Questa è l’Arena di Verona, questo è il pubblico dell’opera lirica, questa è la festa per la conquista del titolo Unesco “La grande opera italiana patrimonio dell’umanità” fra i più prestigiosi made in Italy che possiamo vantare a livello mondiale. Sul palco 160 professori di orchestra e 300 coristi, con elementi delle dodici Fondazioni lirico-sinfoniche d’Italia e delle maggiori Orchestre d’Opera italiane, agli ordini di Riccardo Muti (recentemente insignito dall’Accademia della Crusca) e una decina di voci prestigiose guidate dal giovane maestro Francesco Ivan Ciampa. Telecronaca in mondovisione di Cristina Capotondi, Alberto Angela e Luca Zingaretti.
Primo tempo. Subito la bacchetta di Muti, a suon di Guglielmo Tell, Norma, Nabucco, Macbeth, Mefistofele e Manon Lescaut. Secondo tempo. Ciampa dirige una formazione internazionale composta dai soprani Anna Netrebko, Eleonora Buratto, Rosa Feola, Juliana Grigoryan, Jessica Pratt, Mariangela Sicilia, il mezzosoprano Aigul Akhmetshina, i tenori Jonas Kaufmann, René Barbera, Juan Diego Flòrez, Vittorio Grigolo, Brian Jagde, Francesco Meli, Galeano Salas, i baritoni Nicola Alaimo, Luca Salsi, Ludovic Tézier, il basso Alexander Vinogradov, impegnati in brani d’opera di Puccini, Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Mascagni, Leoncavallo, Giordano.
Inoltre negli spazi destinati al golfo mistico (occasionalmente coperto da una mega pedana ideata da Filippo Tonon), si esibiscono due étoile della Scala di Milano, Roberto Bolle e Nicoletta Manni con una cinquantina di ballerini del corpo di ballo di Fondazione Arena (coreografie originali di Massimiliano Volpini) su brani da Madama Butterfly e Cavalleria Rusticana. Infine scene d’opera dal primo atto di Tosca (Te Deum) e dal secondo quadro de La bohème (Quartiere latino) in omaggio a Giacomo Puccini di cui ricorre il centenario della morte (1924-2024).
Tutti uniti, nella lunga notte dei miracoli, dopo sei mesi di lavoro portato avanti da uno staff istituzionale ed artistico con ai vertici il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il sottosegretario Gianmarco Mazzi, il sovrintendente della Fondazione Arena di Verona Cecilia Gasdia (trent’anni di carriera sui tavolacci di mezzo mondo), il vice direttore artistico della Fondazione Stefano Trespidi, il direttore di Rai Cultura ed Educational Silvia Calandrelli alla guida di una folta squadra altamente professionale di tecnici e artigiani a vari livelli.
Per questo eccezionale appuntamento, che si ripeterà in avvenire ogni anno nei luoghi più suggestivi d’Italia (2025 Roma e 2026 Napoli), è prevista la presenza di 20 delegazioni Unesco (chiamati anche a valutare il valore immateriale di un’altra eccellenza italiana come la Cucina), una sessantina di ambasciatori di ogni parte del mondo, le più alte cariche dello Stato e ondate di “tifosi del belcanto” pronti alle più emozionanti ola da stadio. “Vorremmo – ha detto Mazzi – che a questa festa annuale dessero sostegno e partecipazione tutti i lavoratori dell’opera lirica, uniti a dare il meglio di sé stessi, nella consapevolezza di appartenere ad una categoria di raro prestigio culturale. Dopo 20 anni di imbarazzanti silenzi, siamo in vista del nuovo contratto di lavoro che darà valore e dignità a tutti”.
Triplice soddisfazione della Gasdia: “Ho avuto l’onore di partecipare alla stesura del dossier per il riconoscimento Unesco avvenuto il 6 dicembre 2023. Quel giorno ho fatto l’acuto più formidabile della mia carriera. Da veronese sono orgogliosa dell’incarico che la Fondazione ha avuto di organizzare l’evento da parte del ministero della Cultura. Dopo tanti anni mi trovo coinvolta nel più prestigioso dei made in Italy”.
Il ministero della Cultura, in occasione del centenario di Puccini, ricorda anche che il 28 giugno Riccardo Muti alla guida dell’orchestra giovanile “Luigi Cherubini (130 elementi) farà un omaggio al Maestro - proprio nella sua terra - con un concerto, anch’esso in mondovisione, dal titolo “Puccini secondo Muti” che si terrà al cospetto delle mura storiche di Lucca, paese natale del musicista.








