Jamme, Jamme contra li Tidische a Poggio Mirteto

Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina/TerrArte 2023, bando “Notturni della città”

la locandina
m&s - la locandina della restituzione

Martedì 28 novembre alle 20:30 andrà in scena nella sede del Teatro delle Condizioni Avverse APs, via Diego Eusebi n. 17 - Poggio Mirteto (RI) il progetto dell’autore e attore Ludovico Cinalli, intitolato “Jamme Jamme contra li Tedische”. Ingresso gratuito.

Ludovico Cinalli è vincitore del bando “Notturni della città”, in residenza a Poggio Mirteto (RI) fino al 30 novembre. La sua vittoria era stata così motivata: ... proposta ha catturato l'attenzione della giuria, grazie alla sua sensibilità artistica e alla capacità di trasmettere l'essenza di Lanciano (CH) - paese dell’entroterra abruzzese - e dei piccoli paesi limitrofi attraverso la sua opera. Cinalli, nel progetto presentato, dal titolo “Jamme, Jamme contra li Tidische”, è riuscito a coniugare enogastronomia, artisti del luogo e storia nazionale oltre che locale, in un percorso narrativo ancora inespresso, ma che ha in essere la forma e lo svolgimento in linea con ciò che il format “Notturni della Città” prevede, dimostrando in potenza l’efficacia del progetto prospettato.

Il progetto
Lanciano, Abruzzo, provincia di Chieti, medaglia d’oro al valor militare. La nostra storia comincia da qui: Villa Sorge.
Immaginiamo la partenza dei Notturni nell’attuale Giardino pubblico della memoria, nei pressi dell’ex-campo, qui avverrà la prima parte della narrazione. La nostra performance si soffermerà in particolare sulla testimonianza scritta di Maria Eisenstein poi raccolta nel suo romanzo L’internata numero 6. Maria nacque a Vienna nel 1914, conseguì la laurea in Lettere a Firenze nel 1939 e nel 1940 venne internata nel campo femminile di Villa Sorge. Racconteremo di lei e delle donne con cui condivideva la prigionia (come Angela Sternheim, Natalia Abramova, Ruth Wolfstein, la baronessa Sascia Schwarz e altre) per immergerci nella vita del campo: Una bolla di tempo spersonalizzante che stringe la gola e paralizza le membra. Ed è a questo punto che la narrazione cambia, scoppia la bolla di tempo dilatato e stantio: passiamo dal campo di concentramento al campo di battaglia. Nel febbraio del 1942 il Ministero dell’Interno dichiarò Villa Sorge un campo di concentramento maschile per nazionalisti e comunisti slavi. A novembre venne internato il Dottor Carlo Schönheim, ungherese, studente di medicina presso l’Università di Padova. Rimase confinato nel campo fino all’8 settembre del 1943 quando, approfittando dei tumulti dovuti alla proclamazione dell’armistizio, evase e si unì insieme ad altri internati ai primi gruppi di partigiani lancianesi. È questo il momento di spostarsi da Villa Sorge per andare verso il centro storico della città: una volta arrivati a Corso Roma il racconto riguarderà i leader della rivolta lancianese. In città, infatti, ci sono due gruppi antifascisti: il primo, più organizzativo, è quello degli intellettuali e degli operai guidato da Federico Mola, il secondo è quello d’azione composto da internati, ex-combattenti e cittadini lancianesi ed è guidato da Amerigo Di Menno, Avvento Montesano e Carlo Schönheim. Ci si rimette in marcia e ora lo scopo della narrazione è di trasmettere la tumultuosità degli eventi che state per leggere con questo semplice espediente: camminare e raccontare contemporaneamente gli eventi storici attraversando le località scritte in grassetto qui sotto. Nella notte tra il 2 ed il 3 ottobre 1943 il gruppo di Di Menno ordina il furto dei moschetti nascosti nell’armeria della milizia in zona Santa Chiara. L’operazione riesce e la refurtiva viene nascosta in località Pozzo Bagnaro. Alla mattina del 5 ottobre si tiene una riunione per decidere il piano d’azione ma nel primo pomeriggio un piccolo convoglio tedesco si trova a passare in quella zona. I veicoli nemici vengono attaccati da un gruppo di partigiani, fra cui è presente Trentino La Barba, e alcuni soldati tedeschi vengono messi in fuga. La lotta si sposta, si va da Porta San Biagio verso via Silvio Spaventa passando per via dei Frentani e Corso Umberto I. Le truppe occupanti vengono momentaneamente respinte. Alla mattina del 6 ottobre gli uomini vengono schierati lungo via Spaventa tra la Torre Aragonese e le Torri Montanare, ma non riescono a rimandare indietro le truppe di sostegno che costringono i combattenti lancianesi alla fuga nelle campagne. L’indomani la rappresaglia tedesca sulla popolazione è crudele: vengono fucilati innocenti, distrutti e svaligiati case e negozi e lungo Viale Cappuccini Trentino La Barba verrà torturato e impiccato ad un albero. All’interno di questi spostamenti parleremo dei partigiani Francesco Trivilino, Angelo Ciavarelli, Domenico D’ Amelio, Mario Bosco, Ginesio Mercadante e Riccardo Carabba che hanno lasciato numerose testimonianze di quegli scontri vissuti in prima persona.
Mi capita di lavorare su alcuni miei scritti negli spazi di Teatri di Vita a Bologna e incappo nel bando i Notturni della Città: sono in una forte fase creativa, ho la possibilità di esplorare un tema che conosco solo tramite le recite a scuola, le commemorazioni cittadine e i giorni commemorativi di chiusura scolastici. Ho un forte legame con la mia terra e vorrei rendere omaggio alla città che mi ha accolto nei miei cinque anni di liceo. Ho riaperto gli appunti, ho comprato libri, ho riascoltato vecchi amici e studiato dalle loro tesi di laurea, probabilmente questo diventerà un lavoro non solo di riscoperta cittadina, ma anche di riscoperta personale. Vorrei regalare una visione quanto più sublimata artisticamente di ciò che ha reso la mia Lanciano una città di martiri, di partigiani; vorrei restituirle l’ironia, la forza e la gentilezza del popolo abruzzese.

I tutor del progetto sono Alessandro Blasioli, attore, regista, drammaturgo pluripremiato che ha supervisionato il lavoro residenziale e Andrea Maurizi, ideatore di “Notturni della città”.

www.notturnidellacittà.it

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