È notte. Nel grande salone (scenico) che accoglie gli spettatori, su una sedia a rotelle rivolta verso le grandi vetrate a fondo palco, c’è un uomo di spalle, completamente e innaturalmente immobile. In un angolo della stanza, si nasconde in penombra una donna (Linda Manganelli) con una pistola in mano. Da dietro le finestre che fanno da sfondo, arriva un signore distinto, Michael Starkwedder (Martino Duane), che bussa alla vetrata d’ingresso, la trova aperta ed entra chiedendo aiuto: la sua auto è finita fuori strada per il maltempo. Dopo aver acceso la luce, si rende conto che l’uomo in sedia a rotelle è morto e nota la donna, Laura Warwick, moglie del defunto Richard, in evidente stato di shock.
Inizia tra i due una mirabolante conversazione che porta alla confessione dell’omicidio da parte della donna e la pianificazione di un alibi atto a scagionarla, con tanto di prova contraffatta a firma di un vecchio e irraggiungibile nemico del marito, un uomo a cui Richard, tanti anni prima, ha portato via il figlio, investendolo con la macchina mentre guidava ubriaco. Omicidio per cui non è mai stato condannato per l’assenza di prove e di testimoni, cosa che rende perfetto il movente di questo fantomatico nemico, che vive in America ed è assetato di una vendetta che cova da troppo tempo.
Una scenografia sempre molto ricca e dettagliata, nel tipico stile di Anna Masullo (regista di cui abbiamo visto e recensito anche Arsenio Lupin) e delle produzioni firmate dal Teatro Stabile del Giallo, ospita la pièce basata sull’opera teatrale scritta da Agatha Christie nel 1958. Un tuffo in un’epoca che sembra molto lontana da noi, in cui esistevano solo i telefoni a disco e la tecnologia era un sogno irrealizzabile e inimmaginabile. Un gioco di ruolo in cui un numero non indifferente di personaggi danza a ritmo decisamente lento. Ognuno ha una collocazione ben precisa e sufficienti scheletri nell’armadio da poter essere l’assassino.
E, come ci si aspetta da Agatha Christie, intorno all’omicidio ruota un alone di confusione che sfocerà nella rivelazione solo alla fine dello spettacolo. Spettacolo in cui c’è tutto il tempo per fare congetture e smontarle di minuto in minuto, nonostante per tutta la durata siano stati seminati indizi che potevano far capire chi fosse il/la colpevole, rendendo il finale un po’ telefonato.
La rappresentazione inizia con la confessione di Laura Warwick, ma si confermerà davvero lei come assassina? O qualcuno della famiglia di Richard aveva dei motivi più validi dei suoi per eliminarlo? O, ancora, i personaggi che arrivano da fuori hanno qualcosa a che fare con la morte dell’uomo? L’unico modo per scoprirlo è, come amiamo ripetere, andare a teatro!
Teatro Ciak
Teatro stabile del Giallo
presentano
L’OSPITE INATTESO
di Agatha Christie
traduzione italiana Edoardo Erba
con Martino Duane, Linda Manganelli, Angiola Baggi, Miriam Spera, Stefano Quatrosi, Sergio Mancinelli, Guido Targetti, Leonardo Caneva, Michele Fasanelli
regia Anna Masullo
musiche Alessandro Molinari
costumi Valentina Bazzucchi
disegno luci Marco Catalucci
aiuto regia Sofia Pizzi
scenotecnica LT Costruzioni di Giacomo Celentano
capo macchinista Daniele Iraci
aiuto scenografo Daniel Falappa
sartoria Lab Costume
foto e locandina Diego Buonanno
ufficio stampa Alessia Ecora









