Bletchley Park e l'Enigma di Alan Turing

Come spesso succede, il vasto pubblico, almeno quello non britannico, ha scoperto l'esistenza di Bletchley Park grazie ad un film

Bletchley Park
m&s - veduta di Bletchley Park (foto © media & sipario)

Luogo fondamentale per l'andamento dell'ultimo conflitto mondiale, Bletchley Park (si trova a circa 80 km a nord di Londra), caduta la necessità di segretezza militare, è stato trasformato in attrazione storico-turistica di particolare pregio. All'interno dei suoi perimetri, non facendo caso alle ovvie presenze contemporanee, è possibile salire su di una macchina del tempo e tornare indietro di quasi 80 anni, ad una parte della Seconda Guerra Mondiale fatta non di carri armati o bombardieri, ma di analisi matematica ed elaborazione di dati, un servizio di intelligence poco conosciuto ma "priceless value", considerazione del generale Eisenhower. 

Fulcro centrale del Parco il laboratorio scientifico di Alan Turing, considerato come uno dei padri nobili della moderna informatica, purtroppo veramente maltrattato dalla sua nazione, al punto da porre fine alla sua vita travagliata suicidandosi, nel 1954. Il Regno Unito, in maniera tardiva (ma c'è anche chi non si pente mai pubblicamente dei propri errori), a partire dal 2009 - con una dichiarazione ufficiale di Gordon Brown - la nazione ha iniziato a riconoscere la propria colpa, aumentando costantemente il ricordo e la commemorazione del grande matematico del XX Secolo, al punto che la sua effige verrà stampata sulla nuova banconota da 50 sterline (l'annuncio ufficiale della Bank of England è del 15 luglio 2019). Tutto questo non servirà a riportarlo in vita, sicuramente, ma è un doveroso segno di profonde scuse e riconoscenza parziale per quello che ha fatto e ci rammarichiamo ancora di più non potendo mai scoprire cosa avrebbe fatto.

La grande bellezza di Bletchley Park è di essere totalmente coinvolgente ed apprezzabile da ogni tipo di visitatore: è possibile passeggiare nel verde, affacciandosi sui tanti percorsi d'acqua regno dei cigni; ripercorrere i fatti salienti del conflitto visitando il museo; avere una spiegazione scientifica (complessa, a prescindere della lingua, ma sicuramente accuratissima) del lavoro realmente compiuto qui; stare sul set di "The Imitation Game", (diretto da Morten Tyldun) visitando il padiglione dedicato al film. Se vi assiste il clima, è preferibile fare il tour con il sole, si porta a casa una giornata ricca di cultura, gradevole e formativa. Durante l'anno (il Parco è sempre aperto con eccezione dei tre giorni natalizi) sono numerose le exhibition temporanee che ne arricchiscono ancora di più il piacere della visita. Nel caso in cui decideste di programmarla, vi suggeriamo di verificare sempre il sito internet e prenotare l'ingresso in anticipo. I bambini al di sotto dei 12 anni entrano gratis. Il parcheggio è gratuito. E' chiaro che le famiglie sono gradite.

Il museo è molto ricco e naturalmente focalizzato sul contributo offerto dagli analisti e matematici che vennero concentrati nel luogo a partire dall'estate del 1939. Ogni oggetto è accompagnato da didascalia che ne facilita la comprensione ed è uno spaccato preciso (e scenografico) del contributo offerto alla vittoria degli Alleati contro la Germania che, ripetiamo, non è passato solo da armamenti e coraggio, ma anche da ingegno non comune, caparbietà e rigore scientifico: caratteristiche fondamentali per chi si occupa di scienza e non di "pancia".

Alla base di tutto la decodifica dei messaggi inviati dalle forze armate avversarie, conoscerne il "vero" significato avrebbe permesso a chi intercettava di salvare vite umane (ad esempio difendendo le navi dall'attacco dei sommergibili nel corso delle traversate dell'Oceano Atlantico) e rivedere i propri piani di attacco o difesa (il complesso meccanismo dello sbarco in Normandia). La ricchezza aggiunta, anche sociologica, è offerta dalla ricostruzione di come si viveva nel periodo bellico, un ulteriore spaccato molto veritiero e suggestivo, specialmente per chi - fortunato come noi - della guerra nemmeno conosce più i racconti indiretti. 

Il padiglione dedicato al lavoro di Turing permette ai visitatori di assistere ad una dimostrazione scientifica dell'operato di Bombe, la macchina elettro-meccanica che lo scienziato britannico mise a punto ed utilizzo per decodificare i messaggi tedeschi, inviati con Enigma, un raffinato strumento - molto simile ad una vecchia macchina da scrivere - dalle combinazioni praticamente infinite, offerte dai suoi 3 rotori. Il personale del Parco effettua una vera e propria lezione su quanto avveniva, traducendo in (quasi) semplice quanto affatto semplice era, ed è tuttora. Sempre nel Regno Unito sono usuali, nelle facoltà di matematica, le lectio magistralis su Enigma. La dimostrazione scientifica di Bletchely Park è poi resa ancora più suggestiva dal rumore che Bombe produce una volta messa in azione (la macchina è una riproduzione, non l'originale).

Dopo tanta storia e rigore scientifico, passiamo alla finzione e ci immergiamo nelle atmosfere del film, protagonisti Benedict Cumberbatch e Keira Knightley, 8 candidature agli Oscar e 5 ai Golden Globe nel 2015. Oscar per la migliore sceneggiatura non originale. Passando dal reale al cinematografico è innegabile rendersi conto che, in questo caso, si tratta di ricostruzioni, ma fa anche piacere vedere come la più importante industria cinematografica del mondo abbia cercato (secondo chi scrive tralasciando molti particolari, forse troppo tecnici e di meno presa per il grande pubblico) di rendere omaggio ad un acclarato genio scientifico, senza il quale è possibile che le bandiere naziste che oggi vediamo solo nei musei avrebbero potuto, invece, sventolare ad un sole sicuramente molto più cupo. Ma questa è supposizione (nel migliore dei casi distopia), la scienza ama solo il dato certo e non le congetture, e questo da sempre.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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