L’incanto senza tempo di Marilyn, con le sue maschere, le sue fragilità e contraddizioni. Nell’anno che celebra il centenario della sua nascita in tutto il mondo arriva in prima nazionale assoluta al Manzoni di Roma Marilyn Monroe, Troppo bionda per essere creduta, un racconto intenso e coinvolgente sulla leggendaria stella del cinema, narrato da una prospettiva inedita.
Hollywood, 1962. Un uomo siede al tavolo di un bar. Fuma, bevendo il suo caffè. È Joe Di Maggio (Danny Bignotti), il grande campione, la leggenda del baseball americano. Si lascia cullare dai suoi ricordi, accarezzare dalle ossessioni e dai suoi fantasmi. C’è uno spirito che in particolare lo tormenta. È quello di una donna bionda che gli sussurra parole di miele nelle orecchie e nella mente. È Marilyn. Marilyn (Melania Giglio) che non c’è più, che se ne è andata, che lo ha lasciato solo.
A strapparlo dai suoi melanconici pensieri è un bell’uomo sui 40 anni. È il famoso fotografo Milton Greene (Sebastian Gimelli Morosini). È venuto a portare delle foto, le più belle che siano mai scattate alla grande diva. Sono le immagini che più di tutte hanno raccontato la sua anima. Milton Greene è stato il fotografo che ha lavorato con Marilyn durante alcuni dei periodi più intensi e creativi della sua vita. Non solo un fotografo, ma anche un amico e confidente, l'unica figura che abbia mai saputo vedere Marilyn per quello che era veramente, al di là della sua immagine di diva.
Ed è come se dai suoi ritratti Marilyn risorgesse: Marilyn e Norma Jeane, due anime sempre in lotta, due donne in un unico corpo. L’anima dolce, profonda e tormentata che deve mandare in scena l’altra, l’oca bionda che piace tanto agli uomini, che piace a tutti. I suoi diari, le poesie segrete che non faceva leggere a nessuno. Le innumerevoli gravidanze perdute, il corpo che non risponde più. E poi pillole. Pillole di ogni genere, che i medici e gli psichiatri le prescrivono in quantità, quelle stesse pillole che la uccideranno. E che lasceranno un deserto nel cuore degli unici due uomini che, seppur in chiave diversa, l’hanno davvero amata e conosciuta. Che l’hanno accettata per quello che era né più né meno “una farfalla, una bambina che cammina su di un filo sospeso sull’abisso”. (Antonio Tabucchi)
“Lo spettacolo - spiega l’autrice Melania Giglio - intende esplorare i lati più intimi e meno noti di Marilyn Monroe, mettendo in luce i suoi rapporti con due figure fondamentali della sua vita, Joe Di Maggio e Milton Greene. Questi legami, purtroppo contrassegnati da fragilità e incomprensioni, saranno al centro della nostra narrazione, come riflessi di un'epoca che ha contribuito a costruire il mito di Marilyn, ma che non ha saputo salvarla dal suo dolore interiore.
“La Marilyn che vogliamo raccontare - continua il regista Daniele Salvo - non è solo quella che la storia del cinema ci ha tramandato come simbolo di sensualità, ma una donna alla continua ricerca di un equilibrio tra il suo bisogno di affetto e il peso della fama. Il contrasto tra la donna pubblica e quella privata sarà il cuore pulsante della nostra creazione”.
MARILYN MONROE
Troppo bionda per essere creduta
di Melania Giglio
con MELANIA GIGLIO | DANNY BIGNOTTI | SEBASTIAN GIMELLI MOROSINI
regia DANIELE SALVO
costumi Daniele Gelsi
scene Alessandro Chiti
produzione Bis Tremila
assistente alla regia Matteo Fiori
arrangiamenti originali Heron Borelli
grafica Mario Toccafondi
tutte le canzoni di Marilyn saranno rigorosamente eseguite dal vivo: Diamonds are a girl’s best friend | I wanna be loved by you | River of no return | Bye, Bye Baby | Candle in the Wind
spettacoli
giovedì 5 e 12 alle ore 21 | giovedì 19 alle ore 17:30
venerdì alle ore 21
sabato alle ore 17:30 e alle ore 21
domenica alle ore 17:30
martedì 10 alle ore 21 | martedì 17 alle ore 19
mercoledì alle ore 21
informazioni e prenotazioni
telefono 06 322 3634 | WhatsApp 327 895 9298







