Rappresentata per la prima volta nel 411 a.C., la commedia di Aristofane ha attraversato i secoli con sorprendente attualità, portando in scena un tema che continua a interrogare il presente: la guerra e la possibilità, radicale e provocatoria, di immaginare un mondo diverso.
In Lisistrata il rovesciamento dell’ordine costituito diventa strumento teatrale e politico. Le donne, tradizionalmente escluse dal potere, scelgono di unirsi e di agire collettivamente per fermare il conflitto che lacera la Grecia. Non si tratta, nel pensiero dell’autore, di una rivendicazione di parità di genere – concetto impensabile per l’epoca – ma della costruzione di un “mondo alla rovescia” capace di scuotere le coscienze e mettere in discussione ciò che appare immutabile. La commedia diventa così provocazione, spazio di libertà, terreno di possibilità.
Il personaggio della protagonista emerge con una forza che travalica i confini del genere comico. È una figura che possiede la statura di un’eroina tragica: lucida, determinata, capace di assumersi il peso di una responsabilità collettiva. Attraverso di lei, Aristofane affida al teatro il compito di immaginare una soluzione estrema e paradossale: lo sciopero del sesso come atto politico, come gesto simbolico e concreto insieme, per interrompere la spirale della violenza.
L’allestimento trasforma lo spazio teatrale in un organismo vivo e attraversabile. Il palco diventa l’Agorà di Atene, luogo del confronto pubblico, mentre la parte alta della platea rappresenta l’Acropoli. Le scale che dividono la sala collegano questi due poli e si fanno a loro volta spazio scenico, attraversato dagli attori che si muovono tra il pubblico. Lo spettatore è costantemente coinvolto in una sovrapposizione di sguardi: chi guarda e chi è guardato condividono lo stesso spazio, abbattendo naturalmente la quarta parete.
Particolarità del testo è la presenza di due Cori, uno maschile, l'altro femminile: uomo e donna incarnano la guerra dei sessi attraverso invettive, polemiche e scontri verbali, assumendo il ruolo di coscienza critica e di specchio deformante della comunità. I corpi in movimento attraversano lo spettacolo con sequenze coreografiche intense, in cui gesto, postura e mimica raccontano ciò che il testo tace. Gli attori recitano a piedi nudi: le donne indossano jeans aderenti e corpetti neri, gli uomini sono a torso nudo con pantaloni neri. Una scelta che esalta la fisicità, mettendo in dialogo femminilità e virilità in una dimensione primordiale.
L’estetica fonde contemporaneità e fedeltà al mondo antico. Se i costumi parlano il linguaggio di oggi, le pettinature richiamano quelle dell’antica Grecia. Gli oggetti scenici e le musiche utilizzano strumenti ispirati a quelli antichi, restituiscono un suono arcaico e suggestivo, capace di evocare un tempo lontano che continua a interrogarci. Un’esperienza teatrale totale, dove spazio, corpo e parola concorrono a creare un racconto che, attraverso il riso e la provocazione, invita a riflettere su un tema eterno e irrisolto.
LISISTRATA
di Aristofane
adattamento e regia Emilia Miscio per Compagnia Teatrale Sogni di Scena
con Violetta Rogai, Elisa Panfili, Federica Pallozzi Lavorante, Chiara Silano, Barbara De Nardis, Enzo Avagliano, Simone Giulietti, Nino Palmeri, Marco Gargiulo
foto e video Riccardo Dell'Era | disegno luci Giorgio Caredda | trucco e parrucco Syria Talocci
produzione Compagnia Teatrale Sogni di Scena
spettacoli
giovedì, venerdì e sabato alle ore 21
domenica alle ore 18
TEATRO ANTIGONE
Via Amerigo Vespucci, 42 – Roma
telefono 06 57 55 397
info e prenotazioni
347 06 19 618
ufficio stampa
Virginia Rifilato








