Disincantate! (recensione)

Nel 2017 arriva in Italia un musical off-Broadway basato sulla ribellione di alcune principesse contro "zio" Disney

immagine di tre principesse in scena
m&s - Le Disincantate #2018 (foto di Franco Sassara)

Sempre nel comunicato stampa arrivato in redazione venivamo molto incuriositi dalla trama, formalmente un moto di ribellione che alcune principesse avevano deciso di portare avanti contro la potente major dei cartoni animati che comunque ne aveva decretato, allo stesso tempo, la grande fama ma anche la consegna alle convenzioni per l'eternità, almeno fino alla fatidica frase "si sposarono e vissero per sempre felici e contenti".

L'espressione di commento delle principesse alla "condanna" disneyana era ed è irripetibile, in linea con il sottotitolo (le più str0nze del reame)! Da qui la loro decisione di raccontare al pubblico, americano prima, oltreoceano e italiano poi, la loro versione dei "fatti", in musica, canzoni e ballo.

Dieci personaggi femminili delle più celebri favole (e film), interpretati da sei performer (mezzosoprano) accompagnate dal vivo dal piano di Fata Madrina (Eleonora Beddini) per tutto lo show, un testo divertente, intelligente e dissacrante - di Dennis T. Giacino (un insegnante di storia con la passione per la musica) - che per la prima volta si affacciava anche alle sale italiane, avendo affascinato Matteo Borghi (il regista della versione italiana) che lo aveva visto in un teatro di New York, a tre anni dal debutto assoluto all'Orlando’s International Fringe Festival del 2011. In estrema sintesi è questo il succo di "Disenchanted!".

Non potevamo sapere che lo avremmo visto e rivisto in ogni stagione teatrale, inseguendolo in più sale di più città. Che Fata Madrina, oltre a rielaborare la partitura (per adattarla al solo pianoforte), suonare e dirigere le scatenate principesse, abbia trovato anche il tempo per ammaliarci con un suo incantesimo? E' sicuramente possibile, a priori non lo escludiamo.

Il sipario si apre sulla scena vuota, dove campeggia un'enorme cornice colorata e illuminata. Fata Madrina (in abito bianco ed enorme parrucca da damina del '700) lentamente raggiunge il suo pianoforte, le prime note e Cenerentola, Aurora e Biancaneve guadagnano il centro del palco. Il loro esordio è con la celebre frase conclusiva di ogni favola che si rispetti, ma da questo momento in poi tutto cambierà. Le ragazze sono indispettite dal modo in cui le loro vite sono state condizionate dalla Walt Disney Productions, da sempre sono state assoggettate al principe azzurro di turno, eteree e senza capacità, inclini alla lacrima e all'inerzia, totalmente asessuate: è ora di farla finita!

La Sirenetta Ariel, Belle, Raperonzolo (aka Rapunzel), La Bella Addormentata (Aurora), Biancaneve, la Principessa che baciò il Ranocchio (Tiana), Pocahontas, Mulan, Badroulbadour (per la Disney il suo nome è Jasmine) e Cenerentola si alternano sul palco, cantando la propria rabbia per come i media le hanno sempre traghettate verso il pubblico, cercando di inculcare in generazioni successive di bambine un atteggiamento che tutto può essere meno che "politically correct". E le ragazze non vogliono più essere "disegnate" così (cit.), non vogliono più essere delle bamboline sorridenti o piangenti, in funzione del momento narrativo, ma vogliono essere delle donne libere, capaci di affermare e di affermarsi, capaci di amare chi vogliono (uomo o donna che sia) senza per questo essere giudicate. La rivoluzione delle Principesse è finalmente iniziata. E a giudicare dal successo del musical non ha la minima intenzione di avere fine.

Irriverente? forse, ma realistico senza dubbio. Giacino - che ha sempre seguito con affetto e presenza la sua "creatura" tradotta in italiano - ha il merito di averci consegnato una divertente e intelligente rivisitazione del "canone" femminile disneyano, aggiornando le ragazze al XXI Secolo e ponendole allo stesso livello di tante loro coetanee, alle prese ogni giorno con un mondo eccessivamente maschilista che le inchioda in una cornice predefinita (la stessa della scenografia?) e non ha la minima intenzione di rivederne i ruoli, che comunque non sono mai stati scelti, ma imposti loro dalle convenzioni.

Lo show scorre veloce sulla sequenza dei quadri recitativi e musicali, Eleonora Beddini è una "perfetta" (ci scusiamo per il calembour) macchina sonora e i vari cast artistici (vedi sotto l'elenco completo delle attrici finora scritturate) hanno sempre saputo amalgamarsi e ben adattarsi allo spirito che è alla base del racconto, mettendo anche il loro coinvolgente divertimento nella indubbia professionalità dell'interpretazione. "Disincantate!" si presta alla visione di qualsiasi tipo di spettatore, a partire dai bambini che possono anche non riuscire a inquadrare il messaggio di protesta, ma che sicuramente si divertono con le tante "buffonerie" che si susseguono in scena (Cenerentola e Rapunzel su tutte). E ci sono i genitori che daranno le corrette chiavi di lettura.

Gi adulti, invece, se disposti a mettere da parte le proprie convinzioni, possono apprezzarne la totalità, che potremmo sintetizzare con quanto affermato con il quadro "Perfetta", dove Aurora, malgrado il suo naso storto e le guance che non sono rosa, si dichiara orgogliosamente tale, guardandosi allo specchio (quello famoso) e non cercando la conferma di essere la "più bella del reame", ma accettandosi per quello che le viene mostrato: una ragazza con pregi e difetti, che si piace, come tutti dovremmo fare. Adesso sì che si può vivere per sempre felici e contente. La presenza del Principe a questo punto diventa ininfluente e in ogni caso si può ricorrere sempre ad un buon avvocato divorzista.

DISINCANTATE! LE PIU' STR0NZE DEL REAME
musiche, libretto e liriche di Dennis T. Giacino
traduzioni liriche Nino Pratticò
con (in ordine alfabetico)
Angela Pascucci, Beatrice Baldaccini, Clara Maselli, Claudia Belluomini, Claudia Cecchini, Elena Mancuso, Elisa Siragusano, Giada D'Auria, Giulia Matarella, Giulia Mattarucco, Gloria Enchill, Khomolchanok De Pace, Laura Galigani, Maria Dolores Diaz, Martina Lunghi, Natascia Fonzetti, Simona Distefano (... per ora)
direzione musicale e vocale Eleonora Beddini
coreografie Luca Peluso
costumi Elena Mancuso
adattamento e regia Matteo Borghi
produzione Giuseppe Di Falco per iPerformers
riconoscimenti Miglior musical al Musicalday; Migliore direzione musicale, miglior regia e coreografia e miglior spettacolo con partitura non originale ai BroadwayWorld Awards
durata un atto unico da 100 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings