Ultimo "piano teatrale" per l'ascensore di Xanax

Ultima data in tournée e in sala per l'ascensore scenico occupato da Mario Antinolfi e Carla Schiavone

immagine di un uomo e una donna in ascensore
m&s - Carla Schiavone e Mario Antinolfi, i due protagonisti di Xanax

Dopo i molti applausi ricevuti nel corso della stagione teatrale, Xanax, testo scritto da Angelo Longoni e diretto da Marco Cavallaro, si prende qualche mese di riposo, prima di tornare con nuove date nella stagione 2024/2025. Uno stop programmato che coincide con l'ultima messa in scena per il cartellone invernale al Teatro Boni di Acquapendente.

E' la sera di un normale venerdì negli uffici della casa editrice per la quale Daniele (Mario Antinolfi) e Laura (Carla Schiavone) lavorano. I due come ogni giorno prendono l'ascensore che li separa dal fine settimana da vivere con le rispettive famiglie. Uno scambio formale di saluti tra due sconosciuti, perché praticamente i due non si conoscono, anche se loro vite lavorative scorrono a pochi piani di distanza.

Improvvisamente l'ascensore si arresta e si blocca tra due piani, il cemento armato e il metallo costituiscono una perfetta gabbia di Faraday in grado di bloccare la possibilità di telefonare. La vigilanza non risponde al campanello di allarme, nessuno può sentirli.
Non rimane che attendere pazientemente il lunedì mattina, quando l'edificio si animerà di nuovo. Chi non resisterebbe per soli due giorni? In fin dei conti la fame è sopportabile, forse meno la sete, sicuramente non l'ansia!

Quarantotto ore possono diventare un’eternità quando si sta chiusi in quattro metri quadrati, senza ricambio d’aria, senz’acqua, senza cibo, quando la paura è incontrollabile e ci si sente estranei ma si è costretti a condividere l’intimità con uno sconosciuto, perfino per tutti i bisogni corporali. In una situazione così estrema e concentrata può accadere anche che cose mai dette, taciute a se stessi e agli altri, emergano dalla coscienza e vengano rivelate ad un estraneo che però è in grado di diventare un riferimento esclusivo, unico. L’estrema difficoltà, l’isolamento, la paura, la perdita del controllo fanno agire i due protagonisti in un modo sconosciuto a loro stessi e che li spinge a rivelare di sé più di quanto non abbiano mai fatto in passato anche con le persone a loro più care. In quarantotto ore si può arrivare a dichiarare tutti i propri fallimenti, le proprie illusioni e speranze tradite, le proprie incapacità sul lavoro e nell’amore ed i propri torti nei confronti delle proprie famiglie. L’isolamento in questo modo riesce paradossalmente a produrre un effetto quasi “terapeutico” in grado di dare la forza ai due protagonisti per ricominciare una vita migliore e più consapevole.

Mario Antinolfi
con la Attori & Company
presenta
XANAX
di Angelo Longoni
regia Marco Cavallaro
con Mario Antinolfi e Carla Schiavone
assistente alla regia Priscilla Baldini
scene e costumi Attori & Company
musiche Lucio Dalla
direzione artistica Mario Antinolfi con la Attori & Company

Social Media Manager
Mi piace mettermi sempre in gioco. Studio per diventare la migliore social media manager. Ogni giorno imparo cose nuove: l'ultima sfida è il giornalismo.
Change privacy settings