Il canto del cigno

Roma, Teatro di Villa Lazzaroni, sabato 21 febbraio (ore 21) e domenica 22 febbraio (ore 17:30)

Ugo Pagliai
m&s - Ugo Pagliai

Svetlovidov, grande attore “mattatore” protagonista di opere immortali, vaga smarrito per un teatro di provincia, vinto dall’ebbrezza e dal bisogno di dimenticanza. Si chiede incessantemente dove siano finiti i giorni gloriosi in cui incantava il pubblico attraverso i suoi memorabili personaggi, mediante il dono della parola. È il logos, infatti, a trasmettere linfa antica e modernissima a questa pièce carica di spirito dionisiaco: all’energia nera della morte si contrappone un inequivocabile amore per le scene, per i tanti ruoli interpretati, una vocazione quasi sacerdotale per il valore curativo della parola recitata.

In apertura il celebre brano del Fedone di Platone, dove si narra del reale senso del canto dei cigni, che non conoscono dolore per la propria dipartita, ma, al contrario, si concedono una manifestazione di gioia nel loro ricongiungersi al dio delle arti, della medicina, dell’intelletto e della profezia.

Ugo Pagliai/ Svetlovidov, parimenti ai cigni, si concede qui un grido di giubilo, ritrovando Amleto e Otello, Falstaff e Boris Godunov e, soprattutto, Lear, suo grande cavallo di battaglia. Come in una lezione magistrale, Ugo Pagliai ci conduce nelle pieghe dei suoi sentimenti, degli amori più grandi, il Teatro e una donna, giovane e snella come un pioppo, rinnegando, in linea con l’autore, ogni possibilità di menzogna: “Si può ingannare la gente, persino Dio: ma nell’Arte non si può mentire”.

UGO PAGLIAI
in
IL CANTO DEL CIGNO
di Anton Cechov
a cura di Tommaso Garré
consulenza artistica di Tommaso Pagliai
musiche a cura di Dario Arcidiacono

Teatro di Villa Lazzaroni
Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito) - 00181 Roma

info e prenotazioni
392 4406597 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
www.teatrovillalazzaroni.com 

Testata Giornalistica
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