È così che Giovanna D’Arco accoglie gli spettatori, nell’oscurità di un’ambientazione illuminata solo da un fascio di luce puntato su di lei, protagonista indiscussa della scena.
Giovanna Dark è uno spettacolo che rilegge in chiave contemporanea la figura di questa donna, trasformata da eroina a eretica attraverso un gioco egoistico e spietato del re Carlo VII – che sfrutta le visioni della ragazza per salire sul trono e la scredita una volta raggiunto il suo scopo, e rappresenta quindi il potere corrotto o la fragilità dell’autorità di fronte alla sua determinazione visionaria –, trasportandola in un universo interiore denso di simbolismi, tensione emotiva e un dialogo a tu per tu con le luci e le tenebre che ognuno ha dentro di sé.
L’interpretazione della protagonista è magnetica: una donna che lotta contro il proprio destino con una forza quasi sovrumana, oscillando tra il sacro e il terreno, tra il mito e la fragilità umana. La regia si muove con intelligenza tra momenti di intensa introspezione e scoppi di energia travolgente, mentre una scenografia essenziale ma evocativa contribuisce a creare un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà dalle tinte dark. Gli elementi, infatti, sono versatili e ben utilizzati – dal divano che si trasforma nella base del rogo, alle quinte che tramutano in cella e che nascondono oggetti di scena.
Le luci giocano, in questo caso, un ruolo fondamentale, disegnando un paesaggio emotivo in continua crescita, capace di trascinare lo spettatore in una dimensione quasi onirica con colori diversi in base alla stato dei personaggi in azione, il tutto su sfondo rigorosamente nero.
I personaggi che ruotano intorno a Giovanna sono caratterizzati in maniera uniforme e stabile per tutta la durata della pièce, senza slanci o evoluzioni di sorta, nonostante i cambi d’abito che simboleggiano i loro cambiamenti interiori e di rango. I dialoghi, incisivi e poetici, mostrano un linguaggio ricercato e ben studiato, e mettono in risalto il complesso ruolo della protagonista, dando così voce a un personaggio combattuto, che si fa specchio delle inquietudini contemporanee.
Sebbene notevolmente ridotto come durata, elemento interessante è il chiaro riferimento all’immaginario di Luc Besson, in particolare al film Giovanna d’Arco (1999), con una protagonista che ricorda la ferocia visionaria della Giovanna interpretata da Milla Jovovich. Anche qui, il personaggio è tormentato da un senso di missione mistico e da un conflitto interiore che si manifesta in scene quasi cinematografiche, enfatizzate da una regia che punta a un forte impatto visivo e sonoro. La colonna sonora, dai toni epici e cupi, richiama le sonorità che accompagnavano le imprese della Giovanna di Besson, contribuendo a rendere la narrazione ancora più intensa.
Più che una semplice rappresentazione, che comunque di semplice non ha nulla, Giovanna Dark è una vera e propria esperienza teatrale, già a partire dal fatto che i personaggi si trovano a stretto contatto con gli spettatori – così vicini che è possibile toccarli –, che sfida le convenzioni e invita a riflettere sul coraggio, sulla fede e sulla libertà personale.
Darkside ETS
Teatrosophia
presentano
GIOVANNA DARK
da Andrew Birkin – Luc Besson – G.B. Shaw
con Virna Zorzan, Alessio Giusto, Pietro Bovi, Lorenzo Martinelli, Diana Forlani, Matteo Fasanella
e con Guido Lomoro
adattamento e regia Matteo Fasanella
allestimento scenico Maurizio Marchini
costumi Darkside ETS
foto Christian Sicuro
aiuto regia Sabrina Fasanella
assistente alla regia Niccolò Berti
ufficio stampa Andrea Cavazzini
smm/grafica Agnese Carinci









