mano e l'abbraccio con il pubblico, con tutto il pubblico presente. Un'attenzione che ha sempre mostrato e che è sicuramente apprezzata, questa volta con una novità: la distribuzione di un gadget. Aiutato da un'assistente regala un cd contenente la registrazione di alcuni suoi sketch. Così la risata che le sue battute suscita si può mettere via e tirar fuori in un momento di particolare bisogno. Anche questa è la dimostrazione che il successo non arriva poi per caso.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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