Leonardo Lidi - per il Teatro Stabile di Torino - continua nella sua esplorazione della famosa "sottoveste" di Tennessee Williams, resa ancora più celebre, cinematograficamente parlando, da Elizabeth Taylor (ma anche dalla canottiera di Paul Newman).
La gatta sul tetto che scotta racconta la storia della famiglia Pollitt, una ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti che vive una profonda crisi di fronte all’imminente morte del padre, Big Daddy (Nicola Pannelli). La famiglia si è riunita nella sua immensa proprietà terriera per festeggiarne il compleanno: l’uomo non sa che questa sarà la sua ultima festa, essendo lui ammalato, senza saperlo, di cancro al colon. In questo contesto vengono in luce l’avidità e la debolezza dei figli, Gooper (Giordano Agrusta) e Brick (Fausto Cabra), e in particolare la situazione di quest’ultimo e di sua moglie Margaret (Valentina Picello). I due vivono un matrimonio senza intimità: Maggie è profondamente innamorata, ma Brick è distante, è da tempo un alcolizzato, e non la degna di considerazione. Gooper e la moglie Mae (Giuliana Vigogna), interessati all’eredità di Big Daddy, cercano di approfittare della situazione.
Durante un conflitto con Brick, Maggie dice di sentirsi come "una gatta su un tetto che scotta", decisa a non cadere giù: ha, infatti, conquistato con fatica una posizione sociale e non vuole tornare nelle sofferenze della povertà. Accusa il marito di essere un alcolista per la perdita di Skipper, il suo più caro amico, morto suicida per l'amore inconfessato tra i due. Brick rifiuta di affrontare la verità sulla sua sessualità e sul suo dolore. Alla fine, Maggie fa credere a Big Daddy di essere incinta, continuando a sperare di riuscire a trasformare questa sua bugia in realtà, ma per fare questo deve convincere Brick a consumare il loro amore.
Dalle note sullo spettacolo di Leonardo Lidi
La gatta sul tetto che scotta ci può aiutare oggi a considerare quanto siano lontane dal progresso naturale le forzature della famiglia tradizionale e le esternazioni sull’assonanza donna/madre. La protagonista dovrà ingannare il sistema/casa fingendosi madre perché, altrimenti, non sarà considerata come donna. Dovrà fingersi una contemporanea Maria con in grembo il futuro della società per non essere additata come una poco di buono, una povera creatura incapace di generare e quindi di esistere. Quando ho letto sui giornali, pochi mesi fa, il ritornello della donna che deve sentirsi realizzata solo in quanto madre ho deciso di rispondere con La gatta sul tetto che scotta.
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
presentano
LA GATTA SUL TETTO CHE SCOTTA
di Tennessee Williams
traduzione Monica Capuani
regia Leonardo Lidi
con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
assistente regia Alba Maria Porto
La gatta sul tetto che scotta viene presentato per gentile concessione di University of the South, Sewanee, Tennesee
durata un atto unico di 1 ora e 45 minuti
Teatro Del Monaco
Corso del Popolo 31, Treviso
informazioni
0422 1520989
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