Un titolo che nella sua completezza, “Don Felice Sciosciammocca creduto guaglione ‘e n’anno”, diventa quasi uno scioglilingua, una farsa della tradizione napoletana, di Antonio Petito (1822-1876), ripresa, interpretata e diretta da Roberto Capasso.
Don Felice è un fantasioso ma squattrinato studente che si imbatte in un manesco e irascibile scarparo, Pulcinella, padre di una bella fanciulla e di un pargoletto di un anno. Il giovane si innamora della fanciulla e viene ricambiato, ma lo scontroso ciabattino è contrario al fidanzamento della figlia con Don Felice, il quale giunge persino a sostituirsi al neonato nella culla, pur di restare accanto all’innamorata e al contempo proteggersi dalle angherie di Pulcinella. Da qui una serie di equivoci spunto di lazzi, con il fine di far divertire il pubblico.
Così si dà il via a questa gustosa burletta, come direbbe Antonio Petito, ritenuto ultimo grande interprete della maschera di Pulcinella. Figlio di un altro celebre Pulcinella, Salvatore Petito, e di donna Peppa (Giuseppina D'Errico all'anagrafe), impresaria di un baraccone nel quale si rappresentavano spettacoli per il popolo, Antonio era soprannominato in famiglia “Totonno 'o pazzo” per la sua estrema vitalità. Fu proprio il padre a dargli il battesimo teatrale, cedendogli la maschera nel corso di una rappresentazione teatrale al Teatro San Carlino di Napoli, dove in seguito si produsse più volte. Proprio dietro le quinte di quel teatro, Petito ebbe, la sera del 24 marzo 1876, l'attacco cardiaco che gli fu fatale. Sebbene rappresentasse i suoi lavori sempre per il popolo, l'interclassismo presente nell'ambiente dei teatri di Napoli ne fece un idolo anche presso i ceti più agiati. Fu, oltre che attore dotato di grande mimica, anche drammaturgo nonostante fosse semianalfabeta, incapace di scrivere correttamente in italiano: per questo motivo si avvalse sempre di revisori delle sue opere. Fu anche un attento utilizzatore del linguaggio, mediante il quale caratterizzava il parlato delle diverse classi sociali, padroneggiando le varie sfumature sia dell'italiano che del dialetto.
Note di regia
È il mio terzo appuntamento da regista con il teatro di tradizione napoletana, con questa messinscena continuo a mantenere un linguaggio arcaico, giocando con l’espressività corporea. Nulla quindi è naturale, anzi, è tutto palesemente teatrale e finto, con il supporto di scenografie e costumi dichiaratamente improbabili. Inoltre come ogni operazione di questo repertorio da me condotta, oltre a mettere in scena la farsa mi pongo l’obiettivo di riportare alla luce quegli aspetti di un teatro che ormai non c’è più. In questo allestimento racconterò l’incontro tra Don Felice Sciosciammocca e Pulcinella…
DON FELICE SCIOSCIAMMOCCA CREDUTO GUAGLIONE ‘E N’ANNO
di Antonio Petito
regia Roberto Capasso
con Roberto Capasso, Nello Provenzano, Miriam Della Corte, Valentina Martiniello
costumi Sara Portolano
scene Giorgia Lauro
assistente alla regia Maria Chiaravalle
tecnico Tommaso Vitiello
produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini
durata 60 minuti
dal 7 al 19 gennaio
orari
feriali h. 21
mercoledì 8 gennaio h. 18
sabato 11 gennaio h. 19:30
domenica h. 18:30
PICCOLO BELLINI
Via Conte di Ruvo 14, Napoli
biglietti
Martedì • Mercoledì 15€
Giovedì • Venerdì • Sabato • Domenica 20€
Under 29 12€
Ridotto dal giovedì alla domenica posto unico 18€








