I Comedians di Marco Bonadei (intervista)

L'attore è da pochi giorni nelle sale cinematografiche italiane con un ruolo nell'ultimo film di Gabriele Salvatores

Marco Bonadei
m&s - Marco Bonadei (foto © Marcella Foccardi)

Il cast di Comedians è costituito dal duo Ale e Franz, Walter Leonardi, Giulio Pranno, Vincenzo Zampa: i cinque, assieme a Bonadei, compongono una classe di attori comici non proprio "in erba", il loro insegnante è interpretato da Natalino Balasso, con la grande voglia di farsi notare da un manager (Christian De Sica). L'ascesa alla fama, costi quel che costi, o il mantenimento delle regole del gioco e della propria identità, ammesso che ce ne siano dell'uno e dell'altra. sono il nucleo centrale della sceneggiatura, tratta da un lavoro di Trevor Griffiths. Principalmente di questo, ma anche del suo personale e interessante percorso teatrale (un premio UBU alcuni anni fa e un prossimo debutto al Teatro Elfo Puccini di Milano, con "Nel Guscio" di Ian McEwan) abbiamo parlato in una "breve" intervista telefonica, rilasciata poco prima dell'uscita ufficiale del film (distribuzione 01 Distribution).

La struttura narrativa di Comedians è molto teatrale per essere quella di un film contemporaneo
Nasce come testo teatrale, certo. Un testo che Gabriele (Salvatores, ndr) aveva già portato in scena nei primi anni '80 a Milano, al Teatro Elfo Puccini, che all'epoca era il Ciro Menotti, e ne aveva tratto un film - anche se molto distante - che era Kamikazen (titolo completo Kamikazen - Ultima notte a Milano, del 1987).

E' quindi un remake?
Assolutamente no. Addirittura Gabriele ha subito sottolineato a noi attori quanto le due opere non fossero tra di loro collegate. Voleva prendere il testo così com'era scritto e provare ad adattarlo al grande schermo, però mantenendo la struttura della commedia teatrale, ovvero un gruppo di persone che si trova a fare un corso serale per comici e che capita così l'ultimo giorno, durante la serata di presentazione del loro saggio da amatori, di farsi vedere da un professionista che potrebbe farli arrivare al successo. C'è chi ce la farà e chi no. Subentra anche un discorso sull'etica, se si possono tradire gli insegnamenti del maestro, cosa significa fare comicità e se si può ridere oggi di tutto quanto, oppure no. Attualissimo oggigiorno, anche alla luce delle polemiche che sono nate riguardo certi comici e certe affermazioni.

Un racconto calibrato per collocarsi all'interno del genere stand up, di gran moda anche in Italia?
Quello sicuramente, anche se lo stand up che non è un prodotto italiano, anche se in realtà nel passato lo era. Mi riferisco agli anni '70 e '80 quando questo tipo di comicità era il pane quotidiano, con tanti non professionisti che andavano in scena nei locali. I nostri oggi sono in 6 e alla disperata ricerca del successo e del riconoscimento sociale.

Mi vengono in mente "Non si uccidono così anche i cavalli" di Pollack e "Reality" di Garrone, volendo inserire "Comedians" in strade simili. Ma è veramente così oggi: c'è tanta voglia di palco ad ogni costo?
Esattamente. Io penso che non riguardi solo questo. C'è oggigiorno un grande desiderio di rivalsa, di vero e proprio bisogno di autoaffermazione. Poi all'interno del film non tutti sono così lanciati verso questa spinta folle. Ci sono personaggi come il mio che ha la volontà di staccarsi dal proprio passato e dalla propria condizione e per fare questo affronta gli eventi con superficialità e individualismo. Un atteggiamento che si riconosce nella massima del me ne frego di chiunque altro che non sia io. Sicuramente non il meglio che si possa auspicare da una società, però purtroppo è sulla bocca di quasi tutti. Poi ci sono personaggi che invece sono ben felici di essere quello che sono, si riconoscono nel corso serale per il piacere di farlo e sono in pace con sé stessi, come il personaggio di Franz, che racconta proprio questo.

E' la declinazione delle varie sfaccettature dell'umanità, quella raccontata da Monicelli, ma aggiornata al terzo millennio
Assolutamente. Poi tra l'altro tutti chiusi in una stessa stanza, dall'inizio alla fine del film. Ci sono solo due esterni, c'è la scena che si svolge nel locale, ma il grosso è tutto dentro un'aula, alla "Carnage" di Polanski (anche questo tratto da un lavoro teatrale, ndr). C'è la dimensione di un gruppo di esseri umani che si scannano per niente o per poco. La "bestia" che c'è in loro è prima o poi destinata ad uscire.

Nel suo caso, invece, "Comedians" ha permesso di attivare una nuova collaborazione con Ale e Franz
Esatto. Il film ci ha fatto conoscere e ha fatto sì che continuasse la nostra collaborazione. Il contrario di quello che racconta il film. Causa Covid siamo stati confinati per un mese e mezzo nello stesso albergo, abbiamo fatto tutto assieme e questo ci ha permesso di conoscerci meglio e di "trovarci". Ne è nato un bel gruppo e da qui ci siamo detti che se fosse capitata l'occasione, avremmo volentieri rilavorato assieme. Ed eccolo qua (Marco Bonadei è su Rai2 al fianco di Ale e Franz nel programma Fuori Tema). Mentre con Vincenzo Zampa, altro attore del film, collaboro oramai da tanti anni e abbiamo anche fondato una compagnia (ulteriore antitesi al concetto enunciato della "bestia").

Un'ultima domanda, sciocca, che fa riferimento ad una citazione, quindi mi perdoni in anticipo. Comedians si nasce o si diventa?
E' difficile rispondere. Io comedians lo sono diventato, ma forse un germe dentro di me c'era già dal principio. Ho sempre voluto tener banco, saltando su fin da piccolo, imitando, facendo ridere, facendo anche un po' il buffone. Quindi sì, diciamo che c'era un semino nascosto da comedians che non era germogliato per tutto questo tempo e ora ho avuto l'occasione per prendere il "la".

Non ci rimane che ringraziare Marco Bonadei per il tempo che ci ha dedicato e ringraziare Alessia Ecora (ufficio stampa) che ha fatto sì che anche questa nostra chiacchierata "germogliasse". Ulteriore antitesi.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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