"Non si uccidono così anche i cavalli? ha affrontato un tema di drammatica attualità come la superficialità e il cinismo dello show business, un mondo spesso illusorio e rivolto ai giovani: uno spettacolo complesso e multimediale, tra prosa, ballo e musica dal vivo, che non a caso ha avuto un’ottima risposta in termini di affluenza e di gradimento da parte del pubblico e una buona risonanza su media e social". E' con questa motivazione, a corredo del Premio Camera di commercio delle Riviere liguri (assegnato allo spettacolo di maggior successo della scorsa edizione del Festival di Borgio Verezzi), che Non si uccidono così anche i cavalli? è ritornato in scena.
Trasformazione della sala teatrale in sala da ballo per l'adattamento firmato da Giancarlo Fares, che continua così - dopo gli applausi ricevuti con Le Bal - nell'esplorazione di titoli cinematografici particolari, resi ancora più tali nella trasposizione per il palcoscenico.
Nel 1969 Sidney Pollack mette in scena (cinematografica) Jane Fonda, Michael Sarrazin, Susannah York e Gig Young per raccontare, attraverso un contest di una sala da ballo, il dramma della depressione economica americana. Il film, bellissimo (vi consigliamo di cercarlo), viene presentato, allora, fuori concorso al Festival di Cannes, Gig Young viene premiato con un Oscar (come attore non protagonista) e complessivamente totalizza nove nomination per la statuetta più importante del cinema mondiale, in aggiunta a Golden Globe e Bafta (il più importante premio britannico, ndr). Una folle maratona di ballo in cui disperati partecipanti in cerca di successo ("i morti di fama" di Aldo Grasso?) ballano per giorni e notti senza interruzioni, diventando oggetto di scommesse da parte del pubblico. I concorrenti partecipano nella speranza di vincere un premio in denaro, ma soprattutto di farsi notare dai registi e produttori presenti in sala, in una sorta di format precursore (il romanzo è stato scritto nel 1935) del più crudele dei reality show attuali, ma è labile anche la distanza dal "Running Man" di Stephen King. Altro - e ci fermiamo qui! - suggerimento di visione: "Reality", 2012, di Matteo Garrone (premiato al Festival di Cannes, David di Donatello, Nastro d'argento e altro ancora).
Giancarlo Fares ha ripreso il medesimo romanzo e titolo cinematografico e lo ha adattato per una versione teatrale, principalmente in musica e danza, sacrificando appena per questo la potenza dei dialoghi. Il racconto delle tante coppie di disperati - da 150 ma solo in proiezione video ne rimangono fisicamente 7 - è affidati al fiato e alle gambe di 14 performer, con gli innesti vocali di Silvia Salemi e con Giuseppe Zeno nel ruolo del maestro di cerimonia. Differentemente da Le Bal non ci sono le basi, ma la solidità musicale dal vivo (anche se tecnologicamente poco coerente con l'ambientazione anni '30) del Piji Electroswing Project, quintetto jazz/swing che si mostra a proprio agio sia nella reinterpretazione di brani più conosciuti (vedi nostro incipit) che nelle composizioni uniche (tutte composte da Piji), scritte appositamente per lo spettacolo. Musica dal vivo e ballo potrebbero richiamare le ambientazioni del musical, ma la similitudine si arresta immediatamente contro il muro inesorabile del taglio narrativo ("quello che deve essere deve essere, anche la morte"), che nulla vuole nascondere del dramma vissuto dai 14 protagonisti, "numeri" nella mano della produzione e degli sponsor e sottomessi ai capricci del pubblico, comodamente seduto. Fortunatamente si tratta solo di una finzione teatrale, con nessuna possibilità di ricaduta nella realtà. O non è così?
Officine del Teatro italiano
presenta
NON SI UCCIDONO COSI' ANCHE I CAVALLI
tratto dall'omonimo romanzo di Horace McCoy
traduzione Giorgio Mariuzzo
adattamento e regia Giancarlo Fares
con Giuseppe Zeno e Silvia Salemi
con la partecipazione straordinaria di Piji
e con Riccardo Averaimo, Alberta Cipriani, Vittoria Galli, Alessandro Greco, Salvatore Langella, Martin Loberto, Elisa Lombardi, Maria Lomurno, Francesco Mastroianni, Matteo Milani, Pierfrancesco Scannavino, Lucina Scarpolini, Viviana Simone
coreografie Manuel Micheli
Piji Electroswing Project: Piji (voce e chitarra), Dario Troisi (piano), Egidio Marchitellli (elettronica & chitarra), Francesco Saverio Capo (basso), Andy Bartolucci (batteria)
canzoni originali Piji
scene Fabiana Di Marco
costumi Francesca Grossi
disegno luci Anna Maria Baldini
assistente alla regia Claudia Fontanari








