Il mio nome è James Bond. Per la 25esima volta

0025... finalmente. L'agente, poco "segreto" e molto affascinante, ha annunciato la data del suo ritorno al servizio di Sua Maestà

Daniel Craig è James Bond
m&s - Daniel Craig è James Bond (foto © MGM)

E' fuori di dubbio che l'associazione mentale maggiormente frequente con "agente segreto" non può non essere che con 007, James Bond (non necessariamente in quest'ordine). Il protagonista di una serie celebrata di romanzi, prima, ma di eccezionali macchine da soldi (i film), poi, che dal 1953 occupano costantemente la letteratura di intrattenimento mondiale e obbligatoriamente le sale. Sono veramente in pochi a non avere stampata in mente la frase "Il mio nome è Bond, James Bond" oppure la visione classica di Sean Connery che si libera della muta per indossare - sotto - un impeccabile smoking bianco (da "Goldfinger"). O anche le discussioni tra i fan ad ogni cambio di interprete intervenuto nella saga. E per questo ci siamo quasi, visto che da molto tempo è stata annunciata la partenza di Daniel Craig, ultimo testimone al momento e - secondo noi - piuttosto azzeccato. Dopo "No Time To Die" ci sarà modo di fare qualsiasi tipo di nome (e sta già avvenendo), da smentire immediatamente dopo.

Tutto ciò si deve a Ian Lancaster Fleming, ovviamente inglese, anzi londinese, classe 1908, il papà letterario di James Bond. Un giornalista con un passato da militare, molto vicino ai Servizi Segreti di Sua Maestà (sua una fantasiosa proposta per mettere le mani su una macchina Enigma, nel corso della Seconda Guerra Mondiale) che, sembrerebbe anche per alleviare la noia "mortale" del suo secondo e ricco matrimonio, si divertì, nei suoi soggiorni a Goldeneye (la proprietà giamaicana acquistata nel 1946, poi trasformata in piccolo albergo di lusso), a costruire questo personaggio, piuttosto somigliante a sé, alternando così la scrittura al golf e alla pesca subacquea!

Da quel 13 aprile 1953 - pubblicazione britannica di "Casino Royale", avventura d'esordio della più longeva e fortunata saga di spy-stories del mondo letterario, ma anche la più imitata a giudicare dal numero dei sottoprodotti ed epigoni poi spuntati - sono poi trascorsi altri 9 anni con un'intensa scrittura che ha dato alla luce, come produzione totale, 12 romanzi e 2 raccolte di racconti brevi, anche questi saccheggiati dagli sceneggiatori (e dagli imitatori). In Italia la prima pubblicazione di "Casino Royale" è datata 1958 con il titolo "La benda nera".

Ian Fleming è purtroppo scomparso il 12 agosto del 1964, ma ha avuto il piacere di assistere alla consacrazione cinematografica del suo agente, anche con la difficoltà di non vedere rispettata la cronologia dei romanzi al cinema, per questioni legate ai diritti. Il primo film "Licenza di Uccidere" (questo è il titolo italiano) è tratto da "Dr. No"; il secondo film, il bellissimo "Dalla Russia con amore", è il quinto romanzo della serie; il terzo film "Missione Goldfinger" è il settimo libro e così via. Ma sembra che questo disallineamento abbia più preoccupato gli sceneggiatori che il pubblico cinematografico e i lettori.

Durante la lavorazione dei primi film abbiamo la costante presenza di Ian Fleming sul set e l'affermazione di Sean Connery, un attore troppo scozzese per come l'autore britannico aveva concepito il suo elegante e spesso saccente Bond, vicino in questo aspetto ad altri due miti della letteratura anglosassone (e mondiale), ci riferiamo agli inossidabili Sherlock Holmes e Hercule Poirot. Vincente in libreria, ma soprattutto al botteghino delle sale cinematografiche, come tutta la serie si è poi dimostrata, il successo del personaggio è incontestabile. Ventiquattro film ufficiali finora, con un bilancio economico - ovviamente in positivo - che appare incredibile e che sembra non avere mai fine. Il record spetta a Skyfall, episodio numero 23, bello il film e ancora meglio il tema musicale interpretato da Adele, che ha incassato finora "solo" più di 1.108.569.499 dollari (dati diffusi da Wikipedia e aggiornati al 21 luglio 2021).

Riletti oggi i romanzi di Ian Fleming risentono sicuramente della loro età (lo stesso effetto suscitato dai romanzi di Agatha Christie), con alcune impostazioni stilistiche non più accettabili, almeno nel XXI secolo. Ma basta chiudere gli occhi ed ecco che le pagine prendono forma tridimensionale, diventando maggiormente convincenti, ma d'altra parte l'autore diceva di voler scrivere vicende "improbabili ma non impossibili".

E dopo la morte di Fleming? Alla dipartita dell'autore originale il personaggio è sopravvissuto anche nella carta, Robert Markham prima, lo sceneggiatore Cristopher Wood poi, ma soprattutto John Gardner e Raymond Benson sono gli scrittori che nel tempo hanno avuto l'onore e l'onere di traghettare James Bond e la sua licenza di uccidere ai giorni nostri, aggiornando più o meno bene il personaggio, ma mantenendone inalterato il mito.

Per dare un'idea della planetaria popolarità di 007, si tenga presente che tra le "Bond girl" è stata addirittura arruolata la Regina Elisabetta II d'Inghilterra, che si è scherzosamente prestata ad interpretare se stessa per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi 2012. Sua Maestà è stata addirittura premiata per questa sua interpretazione con un Bafta (British Academy of Film and Television Arts). Attendiamo quindi l'episodio n. 25, ritardato per molto tempo causa Covid e con l'uscita ufficiale ora fissata alla fine di settembre, la premiere alla Royal Albert Hall di Londra. Sarà un successo come tutti gli episodi precedenti? Noi pensiamo proprio di sì.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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