Uccellini (Gobetti)

Uccellini è un progetto di lacasadargilla, regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni

Uccellini
m&s - Uccellini (foto © Claudia Pajewski)

Singolare esercizio notturno tra i fantasmi e le paure che ci costituiscono, il testo di Rosalinda Conti racconta di presenze e assenze, di umani (morti e vivi) e animali (vivi e morti). Di sguardi discordi nel dare senso al mondo, alle relazioni e alle perdite. E soprattutto di cosa c’è nel mezzo, sulla sottile linea di confine.

Una casa nel bosco, un bosco che allo stesso tempo esiste e non esiste, non esattamente. E come potrebbe essere altrimenti? È circondata da vegetazione, ombre e creature, la casa. È certo il luogo reale dove è ambientata la vicenda. Un luogo, tuttavia affetto da una curiosa, cinguettante inquietudine, le cui pareti trasparenti riflettono la natura straordinaria di ogni circostanza.

Uccellini ha un impianto classico, si potrebbe dire. Una trama e un trauma lo sorreggono. Una famiglia lo abita. Una riunione familiare (imprevista e accidentale) vi accade. E come potrebbe essere altrimenti? Tutto, si tiene e si aggrappa – apparentemente - agli eventi, per liberare un qualcosa, elementi non ordinari che entrano lentamente nell’ambiente e nell’ordito della stessa scrittura. 

Le figure dell’intreccio sono due fratelli, una sorella prematuramente scomparsa e un’ospite. Ma chi è il vero protagonista? I fratelli? La sorella morta, studiosa di volatili, di cui la casa brulica? La giovane fidanzata ornitofobica di uno dei due? O gli uccelli? O qualcun altro?

Il motivo per cui Luka - in apparenza pragmatico e inaspettatamente/a sorpresa spaventato - decida di festeggiare il compleanno della fidanzata in una casa piena di uccelli impagliati e che ospita più morti che vivi, è per il momento oscuro anche a lui. I motivi per cui Theo abbia deciso di vivere in una casa piena di uccelli impagliati e che ospita più morti che vivi, poco dopo la scomparsa della gemella, sono molteplici, e per il momento oscuri anche a lui. Accanto c’è e non c’è Matilde, che in un modo o nell’altro, selvatica e dolente, ancora abita le fresche e avventurose estati della casa d’infanzia. E Anna? Anna è un uccellino, ma forse anche l’albero tra le cui fronde l’uccellino si nasconde, e compie gli anni il giorno dopo. In mezzo a loro gli animali - nascosti e invisibili - come i rimossi, i segreti, i desideri e i ricordi. 

Uccellini parla di coppie; coppie di fratelli, coppie di gemelli, coppie di fidanzati. Di due donne - un paio si potrebbe dire - che trovano un modo non convenzionale di comunicare. Parla dunque di cose doppie e ambigue, delle conseguenze del credere ai fantasmi e di quelle del non credere a niente che non si possa toccare. Parla di sguardi discordi nel dare senso al mondo, alle relazioni e alle perdite.

E soprattutto di cosa c’è nel mezzo, sulla sottile linea di confine. Un terzo (quarto, quinto, sesto, infinito) orizzonte - non in conflitto e non in armonia, non così distante e non così vicino -. Un femminile non prevedibile e non troppo rassicurante, che manifesta un altro carattere nel guardare la vita e la morte, il tempo e tutte le cose. 

In questo singolare esercizio notturno tra i fantasmi e le paure che ci costituiscono, c’è qualcun(altro) che sembra scrivere la storia, nascosto nel bosco. Prova a descrivere l’ambiente in cui la storia avviene. O la immagina, stando in ascolto. Perché questo qualcuno vive degli ambienti. Più che tra gli uomini. O meglio, vede gli uomini attraverso luci, umori, materie e rumori, e accanto gli animali (notturni) che vi abitano.

La casa stessa così è un ambiente, non dichiara la propria struttura architettonica (di ferro, fango e mattoni), piuttosto manifesta la natura (non familiare ed estranea) in cui è immersa. Una casa organica che ha trattenuto pochi resti: la cornice biancastra di una porta, una grondaia, un lungo tavolo pieno di conserve e libri. Scricchiola la casa, a tratti parla, è fatta di intrighi e di tranelli. E sembrano cinguettare anche gli uccelli impagliati di cui è piena: il merlo nero dal becco giallo, il fringuello azzurro o quello arancione, il ciuffolotto, il cardellino dalla faccia rossa. L’assiolo - un rapace notturno.

La vetrata - solida e trasparente – in stato di quiete, mostra solo vapore di condensa e gocce di rugiada. Quando la superficie si anima lascia che si affaccino, come fantasmi fra i corpi degli attori, il bosco, animali notturni, il grande tronco di un albero. Due volpi, forse. Immagini proiettate con l’illusione di un 3D. Figure iper-realistiche di cui nel testo - apparentemente - sono rimasti solo i versi. Dalla membrana sbatte anche la luce che inclina mentre il tempo scorre sul bosco, ombroso e umido, mentre gli animali notturni la oltrepassano per appoggiarsi, fuori dalla storia, sulle nostre spalle. 

UCCELLINI
di Rosalinda Conti, un progetto di lacasadargilla 
regia Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni 
con Emiliano Masala, Petra Valentini, Francesco Villano 
paesaggi sonori e ideazione spazio scenico Alessandro Ferroni 
ambienti visivi Maddalena Parise 
scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi 
disegno luci Omar Scala 
costumi Anna Missaglia 
disegno del suono Pasquale Citera 
coordinamento artistico al progetto Alice Palazzi 
collaborazione alle immagini in ombra Malombra 
assistente alla regia Matteo Finamore 
produzione La Fabbrica dell’Attore/Teatro Vascello 
in coproduzione con Romaeuropa Festival, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa 
in collaborazione con AMAT & Comune di Pesaro, lacasadargilla, PAV Fabulamundi Playwriting Europe, RAM – Residenze Artistiche Marchigiane 
con il sostegno di ATCL / Spazio Rossellini

dal 21 al 26 gennaio

orari
martedì, giovedì e sabato alle ore 19:30
mercoledì e venerdì alle ore 20:45
domenica alle ore 16

Teatro Gobetti
Via Rossini 8, Torino

biglietti
Intero € 28,00
Ridotto € 25,00
L’acquisto dei biglietti in prevendita prevede un costo di € 1 a biglietto

biglietteria
Teatro Carignano, piazza Carignano, 6 – Torino
Tel: 011 5169555 – Numero Verde: 800 235 333 – email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19
la biglietteria serale sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo

www.teatrostabiletorino.it

Testata Giornalistica
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