La tovaglia di Trilussa al Teatro de' Servi di Roma

... de dietro un’allegria de cartapista / e passo per un celebre egoista / che se ne frega de l’umanità!

Ariele Vincenti in La tovaglia di Trilussa
Ariele Vincenti in La tovaglia di Trilussa

A Roma, Teatro de' Servi, giovedì 17 settembre 2026 alle ore 19

Il destino degli artisti è quello di avere fortuna a fasi alterne: ci sono quelli che muoiono in povertà e dimenticati da tutti, e che magari poi ritornano in auge decenni dopo la dipartita; ci sono quelli che invece in vita godono di grandi onori e però vengono messi in disparte a pochi anni dalla scomparsa; c’è, infine, la categoria di quelli la cui fama va e viene, con una ritmica più o meno costante.

Trilussa: il poeta di Roma

A quest’ultima categoria appartiene probabilmente, uno dei pochi poeti che in Italia ha vissuto della sua arte. “Il poeta di Roma”, come chiamavano Carlo Alberto Camillo Salustri, meglio conosciuto con il nome d’arte derivante dall’anagramma del suo cognome: Salustri diventa Trilussa. Così nasce la sua maschera, con cui ha protetto, per una vita, un’eccessiva sensibilità, passando erroneamente per un qualunquista senza cuore.

Il custode immaginario dello Zoo

Ne La tovaglia di Trilussa, Ariele Vincenti veste i panni di  Remo, un immaginario custode dello Zoo di Roma, diventato amico del poeta durante le lunghe passeggiate in sua compagnia tra le gabbie degli animali. Una sera Trilussa, ormai settantenne decide di invitarlo per la prima volta a cena in osteria, dove tra bicchieri di vino e atmosfere “di una volta” in un giorno tanto particolare quanto malinconico, si racconta l’avventurosa vita del Poeta; dagli inizi nei Caffè Concerto, alle lunghe tournée in giro per l’ Italia, in Europa e in Sud America. 

Dalle poesie alle favole

La sua disincantata ironia, i suoi amori incostanti, la passione per le osterie, il suo vivere sopra le righe, il suo sperperare i guadagni, la sua innata libertà, il suo rapporto col potere, fanno di Trilussa un poeta, con un vissuto unico, che gli permetterà di diventare universale, nonostante scriva in dialetto. Nello spettacolo, la cronologia della cena va di pari passo con  il racconto della sua straordinaria poetica, frutto di un’ accurata ricerca. Dalle poesie più famose, alle macchiette, dai sonetti alle favole, restituendo, con questo racconto teatrale, a noi, ed all’amico Trilussa, il giusto ricordo umano, il doveroso onore artistico, la giocosa e scanzonata maschera del poeta che è stato.

Scheda spettacolo

  • Titolo: La tovaglia di Trilussa
  • di: Ariele Vincenti e Manfredi Rutelli
  • Con: Ariele Vincenti
  • Musiche dal vivo: Pino Cangialosi
  • Supervisione artistica: Nicola Pistoia
  • Rassegna: Visioni di Roma
  • Direzione artistica: Pino Strabioli
  • Data: giovedì 17 settembre 2026 alle ore 19
  • Luogo: Roma, Teatro de' Servi, Via del Mortaro 22
  • Biglietti: 5€
  • Prenotazione (obbligatoria): 06 67 95 130 | 335 783 4146 (WhatsApp)
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