Il film, uscito il primo maggio e in distribuzione in diverse sale di tutta la nostra penisola, non delude chi, come noi, ha assistito e recensito il quasi omonimo spettacolo teatrale [Ben Hur (recensione)]. La storia non cambia: Sergio (Nicola Pistoia) è un ex stuntman (uno tra i migliori cinque di Cinecittà) infortunatosi durante le riprese del film "Salvate il soldato Ryan"; divide la casa, anzi, l'appartamento nella periferia di Roma con la sorella Maria (Elisabetta De Vito), divorziata, che sbarca il lunario lavorando in una "chat telefonica" erotica. Tra gemiti telefonici e panni da stirare arranca come può, aiutata (più o meno) dal fratello che dopo la gloriosa carriera si trova costretto a fare il "centurione da turista" davanti al Colosseo. Si sopravvive alla meno peggio, con la speranza di giorni migliori.
Nella loro vita irrompe, rompendo la grigia e brutta monotonia, Milan (Paolo Triestino), ingegnere bielorusso e clandestino arrivato in Italia su un camion di maiali. Cerca lavoro (e soldi) ed è stato mandato dall'amico di Sergio, Zanzara, perché lo aiuti nel suo lavoro. Di buona volontà e soprattutto disposto a prestarsi ai compiti più umili pur di riuscire a vivere leggermente meglio, Milan si rivela una persona instancabile sia dal punto di vista mentale che fisico, mettendo in evidenza le tante mancanze di chi gli sta intorno. Il suo apice lo raggiunge con la costruzione di una biga che aumenta considerevolmente l'afflusso dei turisti disposti a pagare per una foto ricordo.
I tre attori convincono e vincono la sfida di passare dal palco (con presa diretta sul pubblico, di cui si "respira" l'attenzione ad ogni battuta) alla spia rossa della telecamera che gioca con la città e con i toni di Milan, uomo schivo e schiavo, Sergio, padrone spaccone e Maria, donna consumata dalla vita. Alla storia cinematografica viene tolta una lettera al titolo (Ben-Hur diventa Benur), ma aggiunti i personaggi che nella pièce teatrale venivano solo citati dalle battute di Milan, Sergio e Maria. Così ecco apparire la vicina che condivide con Maria la chat erotica, l'ex moglie di Sergio che continua a chiedere soldi all'ex stuntman, l'amico Zanzara e i "colleghi" centurioni, compagni di lavoro gelosi della creatività dello "straniero", che si prestano come ottima spalla al trio consolidato su cui ruota tutta la commedia.
Una commedia dai toni amari, che mantiene enfatizzandolo l'aspetto neorealistico. Se a teatro lo spettatore rimaneva stupito dalle "coltellate" di meschinità e cattiveria che uscivano dalla bocca dei protagonisti, magari in mezzo alle risate, nel film un sottile velo di malinconia pervade tutta la pellicola offrendo al pubblico una Roma dei giorni nostri, appiattita dal grigiore dello smog e della crisi. Ma Clementi, con la regia di Massimo Andrei, restituisce anche un filo di speranza, di riscatto materiale e morale almeno per due dei protagonisti. Quali? Non ve lo diciamo, perché il film merita di essere visto e vi rovineremmo il finale. D'altra parte perché comportarci differentemente, cambiando solo la sala?
BENUR
Un gladiatore in affitto (2012)
regia Massimo Andrei
soggetto e sceneggiatura Gianni Clementi
fotografia Vittorio Omodei Zorini
musiche Nicola Piovani
con Nicola Pistoia, Paolo Triestino, Elisabetta De Vito






