Contaminazioni artistiche (arte e musica) per la lettura scenica del celebre romanzo di Ernest Hemingway
Il vecchio e il mare è uno dei romanzi più conosciuti di Ernest Hemingway, ha ricevuto il Premio Pulitzer nel 1953 ed è citato nelle motivazioni che ne hanno accompagnato l'assegnazione del Premio Nobel per la letteratura del 1954. Indimenticabile per intensità interpretativa la trasposizione cinematografica del 1958 con un eccezionale Spencer Tracy nel ruolo del vecchio Santiago, regia di John Sturges (Premio Oscar alla Colonna sonora e candidature per il Miglior attore protagonista e Migliore fotografia).
Sarà quindi possibile aggiungere senza correre il rischio di fastidiosi paragoni con il competitor letterario e quello filmico? Dopo aver assistito al reading con Sebastiano Somma, ovviamente nel ruolo di Santiago, e la giovane Cartisia J. Somma, nel ruolo di Manolin, dopo esserci emozionati assieme a loro e aver lungamente applaudito al termine del racconto, possiamo sinceramente affermare di sì.
Era un vecchio che pescava da solo su una piccola barca nella corrente del Golfo e ormai da ottantaquattro giorni non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni con lui c'era stato un ragazzo. Ma dopo quaranta giorni senza neppure un pesce i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio era ormai sicuramente e definitivamente "salao", cioè uno sfortunato della peggior specie, e per loro ordine il ragazzo era andato su un’altra barca che aveva preso tre bei pesci nella prima settimana. Il ragazzo si rattristava nel vedere il vecchio rientrare ogni giorno con la barca vuota e andava sempre ad aiutarlo a trasportare le matasse di lenze, il raffio e l'arpione e la vela avvolta intorno all’albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e, avvolta, sembrava la bandiera dell'eterna sconfitta.
Il vecchio era magro ed emaciato, con la nuca segnata da rughe profonde. Sulle guance aveva le chiazze marroni del benevolo cancro della pelle causato dal riflesso del sole sul mare dei Tropici. Le chiazze gli scendevano lungo i lati del viso e le mani avevano le profonde cicatrici che vengono a chi cattura pesci pesanti con lenze a mano. Ma nessuna di quelle cicatrici era fresca. Erano vecchie come erosioni in un deserto senza pesci. Tutto in lui era vecchio tranne gli occhi, che avevano lo stesso colore del mare ed erano allegri e indomiti.
Abbiamo scelto di rappresentare il testo originale, edito da Mondadori, perché la lettura scenica è riuscita nel suo intento: quello di rispettare l'autore e allo stesso tempo amplificarne le parole, sia con il suono che con gesti misurati e mai eccessivi, trasferendo così i sentimenti e la forza della natura che si contrappone all'uomo, in tutta la sua interezza, al pubblico della sala teatrale.
Sebastiano Somma indossa con naturalezza il corpo e l'anima di Santiago, ce ne fa percepire il disagio della incipiente vecchiaia alla quale non vuole e non deve arrendersi, perché l'uomo sa che il tempo passa, ma sa anche che è ancora in grado di lottare, anche se la sua "barchetta" è nulla di fronte al mare. Cartisia Somma mette la sua freschezza giovanile al servizio dell'affetto che il ragazzino Manolin prova per quel vecchio non ancora rassegnato. L'installazione artistica di Angelo Accardi restituisce la visione efficace di quanto sta succedendo e Riccardo Bonaccini esegue le sottolineature sonore che, allo stesso tempo, consentono di cambiare la scena (ma senza cambiarla mai) e arricchiscono i nostri sensi di ulteriori suggestioni. Una commistione tra diverse arti dove nessuna prevale, ma tutte contribuiscono.
Assistere allo spettacolo permette allo spettatore di percepire il mare, di sentire il morso dei pescecani sul pescespada legato alla barca, di essere vicini al vecchio e aiutarlo nella sua lotta non contro il mare, non contro la natura, ma contro gli anni che passano. La forza delle parole, magari tutti gli audiolibri fossero così, trasporta chi è seduto in platea in quella stessa barca, dove sappiamo che un'impresa, tanto piccola ma allo stesso tempo tanto epica, si sta compiendo e ne siamo spettatori privilegiati, perché il teatro, quando è fatto bene, è sempre un privilegio.
IL VECCHIO E IL MARE
di Ernest Hemingway
adattamento Lucilio Santoni
regia Sebastiano Somma
con Sebastiano Somma, Cartisia J. Somma
al violino il M° Riccardo Bonaccini
installazione Angelo Accardi








