Dal "grande freddo" di Beaufort (SC) al torrido caldo di Roma (IT), in fondo cambia veramente poco: dalla birra si passa solo al vino
Danilo (Renato Solpietro), ex cuoco ma ora agente immobiliare, è appena tornato a casa dal suo primo giorno di ferie. Attorno a lui il classico "tepore" capitolino (è il 13 agosto) che nemmeno il condizionatore può riuscire a tenere sotto controllo, soprattutto perché l'inquietudine non nasce dalla temperatura esterna, ma dal disagio interno, mai sopito.
Danilo non ha pensieri che per lei, per Beatrice (Celeste Savino), come il suo più che illustre predecessore, padre della lingua italiana, ma con le normali pulsioni di un uomo del XXI secolo (che Dante non avrebbe mai confessato). Per mettersi l'animo in pace e liberarsi della sua ossessione, telefona alla - finora - solo poco più che un'amica ma, inaspettatamente e insperatamente Beatrice è a Roma ed è libera. L'invito è immediato, ma la ragazza risponde con un "nì" e non per normale ritrosia/indecisione femminile, ma perché quella stessa sera deve uscire/stare con la sua amica Natasha (Chiara Mastalli), appena uscita da una lunga e difficoltosa relazione.
L'unica soluzione percorribile per passare la serata assieme è quella di organizzare una cena a quattro. A Danilo serve "solo" un amico compiacente e intelligente, in grado di sostenere una conversazione brillante e interessante, capace di adattarsi ai possibili malumori improvvisi di Natasha, un risolutore che conduca la serata nel porto sicuro della piacevolezza per tutti i partecipanti, ma che spinga anche Beatrice a finire tra le sue braccia. C'è un solo problema (il richiamo al Verdone aspirante conquistatore di Un sacco bello è più che evidente), siamo a due giorni da Ferragosto e Roma è ovviamente deserta.
L'unico superstite telefonabile in città è Rossano (Andrea De Rosa). Non si tratta solo dell'ultima scelta per Danilo, ma dell'unica possibilità perché la nascente relazione con Beatrice possa trasformarsi da idealizzata a reale. Non rimane che convocare Rossano almeno 30 minuti prima delle ragazze, per presentargli correttamente la situazione e illustrargli la strategia di approccio, consistente in cosa deve dire, ma soprattutto cosa deve evitare di fare, a iniziare dal bere. Cosa potrebbe mai andare storto?
Rossano è l'amico che tutti i maschi adulti hanno, ma che nascondono come la polvere sotto il tappeto del salotto buono quando improvvisamente arrivano ospiti inattesi. Quasi sempre si tratta di un rapporto iniziato da bambini che ha praticamente resistito a ogni pericolo, vuoi per abitudine, vuoi perché gli uomini sono maggiormente avvezzi a non tagliare mai i ponti, anche se gli stessi subiscono un terremoto o un'invasione aliena. Rossano deve solo essere "guidato", perché non è cattivo (ci mancherebbe altro), ma non ha filtri, vanno solo messi dei vincoli tra i suoi neuroni e la sua bocca (come quando si guida l'AI). La cena con il "cretino" (ulteriore citazione da Francis Veber) può prendere strade diverse se si hanno le idee chiare e il polso fermo. Il risultato auspicato è poi troppo allettante: ci si deve obbligatoriamente provare.
Le ragazze arrivano ed escludendo qualche errore iniziale (la scelta della musica di sottofondo richiesta a una incolpevole Alexa), la serata sembra procedere "quasi" tranquillamente. Natasha è ovviamente inquieta e fragile, ha sempre in mente, sul telefono e sulla bocca il suo ex, il gelosissimo Pancrazio. In ogni caso si riesce, anche se appena faticosamente, a condurre alla fine la cena, anche grazie alle capacità in cucina di Danilo, almeno fino alla scelta di fare il classico gioco adolescenziale - obbligo o verità - consistente nel rispondere a una domanda o sottoporsi a qualcosa da fare, senza omettere rifiuto o bugia.
Entrando in teatro, dopo una piacevole conversazione con tutto il cast, avevamo l'attesa di una commedia, con la struttura abbastanza definita: gaffe continue di Rossano, pianti improvvisi di Natasha, interventi imbarazzati ma risoluti di Beatrice e tentativi involontariamente comici di Danilo per riprendere le fila della serata, con in testa il suo obiettivo primario: conquistare finalmente Beatrice. Il lieto fine appena nascosto dietro l'angolo del copione.
Ci siamo trovati di fronte a un testo più solido e sicuramente "onesto", ben interpretato dai quattro attori (con un plauso in più per la rappresentazione facciale dei silenzi, mai eccessivamente caricati), per una commedia che mantiene più di quanto inizialmente dichiarato, mantenendosi nei gangli del sorriso. Sappiamo che i 3/4 della compagnia si conoscono molto bene e questa complicità si vede (e si apprezza), ma anche l'ultima arrivata (Celeste Savino) si è immediatamente acclimatata, contribuendo al buon risultato finale. I vari intrecci e soprattutto la conclusione sono - come diciamo sempre - da scoprire in sala. A nostro giudizio, ne vale la pena. Anche perché tutti noi abbiamo un Rossano nascosto sotto il tappeto che, come IT, attende solo di essere liberato.
TUTTI TRANNE LUI
spettacolo scritto e diretto da Andrea De Rosa
con Andrea De Rosa, Chiara Mastalli, Renato Solpietro, Celeste Savino
scenografia Paolo Rosa
ufficio stampa Maresa Palmacci
durata un atto unico di 65 minuti







