Cristiano (Danilo De Santis) è un artigiano di San Cesareo (un piccolo comune come tanti nella cinta metropolitana della Capitale). È un uomo quarantenne soddisfatto: idraulico benestante, si è appena potuto permettere la macchina dei suoi sogni (una Porsche Cayenne gialla), vive con la donna della sua vita, Marcella (Roberta Mastromichele), e domenica i suoi genitori festeggeranno i 50 anni di matrimonio in forma classica, prima in chiesa e poi con un'allegra, impegnativa e rumorosa mangiata da Renatone - Tutto alla Brace (un nome, un programma).
E come se non fosse già sufficiente questo a stampargli il sorriso in faccia, anche il suo cuore da tifoso romanista (ovvio, vista l'ambientazione) è felice, perché la sua squadra del cuore è in semifinale di Champions League e Cristiano ha già i biglietti per lo stadio Johan Cruiff di Amsterdam, dove è possibile che questo ulteriore sogno prenda corpo e sostanza sotto forma di (tanti) goal nella porta avversaria. Cosa potrebbe volere di più? Cosa potrebbe succedergli di particolare per minare tanta serenità?
Cristiano sta ignorando, perché distratto dai tanti segnali astrali positivi, il progressivo cambiamento della compagna, e anche in questo è tra i tanti uomini che sistematicamente lo fanno, ma non è che essere in buona compagnia aiuta a risolvere. Marcella da carnivora, in un impeto salutista, è diventata vegana; sparge la casa di candele votive e profumate, medita e fa yoga. La sua attenzione per l'ambiente non solo è maniacale, ma anche fastidiosamente - secondo il punto di vista dell'accomodante Cristiano - coinvolgente, ma è comunque possibile abituarsi al cattivo sapore e discutibile aspetto dei prodotti che hanno sostituito i normali prodotti industriali e commerciali che fino a poco prima si trovavano in casa. Ma i cambiamenti operati da Marcella non si fermano qui e coinvolgono anche la sfera più intima della coppia: improvvisamente si nega ai desideri sessuali di Cristiano, che non riesce - come la maggior parte degli uomini - a darsi una spiegazione dell'improvviso e ostinato rifiuto.
Nell'ampia stanza da bagno della coppia avviene la necessaria spiegazione, ovviamente interrotta dalle improvvide telefonate della mamma di Cristiano (come la grande maggioranza dei figli maschi anche il nostro idraulico è un "mammone"). Marcella non ha un amante e non ha un calo del desiderio causato dalla sua coscienza ecologista e salutista, ma si è "risvegliata", acquisendo una totale consapevolezza del suo nuovo ruolo. Cristiano, invece, appartiene alla categoria "dormiente", quella di tutti gli altri esseri umani, escludendo le poche migliaia di eletti che, come Marcella, a breve daranno un nuovo corso alla propria e altrui vita. Cosa sarà disposto a fare Cristiano per non perdere la sua Marcella? A quali terribili prove vorrà sottoporsi? E riuscirà a superarle? Scopritelo, come vi diciamo sempre, in teatro, e considerando che la commedia ha ancora girato molto poco, avrete - anche nelle prossime stagioni - ampia possibilità per farlo.
Totalmente ambientata nello spazioso bagno dei due, la commedia diverte e convince per tutta una serie di motivi che proviamo a elencare in ordine sparso. Da sottolineare (ma lo avevamo già notato recensendo Uno di troppo e Sali o scendo?) la buona intesa tra i due protagonisti, aspetto che fa scorrere tutto il testo senza incertezze e caduta di attenzione. Particolare, inusuale e piacevole l'intuizione e sviluppo stellare del racconto che ci ha evocato alcuni celebri film a tema (tra tutti: Stargate, 1994, di Roland Emmerich, e Il tocco della medusa, 1978, di Jack Gold). De Santis, come autore, semina più pillole narrative, lasciando che sia poi la fantasia dello spettatore a concentrarsi su quelle maggiormente gradite, evitando - e lo ringraziamo per questo - di consegnarci un prodotto dove non usare la nostra testa. Non è sufficiente a spingerci all'acquisto del biglietto? Per noi lo è.
DA QUALI STELLE SIAMO CADUTI?
di Danilo De Santis
con Roberta Mastromichele e Danilo De Santis
voci fuori campo Toni Fornari e Diego Casalis
regia Danilo De Santis
produzione Achille Mellini per Aurora Produzioni
durata due atti di 80 minuti, incluso intervallo









