"Scusa sono in riunione..." non è solamente una commedia divertente, come avemmo a sostenere vedendola, la prima volta, nel 2014 con un cast quasi identico all'attuale. Nei panni della prima Alice avevamo Giada Prandi, poi - per alcune stagioni - Vanessa Incontrada e ora troviamo Clizia Fornasier (vedi L'unica donna per me). Gli altri 4 "amici" sono sempre gli stessi, con qualche aggiornamento inevitabile dovuto ai 12 anni di distanza.
In scena abbiamo un modo pulcinelliano di sintetizzare alcuni dei mali "passeggeri" della nostra contemporaneità, anche se temiamo che il termine "passeggero" sia oramai stato sostituito da "stabile" e che altri, più degnamente e prima di noi, vedi Aldo Grasso, hanno reso in maniera sublime anche se giustamente cinica con l'espressione "morti di fama".
La pièce, scritta e diretta da Gabriele Pignotta, è un ritratto della generazione dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera, ma non abbastanza adulta da non sottrarsi alle proprie responsabilità. Una generazione di ex ragazze ed ex ragazzi che, senza accorgersene, sono diventati donne e uomini con l’animo diviso tra ambizione e bisogno di affetto. Persone che, in fondo, sono portatrici sane del proprio fallimento sentimentale vissuto sui ritmi frenetici di un’esistenza che dipende completamente dallo smartphone (e dalla necessità di avere campo), senza trovare spazio per un modo sano e normale di vivere i rapporti interpersonali. Nulla è fondamentale se non passa attraverso un display e uno scrolling quasi automatico.
La generazione dei quarantenni ne esce come quella di adorabili perdenti, pieni di fragilità, insicurezze, stress, nevrosi, patologie più o meno complicate a livello psicologico ma, proprio per questa fragilità, adorabili nella loro imperfezione. E quindi non puoi non volere bene a questi personaggi che, in fondo, sono proprio uno spaccato preciso e fedelissimo di ognuno di noi. Io ho voluto ironizzare su una generazione, che forse è anche un po’ più estesa", scriveva Pignotta nelle sue note di un paio di stagioni fa, note che rispettiamo anche se non condividiamo nella totalità.
L'avvio è nel dramma di una perdita. Quattro amici, a distanza di 15 anni dalla sospirata laurea, vengono "attirati" (lo capiranno troppo tardi), dopo il funerale del loro quinto compagno di studi prematuramente scomparso, nella casa di quest'ultimo per - apparentemente - un ricordo affettuoso e nostalgico. In realtà si tratta di una trappola per studiare attentamente i loro comportamenti.
Il plot, che avrebbe potuto così prendere la falsariga de "Il grande freddo" (bel film di Lawrence Kasdan del 1983, pietra miliare di quasi ogni riunione tra amici), si sposta immediatamente sulla commedia che però subisce troppe interruzioni tra una scena e la successiva per mantenere il ritmo incalzante che ci attendavamo, con una spruzzata (q.b.) della pochade alla Feydeau. Il pubblico cui è destinata si diverte, ed è questo il risultato migliore, senza cercare o aspettarsi altro. Due ore di spettacolo con un breve intervallo per un tema centrale che oramai è - purtroppo - talmente assorbito da non fare più scandalo, nemmeno lieve. Qualche minuto in meno non avrebbe guastato.
ArtistiAssociati - Centro di produzione teatrale
presenta
SCUSA SONO IN RIUNIONE…
Ti posso richiamare?
GABRIELE PIGNOTTA CLIZIA FORNASIER FABIO AVARO
SIDDHARTHA PRESTINARI NICK NICOLOSI
una commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta
scene Matteo Soltanto
costumi Valter Azzini
luci Pietro Sperduti
musiche Stefano Switala
durata 2 ore escluso intervallo









