“Tre stremate e un maggiordomo” arriva in stagione dopo il successo di pubblico che negli anni passati hanno riscosso le altre commedie di Giulia Ricciardi, sempre interpretate da Beatrice Fazi, Federica Cifola e dalla stessa autrice: un terzetto ben affiatato che racconta l'affascinante, quanto variegato e a tratti surreale, universo delle donne di oggi.
In questa loro quarta avventura Marisa (Federica Cifola) ha deciso di riprendersi il possesso della propria vita e dei propri spazi, stanca della routine coniugale e familiare. Detto, fatto! Marisa ha appena mollato marito e figlie e affittato un piccolo (microscopico) appartamento tutto suo (ovviamente pagato dal conto del coniuge), dove vivere finalmente la vita che ha sempre sognato!
La decisione della più intraprendente tra le tre amiche provoca però un preoccupante "effetto domino", per cui Mirella (Giulia Ricciardi) ed Elvira (Beatrice Fazi) si aggregano ben presto all'aspirante single, saturando il poco spazio disponibile della nuova casa. Le manie di grandezza di Marisa fanno sì che il piccolo appartamento, arredato con mobili, ovviamente, di Ikea, dai nomi improbabili e dal montaggio quasi impossibile, venga vissuto come una vera e propria "Reggia di Caserta", ma di 25 mq. E una magione di tale "grandezza" necessita certamente di servitù, anzi di un raffinato maggiordomo!
Basta quindi aprire "Porta Portese" (noto giornale di annunci economici della Capitale) e il domestico (interpretato da Fabrizio Giannini) arriva! Ma non è propriamente quello che le tre si attendono, a partire dal nome, ma soprattutto dal particolare vissuto che Carlo Maria (aka Franco) ha loro taciuto.
Tra improbabili video-chiamate di improbabili mariti - i divertenti, ma nemmeno troppo lontani dalla realtà, innesti video sono interpretati da Massimiliano Bruno, Lillo e Greg - e gestione delle mansioni del "maggiordomo", le tre amiche devono affrontare la bizzarra convivenza che, ovviamente, le lascia ancora più stremate e, forse, pronte per un successivo episodio! La saga continuerà?
Una commedia divertente e frizzante che si regge perfettamente sulla velocità di esecuzione delle battute dei suoi quattro interpreti - tutti molto bravi! - che conferiscono dinamicità al racconto. Non accontentandosi di questo, Giulia Ricciardi mostra quella necessaria e sottile conoscenza al femminile del mondo maschile, gettandoci contro tutti quegli stereotipi che evidentemente tanto tali non devono essere, visto che è usuale trovarli - grottescamente reali! - in quasi tutte le case italiane.
Si ironizza, nello stile di Pulcinella, su mamme che viziano i propri figli (rendendoli così successivi pessimi compagni di vita), padri incapaci di giocare con le figlie e a disagio con le bambole, mariti che non riescono mai a trovare i calzini puliti (e non parliamo delle mutande!). L'elenco dei difetti al maschile potrebbe continuare, facendo scivolare la commedia in una "tragedia", ma non è sicuramente questo lo scopo della drammaturgia. C'è anche spazio per la critica al femminile, per quel senso acuto di competizione che trasforma, molto spesso, il gentil sesso nel proprio peggior nemico. Da questo punto di vista, almeno, gli uomini fanno quadrato. Oppure per il pensiero "tutto femminile", ma forse perché i maschi certi problemi non se li pongono mai, che il compagno "cialtrone" possa poi trasformarsi (in virtù di cosa?) nel più azzurro tra i principi azzurri. E qui è la Disney ad avere molte colpe!
Mettendo fine alla lista dei "difetti" di ambo i sessi, accontentiamoci - da uomini - di scoprirci una volta tanto più collaborativi - non fa male! - e se una commedia riesce, tra una risata e l'altra, a suscitare anche questa nostra legittima e auspicata reazione, la sua autrice può sicuramente sostenere di aver raggiunto il proprio scopo, almeno quello educativo. Il divertimento è sicuro, una maggiore considerazione e rispetto per l'altro sesso, lo speriamo veramente.
Teatro 7
presenta
TRE STREMATE E UN MAGGIORDOMO
di Giulia Ricciardi
regia Michele La Ginestra
con Beatrice Fazi, Federica Cifola, Giulia Ricciardi
e con Fabrizio Giannini
aiuto regia Ludovica Di Donato
disegno luci Gian Marco Cacciani
ufficio stampa Andrea Martella
scene Scenotecnica Bombardoni
organizzazione Alessandro Prugnola









