Delirio a due (recensione)

In scena una delle coppie più piacevoli, divertenti e intelligenti del panorama artistico italiano

Corrado Nuzzo e Maria Di Biase
m&s - Corrado Nuzzo e Maria Di Biase (foto © Marina Alessi)

Cinema, radio, televisione, mondo social o più genericamente online e teatro: non manca praticamente nulla alla capacità comunicativa del duo Corrado Nuzzo e Maria Di Biase; per i più distratti la contrazione "Nuzzo Di Biase" viene spesso confusa come il solo nome di lui e non come la logica fusione del loro sodalizio artistico e personale che, a quanto dichiarato dai due, si avvia verso la trentesima candelina.

Avendoli, di conseguenza, potuto apprezzare su più media e conoscendo già il pregevole testo di Eugène Ionesco, vero e proprio maestro dell'Assurdo, non abbiamo dubbi sul fatto che "Delirio a due" si attagli perfettamente alle loro corde interpretative, avvezze a una piena comprensione, senza la necessità di parole, basta uno sguardo. E così è stato: siamo entrati in sala (è al Teatro Vittoria di Roma fino a domenica 2 marzo 2025) con molte aspettative, che sono state tutte rispettate, anche superate, giustificando la lunga sequenza di sold out finora raggranellata.

Venendo al racconto puro, la coppia di coniugi del copione bisticcia costantemente, mentre fuori la loro casa (poggiata su un efficace piano inclinato) abbiamo lo svolgimento di una guerra, alla quale loro prestano poco interesse, maggiormente concentrati sul rinfacciarsi (soprattutto lei) i diciassette anni di patimenti vissuti assieme. La tragedia del mondo esterno è nulla in confronto alla tragedia casalinga e alla dissertazione su tartaruga e lumaca. Lei si lamenta che Lui l'abbia strappata al suo precedente matrimonio e ai suoi figli, peccato che - come viene osservato - Lei non ne abbia mai avuti. Ma avrei potuto farli, è la sua risposta di logica "quasi" ineccepibile. Anche Lui ha lasciato per Lei la prima moglie, peccato che fossero già divorziati. E Lui ha caldo, mentre Lei ha freddo e così andando avanti, in una sorta di grottesca partita a tennis, dove i due si restituiscono e si schiacciano palla (verbale) su palla (emozionale), trascinandosi verso un estenuante 6 pari e avviandosi poi verso un infinito tie-break, che lascia comunque sempre incerti sul suo risultato finale.

Racconto acuto e purtroppo sempre attuale, dialoghi brillanti e acuti con facili (per loro) innesti di improvvisazione rendono il "delirio" teatrale contemporaneo perfettamente in linea con quello messo in scena negli anni '60 da Vittorio Cottafavi (protagonisti Renato Rascel e Fulvia Mammi), a pochi anni dalla sua prima rappresentazione del 1962. Ma anche con quello di Mario Scaccia e Giusi Raspani Dandalo, con il "delirio" consegnato direttamente dall'autore franco-rumeno a Scaccia, perché lo potesse mettere in scena. La recitazione odierna è ovviamente diversa, adatta ai tempi concitati che viviamo (o che ci costringiamo a vivere), e maggiormente nelle corde interpretative dei nuovi Lei e Lui, ma questo nulla toglie alla qualità che "Nuzzo Di Biase" portano sul palco: un vero piacere per occhio, orecchio e neurone.

Dalle prime rappresentazioni sono passati più di 60 anni e nulla - purtroppo - è cambiato: le coppie continuano a litigare, come hanno sempre fatto, e a considerare il loro microcosmo prevalente su qualsiasi altra forma di dramma. Egoismo? Forse. Ineluttabile realtà? Molto più probabile. Speranze per il futuro? Poche. Suggeriamo però di cercare questo contemporaneo "delirio" nei teatri in cui sarà ancora in scena: avrete per una sera la possibilità di divertirvi (molto) e provare a riflettere su quello che siamo. A voi la scelta su cosa dovrà prevalere.

AGIDI
Coop CMC/Nidodiragno
presentano
DELIRIO A DUE
di Eugène Ionesco
traduzione di Gian Renzo Morteo
con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase
scene e disegno luci Nicolas Bovey
costumi Francesca Marsella
regia Giorgio Gallione
commedia rappresentata in Italia da Agenzia D’Arborio, Roma
durata un atto unico di circa 60 minuti
durata appendice post applausi finali variabile, dipende dalla serata

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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