Capitan America, a stelle e strisce dal 1941

Seconda Guerra Mondiale, chi poteva mai pensare che il conflitto potesse combattersi anche attraverso i fumetti?

Captain America
m&s - Captain America (disegno di Beatrice Ceci)

In realtà la propaganda visiva - che i nazisti padroneggiavano egregiamente, molto meglio di altri - era già nota ed aveva dato i suoi frutti, in alcuni casi opinabili (vedi Le contraddizioni di Leni Riefenstahl. Arte o propaganda?) in altri sicuramente nefasti e condannabili (in questo secondo caso ci riferiamo alla rivista Der Sturmer, pubblicata da Julius Streicher). Ma anche dalla parte degli alleati l'intrattenimento si era posto al servizio della politica. Assistiamo così alla improbabile forzatura (vista oggi fa sicuramente sorridere) dello spostamento di Sherlock Holmes (nella versione interpretata da Basil Rathbone) in avanti di qualche decina di anni, per poterlo contrapporre ai nazisti. Si tenga presente che Arthur Conan Doyle era scomparso nel 1930 e che nel canone originale non esiste nessuna delle battute marcatamente patriottiche dei film.

Nel marzo del 1941, negli Stati Uniti, la casa editrice Timely Comics (di proprietà di Martin Goodman) aggiunge un nuovo personaggio ai suoi già esistenti eroi, tutti dotati di super poteri (solo dopo verrà coniata, ma da altri, la felice accoppiata superpoteri uguale superproblemi) e al servizio della bandiera a stelle e strisce. Il suo nome è Captain America. Il successo del nuovo fumetto sarà immediato, con vendite degli albi vicino al milione di copie. Autori Joe Simon (testi) e Jack Kirby (disegni).

L'intento è chiaramente propagandistico: il mingherlino Steve Rogers per costituzione fisica non sarebbe in grado di combattere e arruolarsi, ma si presta volontario ad uno strambo (visto con gli occhi di oggi) tentativo scientifico, facendosi iniettare un siero in grado di creare un esercito di super soldati. L'esperimento (che ai nostri occhi richiama un Dr Jekyll ma solo nella sua accezione positiva) è molto pericoloso, ovviamente. Steve potrebbe rimanere ucciso ma è determinato a tentare per servire la sua patria. La preparazione chimica è efficace e nella prima drammatica avventura assistiamo al cambiamento fisico di Steve: l'esperimento è pienamente riuscito. Purtroppo una spia nazista riesce ad uccidere il professor Reinstein, unico depositario della preziosa formula. Captain America da quel momento si ergerà ad unico baluardo per la difesa della libertà americana e di lì a poco acquisirà anche un partner: Bucky Barnes, più noto semplicemente come Bucky.

Ti chiameremo Capitan America, figliolo! Perché, come te, l'America avrà la forza e la volontà per difendere i suoi confini.

"Cap" conquista il pubblico dei fumetti nella costante lotta in difesa della sua nazione contro i nazisti. Non disdegna l'uso delle armi da fuoco ed ha più l'aspetto del supersoldato (come in effetti doveva essere) che del supereroe. Ovviamente anche i "cattivi", oggi si chiamerebbero "villain" sono tutti al servizio di Hitler, due nomi su tutti: Teschio Rosso e Barone Zemo.

Al termine del secondo conflitto mondiale, con l'ovvia perdita di interesse verso un nemico che non esisteva più, anche il personaggio accusa stanchezza, ma è la stessa casa editrice a cercare nuovi lettori inseguendo (ma senza i fasti del passato) nuovi filoni narrativi, disinteressandosi almeno in apparenza di coloro che ne avevano decretato il successo. Fortunatamente per tutti noi in Timely era entrato già alla fine del 1940 il cugino della moglie dell'editore, Stanley Lieber, che poi sarebbe divenuto icona del fumetto mondiale con il nome di Stan Lee. E la Timely si trasformerà nella Marvel.

Cap, infatti, ritroverà smalto e successo nel 1964, quando l'indiscusso papà di quasi tutti i supereroi Marvel, per riportarlo in vita, lo farà ritrovare fortuitamente congelato dai Vendicatori (in Avengers 4), "scongelare" e restituire alla sua missione di patriota e difensore della libertà, aggiornando la forma dello scudo che diventa circolare e l'elenco dei super-nemici, anche se rimane preponderante e maggiormente efficace l'area nazista. In Italia i fumetti verranno pubblicati da Editoriale Corno.

Questo l'originale, poi sono tante le rivisitazioni, vite parallele ed epigoni, come sempre succede quando un personaggio ottiene credito in un pubblico non solamente composto da adolescenti a stelle, strisce e torta di mele. Il successo del personaggio è anche dovuto all'eccellenza dei disegnatori che negli anni si sono passati le matite, a partire da Jack "The King" Kirby, per passare poi (solo per citarne alcuni) a Sal Buscema, John Romita (Sr.), Frank Giacoia e Gene Colan, tutti nomi molto conosciuti dagli appassionati di fumetti.

Se veniamo invece al cinema, il personaggio è stato rivitalizzato dall'enorme successo dell'Universo Marvel, conquistandosi un suo primo film da solista nel 2011 (Captain America - Il primo Vendicatore di Joe Johnston), dopo un tentativo non proprio andato a buon fine nel 1990 (troppo basso il budget a disposizione per fare qualcosa di efficace e una storia non propriamente ben pensata) e una versione seriale degli anni '40 non proprio fedele al personaggio e ai temi originali.

In conclusione, se siete tra i pochissimi fortunati che hanno in cassaforte il fumetto orginale americano del marzo 1941 (Captain America Comics #1) sappiate che avete tra le mani circa 3 milioni di dollari, dipende molto dalle sue condizioni, ma siamo quasi certi che se anche lo aveste non lo cedereste mai.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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