Arianna ha perso il filo (recensione)

Arianna.it è un servizio telefonico di counseling, fino a quando non le telefona Disperato97...

Barbara Bovoli
m&s - Arianna ha perso il filo, di e con Barbara Bovoli (foto © media & sipario)

Quando è particolarmente difficile trovare un tradizionale lavoro, anche se plurilaureate, bisogna inventarselo, bisogna diventare particolarmente creativi, per riuscire a pagare le bollette. Probabilmente c'è anche questo dietro la decisione di Arianna (Barbara Bovoli), madre single, di mettersi al servizio delle problematiche altrui, offrendo a chi la chiama una chat di sostegno, di comprensione, di ascolto. Tutti i giorni meno quello in cui ha deciso di prendersi un giorno di respiro e cucinare un dolce per il compleanno della sua bambina, mentre ascolta e storrpia (quasi come tutti) "Smells Like Teen Spirit" dei Nirvana, l'inno della disillusione di una generazione. Non proprio la canzone più adatta, ma se a lei piace così, tanto non deve fare la maionese.

La sua giornata di relax viene interrotta dalle insistenze di un utente della chat, con la voce artefatta, che si qualifica come “disperato79”. Arianna inizialmente prova a negarsi ma, quando disperato - di nome e di fatto - le dice che se non risponde si ucciderà, Arianna stretta dal senso di colpa accetta la chiamata di Teseo (questo sarebbe il suo vero nome), inconsapevole di come dovrà proseguire la conversazione. Dopo una breve schermaglia il disperato Teseo confessa ad Arianna di aver abbandonato la moglie, innestando sulla sua "realtà" affettiva anche il mito greco. Ma le analogie sono destinate a non fermarsi qui.

Il particolare rapporto telefonico tra la non psicologa (perché Arianna non lo è, come acutamente le fa notare l'uomo) e l'apparente disperato prende immediatamente strade diverse, quasi come se il paziente e il professionista avessero deciso di rovesciare i ruoli e rovesciarli ancora, senza mai fermarsi, senza mai decidere chi deve ascoltare e chi deve parlare. Chi ha bisogno di chi?

Il racconto va avanti con flashback sulla vita passata di Arianna, sui suoi desideri di avere una vita nemmeno troppo felice, ma almeno normale. Una famiglia, dei figli, degli animali domestici, una casa e una macchina, niente di che: aspirazioni che chiunque, anche chi non lo ammette ha avuto o ha tuttora. Particolarmente spassoso (ma si ride per non piangere) il "dialogatore umanitario", il lavoretto necessario per mantenersi allo studio, senza pesare troppo sulla famiglia. In realtà dietro la fantasiosa "qualifica professionale" si nasconde lo sfruttamente piramidale di giovanissimi che spesso nemmeno si rendono conto per quale motivo disturbano i passanti per richiedere loro una firma che potrebbe avere pesanti conseguenze economiche. 

Il disperato Teseo si trasforma così nella disperata Arianna alla ricerca di un qualsiasi impiego (in stile Indiana Jones e...). Una chimera o un mito comuque irrangiungibili perché tutto vacilla e non perdere il filo diventa impresa da supereroi. E Arianna non lo è. La ricerca continua e il miraggio del lavoro sufficientemente dignitoso da permetterle di dare corpo ai suoi desideri si allontana. Ma riuscirà nei suoi propositi? Visto che conosciamo come poi è andata a finire, lo dubitiamo. Ma c'è spazio anche per altro, perché una ragazza contemporanea non ha "unicamente" problemi solo lavorativi. Vedi ad esempio l'aspetto fisico e l'accanimento delle parche contro di lei non si ferma qui. E Teseo? In tutto questo frangente che fine ha fatto? ... sarà capace Arianna di aiutarlo? Vorrà srotolare il gomitolo e trovare ancora una volta l’uscita?  Lo scopriremo alla fine, di conseguenza si deve entrare a teatro.

Barbara Bovoli, che avevamo già apprezzato con Omaggio a Caruso (recensione), da alcuni anni si propone in scena con questo progetto personale, dai molti innesti narrativi e sociali, che si riadegua ai tempi che cambiano di volta in volta, di confidenza in confidenza, di osservazione in osservazione di altre Arianne. Il risultato è un monologo divertente e amaro allo stesso tempo, dove il filo della vita si spezza tante volte e l'Arianna di turno cerca caparbiamente di riannodarlo, ma avrebbe bisogno di una mano tesa per riuscire a farlo. Ma chi è disposto a tenderle la mano? Nel caso in cui vogliate offrivi, potete chiamare Arianna.it, male che vada le sarete accanto per preparare un dolce, aiuta sicuramente.

ARIANNA HA PERSO IL FILO
scritto diretto e interpretato da Barbara Bovoli
un atto unico di 70 minuti circa

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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