Il seminterrato dove vive Pina è squallido e sporco, c’è solo una strana apertura da dove si intravede la strada e la vita che scorre distratta e frettolosa.
Pina fa la prostituta. Pina è sola. Pina ha un bambino che non può vivere con lei.
Pina non è felice… e sta scrivendo una lettera, la sua ultima lettera, che non finirà mai di scrivere perché qualcuno piomberà bruscamente nella sua stanza e nella sua vita, qualcuno capace di ascoltarla, di vederla, di sentirla fino in fondo: Principessa.
Principessa è gay, anche lui, forse, batte il marciapiede. Ha una borsa dove, tra tante cianfrusaglie, tiene una parrucca bionda…
Nota dell'autrice
“La strada all’altezza degli occhi” è la storia di un amore improbabile? Di una passione mai consumata? Forse. Sicuramente è la storia di un uomo e di una donna che, teneri e crudeli allo stesso tempo, riescono a toccarsi l’anima, per la prima volta nella loro vita e nonostante tutto…
Note di regia
Si è spesso detto che la realtà supera la fantasia, ma tra queste due dimensioni opposte se ne frappone una terza che è quella del sogno. Ci sono vite che strisciano e non fanno rumore. In una di queste vite incontriamo Pina che si muove con la leggerezza ambigua che potrebbe essere quella di una Marilyn. È un’atmosfera onirica in un ambiente spoglio, eppure lieve e infantile. Lo spettatore viene trasportato in un vero e proprio percorso emotivo, un linguaggio che sa essere quotidiano quanto poetico e ironico. Il gioco si complica quando a casa della donna fa la sua comparsa una strana figura della notte, in questo gioco di specchi, i due protagonisti si riflettono l’uno nell’altro.
LA STRADA ALL’ALTEZZA DEGLI OCCHI
di Donatella Diamanti
CON MARIANO GALLO e TIZIANA SENSI
Scene Alessandro Chiti
Regia Luca Gaeta
Aiuto Regia Caterina Gramaglia
Costumi Ilaria Ceccotti
Disegno Luci Francesco Bàrbera
Trucco Cristiana Ceccarelli, Grafica Mdesign Studio
Riprese e montaggio video Marco Aquilanti - Nuvole Rapide Produzioni
Foto Daniele Pedone e Tina Tripodo









