Alla morte del padre Raffaele, il giovane Davide si ritrova a dover sistemare le sue cose. Nel perfetto ordine degli oggetti lasciati dal genitore, uno scrigno chiuso attira la sua attenzione. Dopo aver forzato la serratura, per la quale sembra non esistere nessuna chiave, al suo interno scopre una fitta corrispondenza ingiallita dal tempo. La lettura di quei fogli lo porta a conoscenza di un segreto che mai avrebbe potuto immaginare: suo padre Raffaele aveva una relazione con Giovanni, il misterioso mittente di quelle lettere appassionate.
La scrittura di Juan Carlos Rubio ci introduce nel labirinto del legame profondo, misterioso, senza limiti di spazio e tempo che si è instaurato negli anni tra i due uomini, all’insaputa della famiglia di Giovanni. Definito da El País come uno spettacolo in cui “poesia e dramma si mescolano, provocando un torrente di emozioni, tenere, violente, ma soprattutto reali”, Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici che riguardano la famiglia, i rapporti, l’amore e ce li restituisce con un linguaggio semplice, vicino alla quotidianità.
Note di regia
Un racconto intenso, fatto di emozioni che narrano la bellezza e lo stupore di quando, fuggendo dagli stereotipi, viene rimesso in gioco il significato delle parole padre e figlio. Preziosi oggetti di scena, sospesi nel buio e illuminati da tagli di luce, disegnano lo spazio dove viene raccontata la storia di due uomini che, attraverso un serrato dialogo tra loro, con se stessi e con il pubblico, svelano quanto illusoria sia la convinzione di conoscere le persone care, quanto in realtà si sia estranei al loro universo interiore e quanto sia necessario sospendere il giudizio quando si parla di “amore”. I due protagonisti passando da una luce all'altra, da un punto all'altro della scena avvolti da un'atmosfera sonora che si colora di volta in volta delle suggestioni di un parco o dei rumori di un interno, portano con loro un racconto di vita nel quale l'umanità dei personaggi pervaderà quella degli interpreti. Le ferite del vento riporta in superficie temi archetipici e ce li restituisce con un linguaggio vicino alla quotidianità ma capace di svelare la poesia delle piccole cose, quella in cui ogni gesto e ogni sguardo rivela una melodia dell'anima che affascina e restituisce allo spettatore l’originaria forza del teatro.
LE FERITE DEL VENTO
di Juan Carlos Rubio
con Cochi Ponzoni, Matteo Taranto
regia Alessio Pizzech
scene Alessandro Chiti
costumi Carla Ricotti
musiche Paolo Coletta
light design Michele Lavanga
produzione Società per Attori
dal 22 al 26 marzo
tutti i giorni alle ore 20.30,
la domenica alle ore 15.30
Teatro Sociale di Brescia
Via F. Cavallotti, 20
Biglietti
da 27 € a 11 €
Biglietteria del Teatro Sociale Via Felice Cavallotti, 20 – Brescia
t. 030 2808600; e-mail
Punto vendita CTB Piazza della Loggia, 6 – Brescia
t. 030 2928609; e-mail
Biglietteria telefonica
t. 376 0450269 – da martedì a venerdì ore 10.00 - 13.00 (escluso i festivi)
t. 376 0450011 – da martedì a sabato ore 16.00 - 19.00; domenica ore 15.30 - 18.00
On-line
sul sito www.vivaticket.it e in tutti i punti vendita del circuito









