Santa Giovanna dei Macelli

Lo spettacolo porta sul palcoscenico i temi dell’economia, la speculazione finanziaria, lo sfruttamento dei lavoratori

le prove dello spettacolo
m&s - le prove dello spettacolo (foto © Črt Piksi)

Siamo a Chicago, capitale dell’industria della carne in scatola, durante la Grande depressione del 1929. Il magnate Mauler, interpretato da Danilo Nigrelli, ama atteggiarsi da filantropo, ma è mosso solo da ragioni personali di guadagno e cerca di salvarsi stritolando nelle sue speculazioni gli altri azionisti, le ditte concorrenti, i fabbricanti di carne, gli allevatori di bestiame, i piccoli risparmiatori. Contro di lui c’è la classe operaia, sulla quale ricade il peso maggiore della crisi. Giovanna Dark, Agata Tomšič, missionaria di un’organizzazione religiosa, i Black Hats, che va predicando l’umiltà e la preghiera per i quartieri poveri, tenta di convertire Mauler alla carità cristiana. Giovanna però finisce vittima dei suoi giochi demagogici e, involontariamente, cade in un trabocchetto dei padroni.

Lo spettacolo è l’occasione per ErosAntEros di confrontarsi con il collettivo musicale Laibach, a cui è affidata la composizione di undici brani originali con le parole di Brecht e l’interpretazione dell’Esercito della Salvezza dei Cappelli Neri, i Black Hats.

«Oggi viviamo nell’era della permacrisi – scrive la compagnia ErosAntEros – i centri di produzione si sono spostati, le grandi masse operaie non risiedono più nel privilegiato Occidente e i padroni sono più difficili da identificare, ma lo sfruttamento degli esseri viventi e delle risorse non si sono fermati, anzi, hanno generato altri mutamenti, come il surriscaldamento globale, le guerre, la pandemia e la crisi energetica, conseguenze dello stesso sistema economico malato. Tutto ciò, continua a rendere Santa Giovanna dei Macelli un testo attuale che affronta temi da noi non distanti».

Scioperi generali, conflitti internazionali, mancanza di diritti e precarietà fanno parte di un montaggio di diversi ordini di realtà, che entrano in dialogo con il testo fortemente politico di Brecht. Un dialogo che la compagnia crea attraverso il suo particolare linguaggio teatrale “documentato”, come gli stessi ErosAntEros definiscono, che fa interagire la propria estetica con fonti eterogenee e tracce di attualità, portate sul palcoscenico con l’utilizzo di immagini e video di fatti effettivamente accaduti. Nel testo il mattatoio diventa la metafora delle condizioni dei lavoratori nella società capitalista: Brecht utilizza immagini di macellazione per descrivere la disumanità dei capitalisti, in particolare di Mauler “il re della carne”, “macellaio di carne umana”.

«Ciò che vogliamo – continua la compagnia – è fare interagire il testo con i dispositivi finzionali e i diversi linguaggi artistici che sono propri del nostro fare teatrale, come l’utilizzo del video dal vivo e il gioco con i diversi livelli di rappresentazione. Senza connotare le figure brechtiane con un’epoca precisa, ma con un’estetica, portiamo in scena i ricchi proprietari (industriali della carne in scatola, allevatori, speculatori di borsa), trattati da Brecht alla stregua di una banda di delinquenti e da noi trasferiti nel mondo virtuale quando svolgono le proprie contrattazioni; dall’altro lato della barricata, gli operai, poveri, sfruttati, licenziati, in balia di una crisi manovrata dai “giganti”, pronti a vendere tutto, anche se stessi, per un piatto di minestra; e, nel mezzo, l’Esercito della Salvezza i Black Hats, una band che riscuote successo tra le fasce più deboli distribuendo musiche e preghiere, espressione del concetto marxista di “religione come oppio dei popoli”, ma anche metafora degli intellettuali che per lucrare mediano a favore del potere. Diamo, inoltre, maggiore spessore al personaggio del Giornalista (Marco Lorenzini), che nel testo originale si divide tra strilloni, giornalisti e giornalai, facendogli assumere, attraverso il filtro del media televisivo, il ruolo di intermediario delle informazioni tra i personaggi dello spettacolo e gli spettatori».

Creando un parallelismo con il capitalismo contemporaneo globalizzato, la compagnia sceglie di rappresentare lo spettacolo in più lingue, opportunità resa possibile dalla collaborazione di diversi coproduttori europei, suddividendo drammaturgicamente l’utilizzo delle quattro lingue (italiano, sloveno, tedesco e inglese) tra i diversi personaggi.

SANTA GIOVANNA DEI MACELLI
di Bertolt Brecht
ideazione, regia e spazio scenico Davide Sacco e Agata Tomšič / ErosAntEros
musiche originali dal vivo LAIBACH featuring Milan Fras (voce), Mina Špiler (voce, effetti), Bojan Krhlanko (batteria, percussioni), Rok Lopatič (tastiere), Vitja Balžalorsky (chitarra, effetti) composte da Matevž Kolenc
dramaturg Urška Brodar, Florian Hirsch, Aldo Milohnić, Agata Tomšič
con Klemen Kovačič, Danilo Nigrelli, Ivan Peternelj, Katarina Stegnar, Blaž Šef, Agata Tomšič, Matija Vastl
in video Felix Adams, Marco Lorenzini, Maximilien Ludovicy-Blom, Wolfram Koch, Pitt Simon, Philippe Thelen
in audio Boris Kos, Robert Prebil, Matej Recer, Klemen Ulrih, Vito Weis
progetto video Akaša Bojić e Luka Umek / Komposter
disegno luci Vincenzo Bonaffini
costumi Arianna Fantin
assistente alla drammaturgia e alla regia Ula Talija Pollak
consulenza linguistica Mateja Dermelj
direttore tecnico Massimo Gianaroli
direzione di scena Liam Hlede
capomacchinista Alfonso Pintabuono
attrezzista Luca Piga
capo elettricista Lorenzo Maugeri
fonico Andrea Melega
sound engineers Laibach Matej Gobec, Marko Turel
tecnico video Salvatore Pulpito
sarta Eleonora Terzi
sovratitoli Tina Malič
allestimento scenografico realizzato dal Laboratorio di Scenotecnica di ERT
responsabile del Laboratorio e capo costruttore Gioacchino Gramolini
macchinisti costruttori Sergio Puzzo, Davide Lago, Veronica Sbrancia, Tiziano Barone
scenografe decoratrici Ludovica Sitti con Sarah Menichini, Benedetta Monetti, Bianca Passanti
macchine sceniche Roberto Riccò
costumi realizzati da Eleonora Terzi
foto di scena Daniela Neri
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Slovensko Mladinsko Gledališče in collaborazione con Cankarjev Dom TNL – Théâtre National du Luxembourg, ErosAntEros – POLIS Teatro Festival, Teatro Stabile di Bolzano
si ringrazia Stella Riolino per l’assistenza durante le prove in Lussemburgo
spettacolo in italiano, sloveno, tedesco, inglese con sovratitoli
nell’ambito del Focus Lavoro di ERT / Teatro Nazionale
durata 110 minuti senza intervallo

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