Londra, estate 2025, anche se la situazione meteorologica sappiamo quanto possa cambiare rapidamente da queste parti. Siamo appena usciti dalla metro per raggiungere a piedi (navigatore alla mano) il Sadler's Wells, il teatro dove tra un paio d'ore assisteremo al balletto derivato da Quadrophenia, le coreografie sono firmate da Paul Roberts, la regia è di Rob Ashford.
Del balletto sappiamo quello che abbiamo letto (londontheatre.co.uk e sadlerswells.com). Ci è stato presentato come un'innovativa produzione di danza che promette di travolgere il pubblico, con un cast di ballerini eccezionali per presentare la tormentata storia del giovane mod Jimmy a un nuovo pubblico, pur rimanendo fedele allo spirito dell'amatissima opera originale. E forse già questo basterebbe. Ma c'è ancora altro che ci ha fatto convincere a fare il seppur breve viaggio (siamo già in Inghilterra) e affrontare il costo del biglietto, perfettamente in linea con le produzioni del West End (il quartiere dei teatri), che non è comunque proprio vicinissimo.
Sempre online abbiamo appreso che a fare da sfondo a questo viaggio adrenalinico è una ricca versione orchestrale dell'album, arrangiata da Rachel Fuller. Questa versione è stata presentata per la prima volta in concerto alla Royal Albert Hall ed è stata registrata dalla Royal Philharmonic Orchestra, offrendo una dimensione sonora completamente nuova che si miscela e amalgama all'energia primordiale dell'opera rock. E questo ci mancava, la versione "Classic" di Quadrophenia, con la Royal Philarmonic Orchestra (registrazione Deutsche Grammophon), che sicuramente non ci sarà, ma la suggestione al pensiero è veramente alta.
Raggiunto il teatro (da 1500 posti) prima della pioggia, abbiamo il tempo di fare qualche foto all'interno, curiosare sulla programmazione della sala, specializzata in danza, e ovviamente acquistare anche il cd (che esiste dal 2015: come conoscitori degli Who siamo veramente scarsi). Sul supporto digitale sono elencati i cantanti (Pete Townshend, Alfie Boe, Billy Idol e Phil Daniels), mentre per il balletto siamo in pura versione orchestrale (direttore Robert Ziegler). Ci sediamo, siamo molto in alto ma perfettamente centrali. Attorno a noi fasce generazionali miste, anche se la prevalenza è adulta, come noi. Luci spente, silenzio assoluto in sala, A Mod Ballet inizia e ci ritroviamo nell'Inghilterra degli anni '60, con gli scontri tra i giovanissimi e i loro genitori, adolescenti contro altri adolescenti (da Shakespeare in poi nulla è cambiato). Giovani insoddisfatti e rabbiosi contro una società che non è in grado di capire le loro esigenze o non ne avverte la necessità (quanti passi in avanti da allora).
Il riferimento visivo che accompagna la performance è quello del film del 1979, per la regia di Franc Roddam, con Phil Daniels nel ruolo di Jimmy, il protagonista e la partecipazione di un giovanissimo Sting, nei panni di Ace Face, l'idolo (falso) di tutti i Mod. L'adattamento per quanto sia possibile eliminare qualsiasi parola è fedele, ma quello che è realmente superlativo è l'allestimento. La risacca del mare non viene semplicemente proiettata su un videowall gigantesco (questo lo sanno fare, forse, tutti), ma anche dall'alto verso il basso, con una qualità e un effetto incredibile. I ballerini sono (e ci saremmo stupiti se non fosse stato così) all'altezza del contesto generale e Quadrophenia è ancora Quadrophenia, anche se la musica non è dal vivo.
Dalla sua nascita come opera rock rivoluzionaria nel 1973, passando per il successo cinematografico, fino alla contemporanea trasposizione in forma di balletto, il concept di Pete Townshend dimostra una straordinaria capacità di reinventarsi e riadattarsi. In questo caso, l'orchestrazione, la grande bellezza dei video e la potenza della danza hanno restituito una dimensione differente all'energia del palco e all'emozione di ascolto di un album iconico, confermando come le grandi opere d'arte possano continuare a evolversi e trovare nuove forme espressive senza perdere la loro essenza originaria. Usciamo come tutti molto soddisfatti, fuori piove, ma a chi interessa.
QUADROPHENIA
A Mod Ballet
scritto da Pete Townshend
coreografie Paul Roberts
regia Rob Ashford
orchestrazione Rachel Fuller, Martin Batchelar
cast Paris Fitzpatrick, Curtis Angus, Dylan Jones, Seirian Griffiths, Will Bozier, Stuart Neal, Kate Tydman, Dan Baines, Serena McCall, Euan Garrett, Jack Widdowson, Jonathon Luke Baker, Amaris Pearl Gillies, Georges Hann
ensemble Taela Yeomans-Brown, Anya Ferdinand, Yasset Roldan, Pam Pam Sapchartanan, Joshua Nkemdilim, Zack Parkin
swing Alice O’Brien, Zack Guest
video design YeastCulture
scena Christopher Oram
costumi Paul Smith, Natalie Pryce, Hannah Teare
disegno luci Fabiana Piccioli
suono David McEwan
casting Will Burton per Grindrod Burton Casting
durata 2 ore, incluso un intervallo di 20 minuti









