Le Baccanti

Ostia Antica (RM), Teatro Romano (Viale dei Romagnoli 717), 25 e 26 giugno 2026, alle ore 21

m&s - Le Baccanti (foto ® Matilde Piazzi)

La monumentale regia di Theodoros Terzopoulos, con un cast d’eccezione guidato da Roberto Latini, trasforma il tragico euripideo in un’esperienza metafisica per riflettere sull’archetipo dello “straniero”. 

Quella del maestro greco è una ricerca incessante che riconduce il teatro alle radici del tragico e che qui approda a una sintesi tra rigore e furia dionisiaca. Attraverso una regia visionaria e una direzione attoriale che scava nelle profondità del corpo e della voce, Terzopoulos spoglia il conflitto tra ordine e caos di ogni storicismo per trasformarlo in un’esperienza metafisica e rituale.

Nelle note di regia, Terzopoulos definisce Le Baccanti come una tragedia emblematica per la propria visione estetica, sottolineando l’urgenza di destinare questo testo al presente ed espandendo la riflessione sul senso profondo del Mito e sull’attualità dello “straniero”: «È di estrema importanza proporre Baccanti in questo momento, laddove Dioniso incarna l’archetipo del rifugiato, partito da Tmolos tremila anni fa; ha viaggiato nelle zone di guerra del Medio Oriente, per finire, oggi, nel Mar Mediterraneo, sulle coste di Creta o Lampedusa. Il suo tragitto ci ricorda che l’arte del teatro è un viaggio infinito, percorso da persone in fuga, in continua trasformazione, che il Male si può mascherare da Merito e viceversa, e che l’enigma della morte racchiude una prospettiva di via; ci ricorda che la Parola è Terra, che la Conoscenza è Consapevolezza, la Passione è Negazione e l’Armonia è la sua Contraddizione. Dioniso sale sul palco e ci invita a rompere, insieme, lo specchio del narcisismo, lasciando che i suoi frammenti diano vita a una nuova immagine. Torna da noi come uno straniero e ci invita a sacrificare il nostro corpo sull’altare dell’Ignoto e del Trascendente. In tempi difficili, come i nostri, mentre il faro del teatro continua a illuminare se stesso, Dioniso ci invita a illuminare il futuro con la luce della vita, e ricostruirci, insieme, come Mito».

In questo potente rito di passaggio, la visione monumentale del regista trasforma Dioniso in una figura errante che sfida le frontiere del tempo e dello spazio, riemergendo come un fantasma del presente. L’arte del teatro si riscopre così nella sua natura più pura e rituale, offrendo una riflessione universale sul potere trasformativo della scena e chiamando lo spettatore a specchiarsi nelle incertezze dell'oggi per illuminare il futuro attraverso la lente del Mito.

Dopo il debutto a Ostia Antica, la produzione sarà in scena al Teatro Storchi di Modena dal 22 al 25 ottobre 2026 e al Teatro Arena del Sole di Bologna dall’8 all’11 aprile 2027.

LE BACCANTI
di Euripide
traduzione Edoardo Sanguineti
regia, adattamento, scene, luci e costumi Theodoros Terzopoulos
musiche originali Panagiotis Velianitis
con Roberto Latini (Dioniso), Alvia Reale (Agave), Enzo Vetrano (Cadmo), 
Stefano Randisi (Tiresia), Marco Cacciola (Penteo), Paolo Musio (Corifeo), Gemma Carbone (Corifea),
Giulio Germano Cervi (Primo Messaggero), Rocco Ancarola (Secondo Messaggero)
coro (in o.a.) Francesco Cafiero, Bianca Cavallotti, Brigida Cesareo, Riccardo Dell’Era, Davide Giabbani, Federico Girelli, Bianca Mangelli, Marica Nicolai, Nicoletta Nobile, Giorgio Ronco, Matteo Sangalli, Magdalena Soldati 
regista assistente e collaboratore alla drammaturgia Savvas Stroumpos 
assistente alla regia Stravos Papadopoulos
assistente alla drammaturgia Michalis Traitsis 
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Attis Theatre Company

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