Roberto Latini sta portando in scena Antigone, la tragedia di Jean Anouilh scritta nella Francia occupata e ispirata all’omonimo lavoro di Sofocle.
L’Antigone di Jean Anouilh – concepita come allegoria della Resistenza al potere e, al tempo stesso, come riflessione sulle tensioni tra obbedienza e dissenso – trova nuova voce nella rilettura scenica di Roberto Latini, che ne fa un dispositivo teatrale contemporaneo capace di interrogare il nodo irrisolto tra legge e coscienza, tra ragione politica e principio etico.
«Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. È uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione» spiega Latini, che qui è anche interprete del ruolo della protagonista. «Penso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta, nella verità vera, scomoda, incapace, parziale, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a se stessi, altri al proprio riflesso. Antigone e Creonte (interpretato da Francesca Mazza, ndr), come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone».
ANTIGONE
di Jean Anouilh
traduzione Andrea Rodighiero
con Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Francesca Mazza
scene Gregorio Zurla
costumi Gianluca Sbicca
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
in collaborazione con Bàste Sartoria
regia Roberto Latini
produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro di Roma – Teatro Nazionale
durata 1 ora e 30 minuti senza intervallo
spettacoli
martedì, giovedì e sabato, ore 19:30
mercoledì e venerdì ore 20:30
domenica ore 16
informazioni e prenotazioni
02.21126116 - www.piccoloteatro.org







