Nel 2017 esce La casa di famiglia, l'anno successivo Finché giudice non ci separi, forse il titolo maggiormente conosciuto dal pubblico, e nel 2022 abbiamo Ritorno al presente. Al centro di ogni progetto lo stesso gruppo di autori/registi e copresenza anche attoriale (i due fratelli Fornari). Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli sono professionisti sempre riconducibili alla sala teatrale "dorata" romana, con la direzione artistica di Andrea Maia, in grado di "licenziare" con continuità commedie che convincono in primis il proprio pubblico e attirano spettatori paganti in altre strutture italiane. In questo terzo caso di passaggio dal teatro al cinema, fa il suo ingresso, come è logico che sia oggi, anche la piattaforma. Ritorno al presente è recuperabile, nel caso in cui sia sfuggito nelle sale teatrali (alcuni anni fa) e cinematografiche (molto più recentemente), su Amazon Prime Video. Tutto questo lungo preambolo per testimoniare come sia ancora possibile vedere questo piccolo prodotto sartoriale che merita sicuramente attenzione e non tradisce le nostre aspettative.
Al centro del racconto "principale" abbiamo la vicenda di Filippo (Simone Montedoro), imprenditore edile di grande successo finanziario, sgarbato, tracotante e con pochi, pochissimi scrupoli. Un incidente apparentemente senza conseguenza - una caduta da cavallo - si rivela invece drammatico: una volta tornato nella sua villa Filippo ha un mancamento improvviso, perdita di memoria e fuoriuscita di sangue dal naso. Giustamente spaventato, la sua prima reazione è quella di chiamare Pippo (Luca Angeletti) per chiedere un aiuto immediato. Pippo è sbigottito, perché si rende conto che l'ex amico non ricorda più nulla degli ultimi 25 anni, non ricorda che la loro amicizia si è sfaldata, ma nel frattempo è diventato un medico, è un neurologo, anche se ovviamente Filippo non lo sa, e provvede a ricoverarlo immediatamente nella clinica che dirige per i necessari accertamenti sanitari. L'uso del telefono "fisso" è forse l'unica veniale sbavatura narrativa, se consideriamo che sono passati così tanti anni e che Pippo per essere rintracciato avrebbe dovuto occupare la stessa casa della sua giovinezza. Ma la nostra osservazione è veramente poca cosa e comunque non toglie nulla alla struttura del racconto.
In clinica si presentano - perché richiesti da Filippo - Andrea (Augusto Fornari) e il recalcitrante Giuseppe (Stefano Fresi), quest'ultimo - decenni prima - il più grande amico di Filippo e protagonista involontario (e ancora arrabbiato) della rottura del gruppo. La loro presenza non è ancora sufficiente, occorre tentare di ricostituire i Fabolous Five, gli indivisibili 5 amici studenti del passato, e viene di conseguenza coinvolta anche Claudia (Ilaria Spada). Il risultato atteso (la riconquista della memoria) non avviene, occorre continuare ad insistere con l'amarcord (lontano sia dal Grande Freddo di Lawrence Kasdan o dai Compagni di scuola di Carlo Verdone), ma per farlo i quattro che ricordano tutto devono - almeno per poche ore - mettere da parte i gravi motivi che sono alla base dello scioglimento della loro amicizia.
Cosa faranno e se riusciranno nel loro intento, al pari dello spettacolo teatrale da cui si prende origine, va scoperto o nella sala cinematografica (se riuscite ancora a trovarlo in programmazione) o su Amazon Prime Video (o su altre piattaforme se verrà inserito a catalogo), per non perdere il gusto dello scoprire come si evolverà la reunion forzata ed il classico "come andrà a finire". Da parte nostra ci limitiamo a suggerirlo per una piacevole visione casalinga, adatta a chi ancora cerca nel cinema italiano quel quid in più che alcune grandi produzioni, ancorate alla ripetizione delle comfort zone già esplorate, non riescono più a dare. Abbiamo in questo caso specifico un buon prodotto, sorretto da un cast eccellente (abbiamo particolarmente apprezzato la costante "misura" del personaggio di Luca Angeletti, ma tutti gli altri non sono sicuramente da meno) e con uno stuolo di altri eccellenti artisti provenienti dal mondo teatrale che non vengono minimamente penalizzati dalle poche pagine di sceneggiatura/battute a loro dedicate. Citiamo come esempio la ristoratrice Claudia Campagnola, che ha trasformato in un locale di tendenza la vecchia pizzeria frequentata dai ragazzi, la telefonata di Filippo alla "mamma" Rita Savagnone, il breve ma molto intenso duetto tra Augusto e Toni Fornari (fratelli nella vita e in questa scena, anche se su due rive opposte), la presenza di Emanuela Fresi (Gertrude) e permetteteci il ricordo affettuoso di Roberto Nobile, nella sua ultima apparizione cinematografica.
Ritorno al presente è - per chi come noi ama e frequenta il mondo teatrale - un piacevole modo di ritrovarci nel nostro ambiente preferito, con attori che siamo maggiormente avvezzi ad avere molto vicini e divertendoci per le citazioni che sempre a questo mondo appartengono. Chi comunque non è avvezzo alla sala (teatrale), si trova comunque davanti ad una commedia che non induge nei cliché e nei format già collaudati da altri, proponendo con onestà un prodotto di intrattenimento che mette al centro un gruppo di lavoro (autori, registi, interpreti tutti) di qualità. Una forma di rispetto del pubblico che non siamo abituati a trovare ricorrentemente ed anche questo è un merito.
RITORNO AL PRESENTE
regia Toni Fornari e Andrea Maia
soggetto Andrea Maia e Giuseppe Caravaglios
sceneggiatura Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
produzione Variety






