Fernand Léger!

E Yves Klein, Niki de Saint Phalle, Keith Haring… Alla Reggia di Venaria fino al 1° febbraio 2026

Fernand Léger
m&s - Reggia Venaria, Fernand Léger (foto © Andrea Guermani)

Ospitata alle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, la mostra è co-organizzata da Consorzio delle Residenze Reali Sabaude, Grand Palais Rmn, Musées nationaux du XXe siècle des Alpes-Maritimes / Musée national Fernand Léger di Biot e Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporain (MAMAC) di Nizza, in collaborazione con Manifesto Expo e MondoMostre.

Fernand Léger e i Nuovi Realisti: dialogo tra tradizione e innovazione artistica

La mostra riunisce oltre 30 opere di Fernand Léger (1881-1955), pioniere dell'arte moderna, in dialogo con artisti delle avanguardie europee e americane attivi dagli anni Sessanta. Il percorso espositivo si basa principalmente sulle collezioni del Musée national Fernand Léger di Biot e del MAMAC di Nizza, arricchite da prestiti del Centre Pompidou e degli Archivi Yves Klein di Parigi.

Il movimento dei Nuovi Realisti, lanciato nel 1960 dal critico Pierre Restany, riunisce artisti come Arman, César, Raymond Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Daniel Spoerri e Niki de Saint Phalle. Questi creativi si concentrano sugli oggetti della società dei consumi e sull'estetica urbana, non per rappresentare il reale ma per una sua appropriazione poetica.

I Cinque Elementi: natura e società moderna

La prima sezione della mostra esplora come i Nuovi Realisti abbiano sviluppato un'arte che dialoga con la natura e il mondo contemporaneo. Gli artisti si appropriano degli oggetti emblematici della società, rivelando la bellezza urbana nella sua quotidianità mentre si confrontano con i quattro elementi che compongono l'universo.

Arman affronta tematiche attuali come i rifiuti e il sovraconsumo, mentre Yves Klein, animato da ricerche metafisiche, cerca la riconnessione con il mondo attraverso il colore puro. Léger, precursore di queste ricerche, documenta i cambiamenti del mondo moderno con spirito critico, sviluppando nel tempo una visione in cui la natura diventa centrale, invitando a un necessario rallentamento.

La vita degli oggetti: dalla rappresentazione alla presentazione

La seconda sezione analizza come i Nuovi Realisti, seguendo l'esempio di Léger, si concentrino sull'oggetto come simbolo della società moderna. Léger si distacca dalla rappresentazione mimetica per lasciare autonomia a forme e colori, trattando gli artefatti per la loro bellezza formale piuttosto che per il loro valore simbolico.

Con i Nuovi Realisti, l'oggetto passa dal campo della rappresentazione a quello della presentazione attraverso azioni concrete: appropriazione, accumulo e assemblaggio per rivelare potenzialità plastiche inedite. La strada, con manifesti, scritte e vetrine, diventa fonte di fascinazione e critica verso la società capitalista.

L'arte è la vita: celebrazione del dinamismo moderno

Léger, artista profondamente ottimista, utilizza la pittura per rendere omaggio alla vita testimoniando le trasformazioni sociali del suo tempo. I temi trattati riflettono i cambiamenti negli stili di vita, dall'introduzione delle ferie retribuite in Francia nel 1936 all'aumento del tempo libero.

Lo spirito festoso dello spettacolo - danza, musica, circo - e i soggetti sportivi offrono l'opportunità di celebrare il dinamismo del mondo moderno. Gli atleti e gli acrobati diventano simboli della flessibilità dei corpi in movimento, rappresentati in formati monumentali che coinvolgono fisicamente lo spettatore.

Dagli anni Sessanta, artisti come Niki de Saint Phalle esaltano la società del tempo libero con opere come la serie delle Nanas, cancellando i confini tra arte e vita quotidiana.

La bellezza è ovunque: arte nello spazio pubblico

L'ultima sezione documenta l'evoluzione di Léger verso l'arte pubblica. Dagli anni Trenta realizza opere decorative per l'architettura, accettando incarichi pubblici per inserire la pittura nei paesaggi urbani. La facciata a mosaico della chiesa di Notre-Dame-de-Toute-Grâce al Plateau d'Assy (1946) e le decorazioni per l'Ospedale-Memoriale di Saint-Lô dimostrano la sua fede nel potere terapeutico del colore.
Niki de Saint Phalle segue questo percorso moltiplicando dal 1967 i progetti di sculture monumentali, immaginando una "Nana Ville" come risposta alla desolazione dell'urbanistica moderna. Questa utopia artistica e politica viene raccolta dagli inventori della Street Art degli anni Ottanta, che trasformano i muri di New York in supporti espressivi.

Keith Haring rende omaggio a Léger affermando che "l'arte non è un'attività elitaria riservata a pochi intenditori, ma si rivolge a tutti", sintetizzando l'eredità di un'arte accessibile e democratica che attraversa le generazioni.

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