La vicenda è ambientata nello storico quartiere San Lorenzo, a Roma, negli anni tumultuosi tra 1921 e il 1922, un’epoca in cui lo stato liberale cede il passo all’ascesa del potere fascista. Protagonisti sono le vite di personaggi sconosciuti ma unici, immersi in un quartiere ai margini, che contiene però il seme di un ricco fermento culturale e una profonda coscienza sociale.
Pina, vedova e lavandaia, è il cuore di questa storia. Costretta a subaffittare la sua umile casa, una ex stalla, per sopravvivere e affrontare le difficoltà quotidiane. Al suo fianco c’è Maria, la figlia, dall’animo sensibile ed empatico, che si ferma a osservare la gente per strada e a indagare l’animo umano, scrivendo pensieri sugli scampoli delle stoffe e trovando rifugio e ispirazione nella Biblioteca di Via dei Sardi, un luogo di cultura in un periodo oscuro.
Nella casa di Pina trova accoglienza anche Isabella, una giovane di origini somale, nata a Roma dall’unione di un soldato, tornato dalla prima campagna coloniale africana, e una giovane donna indigena. A far parte di questa famiglia improvvisata c’è anche Vincenzo, un ex medico tormentato dai traumi della Grande Guerra e sua moglie allettata. Completa questo mosaico umano Cesaretto detto Bamboscione, un orfano che sopravvive per strada con espedienti, che incarna la resistenza di chi, pur vivendo ai margini, non ha perso la capacità di sognare e sperare.
Sullo sfondo di queste vite intrecciate si erge il Sor Capanna (l’unico figura ispirata a un personaggio realmente esistito) che con le sue canzoni e i suoi stornelli dà voce allo spettacolo come il cantastorie delle favole o il coro della tragedia greca, perché tragedia e commedia si intrecciano nel tipico spirito romano, capace di sdrammatizzare anche nei momenti più bui e difficili.
Dietro le vicende dei protagonisti si svolge la storia con la “s” maiuscola. La violenza squadrista, nei confronti di un quartiere che ha sempre avversato il fascismo, culminerà con una strage, fino a poco tempo fa dimenticata e mai rappresentata sulle tavole del palcoscenico, in cui morirono uomini e donne in nome della libertà e della lotta contro i soprusi dei dominatori.
Un pezzo della nostra storia che merita di essere raccontata per rispetto delle vittime e come esempio da non far cadere nell’oblio. Un insegnamento da tramandare alle nuove generazioni per ricordare a tutti che il fascismo, con i suoi principi basati sulla violenza, il totalitarismo, la soppressione delle libertà, la discriminazione e la persecuzione nei confronti del diverso, non può in nessun modo essere considerato un ideale.
La storia di San Lorenzo e di quello che accadde in quegli anni bui diventa da storia di quartiere a storia universale di chi nonostante le avversità non smette mai di lottare e di resistere per un futuro migliore.
E FUMMO VIVI
L’alba della Resistenza
testo e regia Veronica Liberale
assistente alla regia Elena Tomei
con Fatima Ali, Camilla Bianchini, Fabrizio Catarci, Guido Goitre, Veronica Liberale
con l’amichevole partecipazione canora di Romina Bufano
e con Marco Zordan nel ruolo del Sor Capanna
Un ringraziamento speciale al Comitato di Quartiere San Lorenzo, che ha fortissimamente voluto che questa storia venisse raccontata attraverso il teatro.
TEATRO TRASTEVERE
Via Jacopa de’ Settesoli, 3 – Roma
biglietti
intero 13 euro - ridotto 10 euro
prevista tessera associativa
spettacoli
giorni feriali h. 21:00
domenica h. 17:30
prenotazioni
06 5814004 - 328 3546847









