Prototipo della commedia degli equivoci, provocati dall’identità fra due personaggi, l’opera di Plauto ha ispirato celebri autori, tra cui Shakespeare, ne La commedia degli errori e Goldoni, ne I due gemelli veneziani. Due gemelli, con lo stesso nome, separati da bambini, si trovano a loro insaputa nella stessa città: una combinazione che scatena situazioni comiche ed esilaranti scambi di persona. Ma questo divertente “gioco del doppio” cela, in realtà, qualcosa di più profondo.
L’originale messinscena adattata e diretta da Vincenzo Zingaro, esalta lo spirito ludico della commedia plautina e, al tempo stesso, ne proietta il significato in una dimensione “metafisica”, attraverso una rappresentazione onirica e coinvolgente.
Dalle note di regia
Nel percorso di studio e di rilettura del teatro antico, che affronto da anni, I Menecmi, al di là della godibile trama, mi offrono l’occasione di entrare in profondità in un discorso sul teatro e la vita, giocando e, allo stesso tempo, indagando sul concetto del “doppio”, che offre molteplici ed affascinanti punti di vista. Di qui l’idea di un Teatro all’interno del palcoscenico, un Teatro replicato, in cui frammenti di scenografia sono disposti in modo da creare uno “specchio metafisico” che avvolge i personaggi e ne dilata l’azione oltre i confini del reale. Essi prendono vita da quel Teatro replicato, come dal “luogo dell’immaginazione” e lo fanno apparendo in forma stilizzata, retaggio di antiche maschere che hanno travalicato secoli, per riversarsi nella concretezza della rappresentazione. In questo gioco di rimandi, si consuma un viaggio, una ricerca.
“E vanno gli uomini ad ammirare le vette dei monti, i grandi flutti del mare, il lungo corso dei fiumi, le profondità dell’oceano, il volgere degli astri… e si dimenticano di sé stessi”.
Iniziare lo spettacolo con questo pensiero di S. Agostino ha per me il significato di un seme, gettato in un solco che attraversa l’intera rappresentazione, una provocazione a considerare la vicenda in una prospettiva diversa. La prospettiva di un viaggio interiore alla ricerca di sé stessi, nel quale l’incapacità di “vedere” si risolve solo nel momento in cui ci si abbandona a un profondo atto di “fede”. Il Teatro, luogo di tutte le arti, può rivelarsi indispensabile. Indossare una maschera diventa così il gesto simbolico di un’anima disposta a mettersi in gioco, per affrontare un grande viaggio dello spirito.
La Compagnia CASTALIA
presenta
I MENECMI
(Il gioco del doppio)
di T. M. Plauto
adattamento e regia Vincenzo Zingaro
con Piero Sarpa, Annalena Lombardi, Giovanni Ribò, Rocco Militano, Fabrizio Passerini, Laura De Angelis, Maurizio Casté
musiche Giovanni Zappalorto
costumi Emiliana Di Rubbo
scene Vincenzo Zingaro
luci Giovanna Venzi
dal 21 febbraio al 9 marzo 2025
spettacoli
venerdì e sabato alle ore 21
domenica alle ore 17,30)
TEATRO ARCOBALENO
(Centro Stabile del Classico)
Via F. Redi 1/a - 00161 Roma
Tel./Fax 06 44248154 – Tel. 06.4402719
mail
biglietti
da 23 a 15 euro







