Casorati

Felice Casorati in mostra al Palazzo Reale di Milano, dal 15 febbraio al 29 giugno 2025

Raja
m&s - Felice Casorati, Raja, [1924-1925], tempera su tavola, 120 x 100 cm. Venezia, collezione privata (foto © Matteo De Fina)

Felice Casorati (1883 - Torino) è stato pittore, incisore, designer e scenografo italiano. Un artista che ha un legame storico con Milano, una città fondamentale per la sua carriera e una delle prime in Italia a organizzare mostre d’arte moderne e creare un sistema contemporaneo dove gli artisti potevano mostrare i loro lavori e confrontarsi. Qui, Casorati ha potuto mostrare al mondo il suo talento. Per lui non era solo una città ma un luogo dove crescere artisticamente e farsi conoscere riconoscendo alle sue rassegne degli anni ‘20 lo spazio strategico con le ricerche artistiche più aggiornate.

Dopo 36 anni dall’ultima mostra del 1989, l’esposizione di una grande retrospettiva dedicata a questo straordinario maestro torna al Palazzo Reale. La mostra “Casorati” propone una rilettura complessiva del lavoro dell’artista, ripercorrendo in ordine cronologico le diverse stagioni della sua produzione, dagli esordi nei primi anni del Novecento fino agli anni ’50. Attraverso 14 sale vengono presentate oltre 100 opere provenienti da prestigiose raccolte private e da collezioni museali, tra dipinti su tela e tavola, sculture, opere grafiche della stagione simbolista, bozzetti per scenografie di opere realizzate per il Teatro alla Scala, tutte di assoluto rilievo e raffinata qualità, selezionate per la loro esemplare storia espositiva.

La mostra si apre con le prime opere caratterizzate da uno spiccato realismo, tra le quali il celebre “Ritratto della sorella Elvira” del 1907 o “Le ereditiere” del Mart di Rovereto del 1910. Il punto focale è dedicato agli anni trascorsi a Verona, dove l’artista si trasferisce con la famiglia nel 1911. È qui che inizia la sua stagione simbolista e secessionista, condizionata dal confronto con la vicina Venezia, dove Casorati frequenta Ca’ Pesaro e organizza la sua prima mostra personale nel 1913 e conosce Gino Rossi, Arturo Martini, Teodoro Wolf Ferrari.

Il percorso espositivo propone alcuni dei maggiori capolavori dell’autore con il ciclo delle “Grandi Tempere” e segna l’evoluzione dello stile e del linguaggio dopo il definitivo trasferimento a Torino a seguito della tragica morte del padre.
Per la prima volta dal 1964 vengono accostati in un trittico ideale importanti dipinti caratterizzati da una dimensione spaziale nuda e desolata e un senso metafisico di inquietante solitudine: “Una Donna” (o l’Attesa, 1918-19), “Un uomo” (o Uomo delle botti, 1919-20) e “Bambina” (o Ragazza con scodella, 1919). La sezione è completata dall’imponente e maestosa “Colazione”, che ritrae una famiglia di sole donne, forse orfane o vedove di guerra, a riassumere lo stato emotivo e psicologico di Casorati, intonato al senso di lutto che pervade i primi anni del dopoguerra.

Gli anni ’20 danno forma a capolavori come “La donna e l’armatura” del 1921 e “Silvana Cenni” del 1922, icona metafisica ispirata alla misura classica quattrocentesca e alle pale d’altare di Piero della Francesca. In questo periodo risale la collaborazione di Casorati con Riccardo Gualino, collezionista, mecenate e imprenditore, per il quale l’artista dipinge i ritratti di famiglia e progetta, insieme all’architetto Alberto Sartoris, il piccolo teatro privato nella loro residenza torinese. Questo legame è ricomposto in mostra dai tre ritratti Gualino, dal ritratto di “Alfredo Casella”, compositore e pianista, direttore di molti concerti nel teatrino torinese, e delle danzatrici Raja e Bella Markman, protagoniste con Cesarina Gualino, delle esibizioni di danza libera sotto i fregi di Casorati del teatrino, documentati dai bassorilievi “Donna con arco”, “L’incontro con la musica”, “Donna seduta con scodella”.

Un importante momento di riconoscimento e celebrità è quando Casorati partecipa alla Biennale di Venezia. La mostra dedica un’intera sala con cinque delle opere esposte in quell’occasione: “Meriggio del 1923”, “Natura morta con manichini” del 1924, “Ritratto di Hena Rigotti”, “Duplice ritratto” e “Concerto” del 1924.

A metà degli anni ’20 scaturisce il tema delle Conversazioni, un ciclo ideale inaugurato dalla celeberrima e intrigante “Conversazione platonica” del 1925. Un dipinto raffigurante un nudo femminile disteso cui accanto siede un uomo con cappello nero (è l’architetto e amico Alberto Sartoris) e protagonista di un lungo tour espositivo con l’esordio alla Prima mostra del Novecento italiano a Milano nel 1926 e tappe a Dresda (1926), a Ginevra, Zurigo e Pittsburgh (1927), a New York (1928) e all’Expo di Barcellona (1929), dove venne premiato con una medaglia d’oro.

Da ammirare è lo straordinario dipinto “Annunciazione” del 1927, scelta dall’artista per le esposizioni d’arte italiana del 1927 al Musée Rath di Ginevra e poi alla Kunsthaus di Zurigo che torna oggi visibile al grande pubblico. Casorati costruisce una scena intima in cui il divino traspare dalla specularità e dalle simmetrie attraverso l'inconciliabilità degli opposti: la luce naturalissima e la geometria complessa ed enigmatica dello spazio. Il dipinto segna un avvenimento essenziale entro l’arco dell’itinerario casoratiano.

Sul finire del decennio, l’arte di Casorati è segnata da una svolta in chiave anticlassica, testimoniata in mostra dalle composizioni di una serie di meravigliose nature morte. Torna il tema antico delle uova (insegna di quel «Numerus, Mensura, Pondus» che è il motto araldico dell’arte casoratiana) e del cimiero – con “Natura morta con l'elmo” (1947), “Uova e limoni” (1950) “Uova su fondo rosso” (1953) – e nuovi soggetti come “Eclissi di luna” (1949) e “Paralleli” (1949).

Oltre ad essere un eccezionale pittore fu anche un appassionato di musica – pianista – e uno scenografo per il Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma e la Scala di Milano. Tra gli anni ’30 e i ’50 realizza opere come “Le Baccanti e Fidelio” o musiche per balletti di Petrassio de Falla, un fondamento che, a chiusura mostra, consente di conoscere anche questo aspetto dell’attività di un artista rigoglioso e poliedrico. Il catalogo è edito da Marsilio Arte.

Comune di Milano
Marsilio Arte
presentano
CASORATI
in collaborazione con Archivio Casorati
prodotta da Palazzo Reale
curata da Giorgina Bertolino, Ferdinando Mazzocca, Francesco Poli

dal 15 febbraio al 29 giugno 2025

Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12
20122 Milano

www.marsilioarte.it

Testata Giornalistica
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