In scena al San Ginesio Festival, venerdì 28 agosto 2026 alle ore 18
Auditorium di Sant'Agostino, Via Giacomo Matteotti, 18 - San Ginesio (MC)
Informazioni:
La trasposizione teatrale si sviluppa dall’omonimo romanzo di Frank Wedekind (Adelphi), presentato dal suo autore come un manoscritto che gli è stato consegnato da una sua vicina di stanza, l’ottantaquattrenne insegnante in pensione Helene Engel.
Dal romanzo di Frank Wedekind
In un grande parco, disseminato di case basse coperte di rampicanti, centinaia di fanciulle vengono educate a sentire il proprio corpo, a farne uno strumento di assoluta, armoniosa eccellenza. Il mondo esterno non ha alcun contatto diretto con questo parco, ma lo finanzia, in attesa di accogliere le fanciulle che vi sono ospitate Perché?
Misterioso e trasparente come il suo titolo - un nome indiano di ragazza, che significa «acqua ridente» -, Mine-Haha è il racconto più perfetto di Wedekind e insieme l’unica opera dove tutti i suoi fantasmi convulsi e invadenti sembrano essersi congiunti e trasformati in un cristallo dalla luce pacata e uniforme. (dalla presentazione pubblicata da Adelphi)
Dal romanzo alla trasposizione teatrale
A partire dal testo e in dialogo con esso, il progetto di Marco Corsucci e Matilde Bernardi si sviluppa attorno alla formazione di un corpo femminile, mettendo l’accento su tutte quelle aree del testo in cui è particolarmente stretta la relazione tra sguardo, corpo ed educazione. La scena diventa, infatti, un dispositivo nel quale, come su un tavolo chirurgico, è sezionata e restituita l’immagine del corpo, le diverse fasi della sua crescita.
In una dimensione espositiva, il corpo di chi è in scena, in sovraimpressione con quello di Hidalla, diventa il terreno su cui aprire un’indagine sull’identità e sull’atto del guardare per investigare i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato, attraverso la messa a tema del ruolo dello spettatore. Cosa ci rappresenta? E come ci auto-rappresentiamo? Cosa plasma la nostra identità, quale memoria del corpo ci rende ancora umani?
Da Roberto Calasso, Déesses Entretenue
Non a caso Marco Corsucci cita Roberto Calasso: «Le fanciulle del parco non appartengono a una famiglia, men che mai a sé stesse. Come i bambini ‘esposti’ della mitologia, sono promesse a una missione: non però eroica, di esseri unici. Al contrario, la loro educazione le affinerà alla permutazione senza fine, all’intercambiabile, cioè all’equivalenza – alla grande pratica occidentale della sostituzione, del distacco, dell’arbitrio. Diventeranno esseri algebrici ed erotici».
Scheda Spettacolo
- Titolo: Mine-Haha, ovvero dell’educazione fisica delle fanciulle
- Dal romanzo di: Frank Wedekind
- Progetto: Marco Corsucci e Matilde Bernardi
- Ideazione e regia: Marco Corsucci
- Con: Matilde Bernardi
- Spazio e luci: Flavio Pezzotti
- Suono: Federico Mezzana
- Produzione: TPE – Teatro Piemonte Europa
- Spettacolo: nato come progetto dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico
- In collaborazione con: Romaeuropa festival con il sostegno di TPE – Teatro Piemonte Europa e AMAT
- Data: 28 agosto 2026, alle ore 18
- Luogo: San Ginesio (MC), Auditorium di Sant'Agostino, Via Giacomo Matteotti 18
- Informazioni:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Prenotazioni: Circuito liveticket
- Sito web: https://www.ginesiofest.it/








