Arsenio Lupin (recensione)

Chi lo sa che faccia ha, chissà chi è. Tutti sanno che si chiama Lupin. Era qui un momento fa…

Arsenio Lupin
m&s - Arsenio Lupin (foto © Diego Buonanno)

Penombra. Sul palco, solo con le luci bianche dello sfondo, una scala, e un uomo con cappello a cilindro e mantella aperta attende il pubblico. Un dolce e celebre valzer inizia a suonare, altre figure entrano in scena e iniziano a danzare, e nella mente degli spettatori si fanno largo le parole che accompagnano quella melodia: “Chi lo sa che faccia ha, chissà chi è. Tutti sanno che si chiama Lupin. Era qui un momento fa, chissà dov’è, dappertutto hanno visto Lupin…”
Ed è con un’atmosfera fedele al telefilm andato in onda negli anni ’70 (protagonista Georges Descreries) che la regista, Anna Masullo, dà il benvenuto agli ospiti in sala.

Le luci si accendono sul palco e due donne, la viziata padrona di casa Germana e la governante Sonia, si muovono e parlano in una delle stanze del castello in cui vivono. Reduci del furto di tre anni prima a firma Arsenio Lupin, di lì a poco il ladro gentiluomo si farà nuovamente vivo sotto mentite spoglie, creando confusione con giochi di ruolo e un’astuzia fuori dal comune, riuscendo a ingannare senza sforzo tutti i presenti, dall’avaro padre di Germana – Gournay Martin – al Commissario – che dopo articolati ragionamenti arriva puntualmente alla conclusione sbagliata. L’unico in cui la scintilla della confusione si alterna a certezze che vengono spazzate via dal Duca di Charmerase è l’ispettore Ganimard, ampiamente ingannato da Lupin, ma con occhio vigile e attento, pronto ad ammanettare l’uomo che da circa dieci anni lo ossessiona, diventato una sorta di sfida personale.

Anna Masullo ha fatto davvero un lavoro straordinario, supportato dalla bravura non indifferente degli attori e dei tecnici. Una squadra vincente, che ha dato allo spettacolo un ritmo veloce ma non affannato, senza buchi di trama o spazi vuoti o silenzi interminabili. Una pièce dal sapore leggero e divertente, tanto da portare alcuni interpreti a dover trattenere le risate durante le scene più ilari. Questo è già indice di successo perché, se gli attori in primis si divertono sul palco, il pubblico che guarda non può che stare al gioco e farsi trascinare.

Senza dubbio, il personaggio più divertente e caricato, ma non pesante, è stato il Commissario, a cui presta il volto Patrizio Cigliano (che abbiamo già apprezzato come regista di Nannarè). Dopo la prima scena, in cui ha mostrato il suo modo di fare suscitando l’ilarità di tutta la platea, ritrovarlo sul palco è diventato sinonimo di “risate in arrivo”. Già da solo è risultato divertente, ma in compagnia dell’ambiguo Duca e del rigido Ganimard si è creata una carica esplosiva di alto livello.

Una presenza scenica decisamente forte e importante è quella di Yaser Mohamed, volto del Duca di Charmerase, che ha mostrato ampiamente le proprie doti attoriali con un’interpretazione coinvolgente e ricca di sfumature, donando al personaggio uno stile elegante e charmant, umano e non pieno di sé. Insomma, l’ideale di ogni donna!
E cosa dire dell’ispettore Ganimard? Antonio Palumbo è perfettamente in parte, ha messo in risalto le molteplici sfaccettature del personaggio con estrema naturalezza e la mimica facciale ha giocato un ruolo fondamentale nella sua interpretazione.

Uno spettacolo realmente piacevole, circa due ore trascorse in un battito di ciglia, durante le quali è impossibile staccare gli occhi dal palco. Ovviamente una menzione speciale va all’attore che ha dato vita ad Arsenio Lupin, ladro gentiluomo, nascosto agli occhi del pubblico ma costantemente presente nelle lettere in cui annuncia i furti e nelle parole dei personaggi. Chi è l’interprete di Lupin? Un mistero da risolvere e scoprire solo andando a teatro! Lo spettacolo è in scena al Teatro Ciak di Roma fino al 15 dicembre 2024.

ARSENIO LUPIN
di Francis de Croisset e Maurice Leblanc
adattamento teatrale Michele Montemagno
regia Anna Masullo
scene Fabiana Di Marco
musiche Alessandro Molinari
costumi Valentina Bazzucchi
disegno luci Marco Catalucci
coreografie Gea Stramacci
capo costruzioni Diego Caccavallo
macchinista Salvatore Salerno
aiuto regia Vito Molinari
aiuto scenografo Daniel Falappa
sartoria Lab Costume
scenotecnica LT Costruzioni di Giacomo Celentano
foto e locandina Diego Buonanno
ufficio stampa Alessia Ecora

personaggi e Interpreti
Duca di Charmerace Yaser Mohamed
Ispettore Ganimard Antonio Palumbo
Sonia Krichnoff Linda Manganelli
Commissario Patrizio Cigliano
Gournay Martin Enrico Ottaviano
Germana Gournay Martin Valentina Marziali
L’agente Valerio Pandimiglio

Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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