Lo spettacolo si inserisce nel progetto dell’Associazione InAtto, "Il cielo sopra Milano", la nuova rassegna estiva realizzata in collaborazione con Gli Incamminati – Centro di Produzione Teatrale – e sostenuta dal Teatro Oscar e dal Teatro degli Angeli, impegnati a portare il teatro fuori dalle proprie mura. Con la direzione artistica di Gabriele Allevi, Luca Doninelli e Giacomo Poretti, la rassegna propone una serie di spettacoli pensati per animare i quartieri di Porta Romana, Corvetto, Forlanini e Rogoredo, offrendo al pubblico un’esperienza teatrale inclusiva, rivolta alla città e ai suoi abitanti.
Un concerto, uno spettacolo, un musical (e una festa) dove a ballare sono i corpi di chi ascolta e dove ci si lascia trascinare, cantando, in coro, da una banda di dodici ragazzini che con il loro entusiasmo, tra una partita di pallone e i carri armati, si ribella allo squallore delle guerre scatenando una festa mondiale che, per un momento, sembra davvero cambiare la storia.
Una festa cantata, un concerto partecipato e travolgente dove si canta e viene voglia di ballare e ci si commuove e si ride e si salta e si ascolta una delle storie più ribelli della storia, una di quelle raccontate milioni di volte, con le voci che si intarsiano e spaccano il cuore e le madri che fuggono dallo squallore delle bombe coi figli allacciati al seno e migrano nelle città straniere.
Un’opera concepita da Ceresoli prima ancora di scrivere il suo celebre testo La merda (recensione) e anche in questo caso si tratta di una partitura, cantata e suonata dal vivo oltre che dalla stessa Gallerano da un cast di eccellenze internazionali, una partitura dove le parole sono già scritte per essere cantate e la storia del figlio della gioia (che viene osannato e poi inchiodato, con sua mamma che si strazia dal dolore) viene portata nelle piazze e nei paesi (e nei teatri, come stadi) in forma di musica in festa.
Due parole sulla Cantata (dichiarazione in esclusiva per la nostra testata di Silvia Gallerano)
Innanzitutto c’è da dire che è la prima tappa di un percorso che andrà avanti ancora per un po’ di tempo, è un lavoro che comincia la sua strada. È la prima volta che lo mostriamo così com’è, al punto al quale siamo arrivati. C’è il testo, c’è la composizione musicale, c’è il lavoro vocale e attoriale ma non c’è la “confezione”, non ci sono luci, non ci sono costumi, i movimenti scenici sono ridotti al minimo. Sì presenta come un lavoro scarno, caratteristica che comunque manterrà anche nelle tappe future e nella definitiva. Questa esposizione dell’oggetto nel corso della sua costruzione è un modo di lavorare che abbiamo io e Cristian: mostrare il lavoro di scrittura e di interpretazione in corso, nel percorso, durante. Incontrare le persone, l’umanità, il pubblico, prima di arrivare a una formalizzazione. Per sentire che cosa risuona, per farsi nutrire dall’incontro con l’umanità, che poi è il motivo per il quale facciamo questo lavoro. La cantata è una lunga canzone di 60 minuti, che racconta gli episodi di una storia molto conosciuta, raccontata però con uno sguardo e con delle invenzioni narrative nuove. I protagonisti sono dei ragazzini che fanno la festa e professano la gioia in giro per la Palestina mentre gli adulti fanno la guerra. Il testo è stato scritto tempo fa e purtroppo risulta molto attuale in questi giorni.
Cantata contro la guerra. Prova aperta
di Cristian Ceresoli
musiche di G. Casadei, C. Ceresoli, S. Gallerano, F. Monti, S. Piro, A. Pizzicato, C. Vetrone
voce Silvia Gallerano
voce Fabio Monti
fisarmonica Gianluca Casadei
voce e direzione musicale Stefano Piro
alle lettere di un bambino a Dio Nicola Ceresoli
coretto della gioia (adolescenti e bambini/e) Vera Bencivelli, Lara Ceresoli, Nicola Ceresoli, Olivia Monti, Teresa Monti
e con Francesca Risoli, Federica Ugolini
maestro del coro Stefano Piro
tecnica Giorgio Gagliano, Dario Filippo
una produzione di Spin Time, Frida Kahlo Productions
con Teatro di Dioniso in collaborazione con PAV








