L'avaro di Molière, ovvero la sfrenata avarizia e l’amore ossessivo per il denaro. È questo il tema dello spettacolo che Luigi Saravo porta in scena in una nuova versione, traduzione e adattamento di Letizia Russo, che mette a confronto le dinamiche descritte da Molière con la società di oggi, in una commedia degli equivoci e delle passioni, ma anche epico scontro tra sentimenti e interessi.
Ugo Dighero è Arpagone, personaggio tragicomico protagonista del capolavoro di Molière; al suo fianco, Mariangeles Torres, impegnata in un doppio ruolo: Saetta, il servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone, e la domestica Frosina, personaggi che, insieme ad Arpagone, muovono l’azione, scatenando un irresistibile e frenetico gioco degli equivoci. La regia di Luigi Saravo ambienta lo spettacolo in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano. Saravo gioca su riferimenti temporali diversi, dagli smartphone agli abiti anni Settanta, passando per gli spot che tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione di spendere il suo amato denaro). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani lontani tra loro, mentre la nuova traduzione di Letizia Russo, fresca e diretta, contribuisce a dare al tutto un ritmo contemporaneo.
Dalla nota di regia
La narrazione dell'Avaro di Molière ruota attorno a un tema centrale, cui tutti gli altri si riconnettono: il danaro. […] Nella nostra contemporaneità orientata al consumo, definita dalla necessità di far circolare il danaro inseguendo una crescita economica infinita, il gesto conservativo e immobilista di Arpagone ci suona come finanziariamente sovversivo, in netta opposizione alla tirannia consumistica, alla pubblicità che ne è motore, e alla patologia del desiderio. Intorno ad Arpagone si muovono poi gli altri personaggi […]. Si lamentano della loro prigionia, della loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone ma, in realtà, sono personaggi sottomessi soprattutto al vincolo economico che li lega a lui, potenzialmente capaci di sottrarsi a quella tirannia. Per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché non ne possono cavar nulla.
Teatro Nazionale di Genova
Teatro Stabile di Bolzano,
Centro Teatrale Bresciano
Artisti Associati Gorizia
presentano
Ugo Dighero
in
L'AVARO
di Molière
regia Luigi Saravo
traduzione e adattamento Letizia Russo
con Mariangeles Torres Fabio Barone Stefano Dilauro Cristian Giammarini
Paolo Li Volsi Elisabetta Mazzullo Rebecca Redaelli Luigi Saravo
scene Luigi Saravo, Lorenzo Russo Rainaldi
costumi Lorenzo Russo Rainaldi
musiche Paolo Silvestri
movimenti coreografici Claudia Monti
luci Aldo Mantovani







