Il gelato indeciso di Martina Gatto (intervista)

Il "Cioccolato all'arancia" lo abbiniamo con la menta o con il limone? Nel dubbio lo abbiamo chiesto a Martina Gatto

Martina Gatto
m&s - Martina Gatto (foto © Flaminia Lera)

Non siamo alla ricerca di consigli gastronomici, ma teatrali, visto che "Cioccolato all'arancia" è un monologo, scritto e interpretato da Martina Gatto, in concorso al Roma Comic Off. Il testo è incentrato sulle disavventure di Marty, una ragazza come tante, alla ricerca di una sua stabilità economica, affettiva, forse esistenziale. Il suo cruccio più importante è decidere quale gusto abbinare al cioccolato all'arancia nell'ultimo gelato (cono grande, con cialda e panna sopra e sotto) della sua vita. Da questo dilemma prende il via un divertente ed acuto racconto teatrale che può rispecchiare perfettamente le esigenze quotidiane di molti di noi, non solo in materia di abbinamenti. Il testo, dopo aver vinto in forma di corto da 20 minuti, il contest "Autori nel cassetto, autori sul comò" del Teatro Lo Spazio di Roma, è stato selezionato - come monologo da circa 50 minuti - per il Roma Comic Off. Ne abbiamo parlato con la sua autrice/protagonista.

Siamo curiosi di conoscere meglio la genesi del testo
Nasce dal corto teatrale, che è la parte del testo costruita sulla "gelateria", ma secondo me è nato da solo. Nel senso che non ho mai pensato di voler fare uno spettacolo che parlasse delle difficoltà della vita, accostandole al gusto di un gelato. Un pomeriggio di maggio di un periodo della mia vita in cui avevo messo in discussione molte cose, mi ritrovavo piena di voglie, di vorrei, di vorrei ma non posso…

Un esempio...
La casa al mare, ma anche quella in montagna; un lavoro fisso che mi garantisse l'indipendenza economica, ma anche la possibilità di inseguire il mio sogno. Ero piena di confusione, in balia dei miei "vorrei" e verso sera ho sentito l’esigenza di aprire un file word, ho messo le mani sulla tastiera ed è partito "Cioccolato all’arancia". Ad un periodo difficile della mia vita si è unito un altro molto stimolante dal punto di vista creativo. E’ partito da solo, il corto l’ho scritto in una notte e sostanzialmente è quello che si vede nello spettacolo, aggiustato e ampliato in alcuni punti, ma è quello. Poi, lo spettacolo è stato costruito con un altro tipo di lavoro, fatto al contrario. Sapevo che quella parte era forte, ma io ero indecisa (sorride, ndr) ovviamente. Sentivo che era funzionale, ma volevo far capire perché quella ragazza si sentiva così confusa. Ho quindi cercato di sviluppare, assieme alla regista, che cosa era accaduto, perché il personaggio era così “esaurito”. Perché entra nella gelateria dove è in balia dei "vorrei". Per fare questo siamo andate a ritroso, per ricostruire quello che le era accaduto.

"Cioccolato all'arancia" è anche il racconto dolce/amaro della società contemporanea, con una sottolineatura puntuale sulla sua professione
E’ assolutamente così, è anche l'analisi della vita di tanti, colleghi e coetanei. E' generazionale, ma anche no.

Siamo di nuovo sul tema dell'indecisione?
Ne parlo nel testo, prendendomi molto in giro anche per la situazione di noi attori e registi che inseguiamo questo sogno che io chiamo malattia, da cui non si può guarire. “Cioccolato all'arancia” in maniera ironica e molto leggera vuole però far porre delle domande, a noi che facciamo teatro, ai coetanei, ma in genere a tutte le persone. Io provo a dire: scegliamo ciò che ci da la luce negli occhi, quell'energia, quella passione che ci fa andare avanti. Ovviamente bisogna essere forti, avere anche il coraggio di reinventarsi, a qualsiasi età. Sicuramente non è facile e la società non ci dà spesso gli strumenti giusti. Per quanto ci si possa impegnare, non sempre si riesce, ma già avere il coraggio di provare è un passo avanti

Alla fine diventa un elogio scherzoso dell’indecisione...
E’ giusto essere indecisi, per me vuol dire vita. Mi preme sottolineare che con questo spettacolo è nato un movimento, Indecisi per scelta, creato da me e Ivan Specchio, nato da "Cioccolato all’arancia", ma che avrà vita autonoma anche nel futuro.

Di cosa si tratta?
E’ un movimento che cerca di confortare, "coccolare" e riunire gli indecisi. Noi viviamo in una società che ci impone di essere sempre sicuri, forti, di avere chiaro l’obiettivo verso il quale stiamo andando… e tutti gli indecisi? Noi non siamo deboli, solo che ci facciamo venire dei dubbi, ma il dubbio è vita. Il movimento ha già creato degli eventi, una carta (Scegli tu per me), ci sono molti modi per partecipare e contribuire al movimento. Invito tutti, indecisi e non, a seguirci sui social. #IndecisiPerScelta

Questa indecisione l'avvicina ancora di più alla Lucrezia di Silvia Ziche, anche se c'è differenza di età tra i due personaggi
Sono onorata di questo accostamento. C’è sicuramente differenza di età, ma quando siamo stati in scena al Teatro Lo Spazio ho notato come i giovani si confrontavano e riconoscevano, ma non lo facevano solo loro. Ci siamo resi conto che siamo riusciti a colpire anche gli adulti. Io vorrei che anche loro, guardando "Cioccolato all'arancia", possano riflettere e chiedersi se hanno ancora la luce negli occhi o se l’hanno persa. Troviamo piccoli spiragli per poter aver ancora la luce negli occhi, indipendentemente dalla nostra età.

Si è affidata alla sua regista anche per la supervisione drammaturgica…
Dafne Rubini mi ha aiutato sin dall’inizio, da quando le ho parlato del corto. Io non sono una drammaturga, come ho già detto "Cioccolato all'arancia" è nato così, per una di quelle congiunzioni astrali che capitano poche volte nella vita. Ho sempre avuto paura di scrivere per il teatro, perché temevo di non esserne capace. Dafne mi ha aiutato tantissimo, abbiamo fatto un grande lavoro di "taglia-e-cuci", mi ha aiutata con la costruzione del personaggio e ha adottato il testo come se fosse un “figlio suo”. E' stata ed è un aiuto fondamentale ed è anche produttrice, assieme a me, dello spettacolo.

Con il corto da 20 minuti ha vinto il Premio del Teatro Lo Spazio, con il monologo da 50 è in gara al Comic Off. Poi?
"Cioccolato all'arancia" ha avuto fortuna e ora stiamo cercando con tutte le forze di portarlo avanti, siamo convinti che ne valga la pena. Continuiamo a lavorarci sopra, probabilmente inseriremo delle variazioni a livello scenico e stiamo progettando una piccola tournée, ma scaramanticamente non posso dire molto. Posso solo confermare che, per ora, saremo a marzo 2020 in Abruzzo.

Un’ultima domanda molto sciocca: che gusti mette nel suo cono?
Il cioccolato all’arancia mi piace ovviamente, mi piace molto questo accostamento tra dolce e aspro, che è la vita in genere. Poi… quando ho bisogno di affetto scelgo la nutella, però mi piace sempre accostarla con un gusto molto forte, il limone. (Impossibile nascondere un'espressione di poco gradimento che suscita un suo ampio sorriso, ndr). Lo so, è un po' azzardato, ma l’accostamento tra il cioccolato e il limone mi piace tanto. Un altro gusto che mi fa impazzire è l'After Height (menta e cioccolato, ndr).

La nostra intervista è terminata, peccato che nelle vicinanze non ci sia una gelateria: vorremmo vedere con molta curiosità l'espressione del gestore alla probabile richiesta di un cono grande, con cialda, panna sopra e sotto. I gusti? cioccolato e limone, naturalmente. No, forse, no! Aspetti un attimo... Vorrei...  Ma perché ci sono così tanti gusti! Ecco appunto, attendiamo con pazienza che si faccia sera.

Aggiornamento: "Cioccolato all'arancia" e Martina Gatto si sono aggiudicati i premi per il Miglior Monologo e la Miglior Attrice al Roma Comic Off 2019.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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