Roma, Teatro Marconi, da giovedì 22 ottobre a domenica 8 novembre 2026. Testo di Giuseppe Pavia per la regia di Antonello Avallone.
Lo spettacolo ripercorre gli ultimi giorni e l'eredità artistica controversa del comico newyorkese, morto per overdose il 3 agosto 1966, in un'epoca in cui la satira sfidava apertamente i pilastri della società americana.
Tra comicità e censura: ispirato a Bob Fosse
Il testo di Pavia non si limita a una ricostruzione biografica. Mette in luce il conflitto perenne tra arte e moralismo, ambientando l'azione in un night club degli anni Sessanta, dove si alternano monologhi, numeri di spogliarello e brani musicali. Lenny Bruce con i suoi testi non propriamente politically correct affrontava temi allora tabù come il sesso, la religione e il razzismo, pagando un prezzo alto in termini di persecuzioni legali e emarginazione sociale. La regia di Avallone cerca di restituire la complessità di un artista che ha trasformato la risata in uno strumento di critica civile, trovando spunto anche al celebre film di Bob Fosse del 1974 con Dustin Hoffman (con 6 candidature all'Oscar e 3 al Golden Globe).
L'atmosfera tra il ricordo e la denuncia
L'accoglienza tributata in precedenza allo spettacolo, già passato sulla piazza romana nella stagione 2025/2026, evidenziano come la drammaturgia riesca a mantenere intatta la carica eversiva del personaggio. A sessant'anni dalla sua scomparsa, la figura di Bruce continua a interrogare il pubblico sul confine tra libertà di espressione e conformismo. La produzione si avvale di una scenografia curata da Alessandro Chiti e dei costumi di Red Bodò, con un disegno luci di Manuel Molinu che contribuisce a creare un'atmosfera sospesa tra ricordo e denuncia.
Bruce & Harlow: una coppia difficile
La carriera di Lenny Bruce (interpretato da Antonello Avallone) inizia negli anni ’50. Comico duro, praticamente precursore dell'odierna stand up. Conosce Honey Harlow (interpretata da Giulia Di Quilio), una famosa spogliarellista che si esibisce nei locali dove lui lavora, i due si innamorano e si sposano ma, coinvolti in una serie disperata di continui tradimenti, di esperienze di droga e a causa delle tendenze omosessuali di lei, dopo alcuni anni si separano. Una coppia troppo difficile per un America ancora troppo puritana. Ma oggi?
Le battaglie legali - postume - di Lenny Bruce
Lenny Bruce, pseudonimo di Leonard Alfred Schneider, è riconosciuto oggi come un pioniere della stand up comedy moderna, ma la sua carriera fu segnata da un conflitto diretto e sistematico con il sistema giudiziario statunitense. Venne arrestato la prima volta il 4 ottobre 1961 con l'accusa di oscenità durante un'esibizione al Jazz Workshop di San Francisco. Da quel momento, iniziò un logorante peregrinare tra le aule dei tribunali di New York, Chicago e Los Angeles. Le autorità consideravano i suoi temi come una minaccia ai principi morali della famiglia media americana, trasformando di fatto i suoi spettacoli in trappole legali. Nel 1964, la condanna per oscenità a New York divenne un caso simbolo della lotta per la libertà di parola, segnando un precedente storico nel dibattito tra arte e censura. Molti anni dopo la sua morte, nel 2003, il governatore dello Stato di New York George Pataki gli concesse la grazia postuma, la prima nella storia dello stato, riconoscendo ufficialmente che la sua condanna era stata un errore e sancendo il suo ruolo fondamentale nella difesa della libertà di espressione.
Scheda spettacolo
- Titolo: Lenny. Ipotesi di un omicidio
- Autore: Giuseppe Pavia
- Regia: Antonello Avallone
- Interpreti: Antonello Avallone, Riccardo Barbera, Giulia Di Quilio, Giuseppe Renzo, Flaminia Fegarotti, Francesca Cati
- Scene: Alessandro Chiti
- Costumi: Red Bodò
- Scenotecnica: A. Amodio
- Disegno luci: Manuel Molinu
- Fonico: Francesco Pennacchi
- Produzione: Compagnia delle Arti srl
In scena
- Quando: da giovedì 22 ottobre a domenica 8 novembre 2026
- Dove: Roma, Teatro Marconi, Viale Guglielmo Marconi 698/E (il teatro dispone di un parcheggio privato)
- Orari: giovedì, venerdì e sabato alle ore 21, domenica alle ore 17:30 (si consiglia l'ingresso 30 minuti prima dello spettacolo)
- Biglietteria: telefono 06 59 43 554 -
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