Le mammelle di Tiresia

In scena il dramma surrealista di Guillaume Apollinaire, nella versione firmata da Hangar Duchamp

immagine della locandina dello spettacolo
m&s - la locandina de Le mammelle di Tiresia

A Zanzibar, rappresentazione della Francia di inizio Novecento, Teresa abbandona il marito, uomo greve e prepotente, per assumere un'identità maschile, lasciando volar via le proprie mammelle. Si chiamerà Tiresia. Il marito, solo e abbandonato, si troverà costretto ad assumere un’identità femminile per sobbarcarsi i compiti lasciati scoperti dalla moglie, compresa la maternità. Metterà al mondo, in un sol giorno, 49.051 bambini. L’uomo diventerà una madre ambiziosa, tanto da far innamorare un autoritario Gendarme e da attrarre le attenzioni della stampa.

Questo lavoro si colloca, all’interno della Trilogia dell’Avanguardia (progetto di lunga durata della compagnia Hangar Duchamp) tra  “Il Cuore a Gas”, capolavoro dadaista di Tristan Tzara, e  “Capitano Ulisse”, testo metafisico di Alberto Savinio. Addirittura “Le Mammelle di Tiresia” può essere considerato l’atto iniziale del Surrealismo, visto che la stessa parola “surrealista” fu un neologismo coniato proprio da Apollinaire per descrivere la sua opera, caratterizzata da un testo pieno di riferimenti e sorprese linguistiche, tra mitologia e innovazione.

Un'opera folle, visionaria, attuale, pacifista e femminista. La regia di Andrea Martella interpreta la narrazione in modo fluido, spingendo sul pedale della comicità e della poeticità. I due atti vengono uniti in un unico tempo nel quale ogni singola scena viene trattata come una mini performance a sé stante. Ne viene fuori uno spettacolo progressive, per usare un termine musicale, in cui ogni idea ed ogni immagine sostituisce la precedente senza soluzione di continuità, come un quadro onirico pieno di dettagli che risulta quasi impossibile catturare con un solo sguardo.

Mattia Urso realizza per l’occasione un’installazione scenografica site specific, un dialogo tra arte visiva e teatro che è alla base della ricerca di questa compagnia teatrale. Il sound engineer Attila Mona lavora, invece, ad alcune tracce di ambientazione sonora che, nella loro ossessiva presenza, rappresentano quasi un immaginario personaggio in costante commento all’azione scenica. Si rinnova anche la collaborazione di Hangar Duchamp con Mauro Buoninfante, per un disegno luci che restituisce l’idea del sogno, tra inquietudine e immaterialità.

Hangar Duchamp
LE MAMMELLE DI TIRESIA
dramma surrealista di Guillaume Apollinaire
regia Andrea Martella
ambienti sonori Attila Mona
scenografia Mattia Urso
disegno luci Mauro Buoninfante
allestimento Carlo Galleasso
fotografia in locandina Manuela Giusto
problem solving Alessia Cottone
organizzazione Chiara Petragnani (info e prenotazioni tel. 335.633.1994)

personaggi e interpreti
Teresa-Tiresia + La Cartomante: Simona Mazzanti
Il Marito: Flavio Favale
Il Gendarme: Vincenzo Acampora
Lacouf + Il Figlio: Vania Lai
Presto + La Giornalista Parigina: Giorgia Coppi
Il Direttore: Walter Montevidoni
Il Chiosco + Una Signora: Sveva Granieri

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