Cantastelle (recensione)

"Cantastelle" è un viaggio (teatrale) tra gli astri della musica abilmente condotto da Andrea Perrozzi. Teatro o Canzone? Entrambi

immagine di un pianoforte con l'artista seduto in terra davanti
m&s - Andrea Perrozzi

Venghino signori venghino, per questo viaggio c'è sempre posto: basta avere con sé il biglietto prima acquistato e poi correttamente "obliterato": per quelli come noi che non hanno mai compreso questo termine, lo stesso ha significato di "annullare" (appena controllato). Ma ancora più importante del biglietto, timbrato o non, avere le ali della propria fantasia ben spiegate.

A tutto il resto ci pensano Andrea Perrozzi e i suoi musicisti, impegnati in viaggio musicale tutto italiano, attraverso alcuni fra gli artisti più rappresentativi della canzone d'autore del secolo scorso. Artisti di un calibro tale che non abbiamo timore potranno saldamente essere rappresentativi anche del XXI secolo e seguenti (poi tanto non possiamo essere smentiti da chi sta leggendo ora).

Sul palco, assieme agli strumenti e i quattro artisti, anche una poltrona: abbigliamento e scenografia ci riportano in mente le stesse atmosfere di "The Time Machine" (1960) di George Pal, per una sorta di steampunk musicale che, da qui a poco, ci porta avanti e indietro nel tempo, alla ricerca di una stella sempre più brillante e abbastanza lontana, sulla quale puntare il sestante dei nostri ricordi e il piacere dell'avventura.

E il viaggio infatti affronta mari che mai incontrammo, si ferma in porti più o meno conosciuti, esplora strade già battute e note ampiamente possedute, dimostrando che "le stelle non sono poi così lontane, finché ci sarà chi saprà illustrarne la luce, sottraendola all’oblìo dei buchi neri della nostra memoria". A questo si aggiunge anche la temuta (per chi si esibisce) incognita dell'applauso, che cambia di sera in sera e sul cui tema Jackson Browne ha costruito un piccolo e fondamentale capolavoro.

Andrea Perrozzi è allo stesso tempo un nostromo e un capitano, ma anche un saltimbanco o un artista di strada, impegnato a raccontare storie di vita che trovano compiutezza in appena 4/5 minuti di poesia e di note. Si passa agevoltemente dall’asso sportivo che però soffre per amore ai due amici inseparabili che - crescendo - hanno abbracciato ideali politici estremi e contrari, alla donna che trova l’uomo della sua vita, ma è il 1961, si trova in Germania e un muro li divide per 28 anni. La musica "leggera" dimostra una volta di più di saper condensare in poco tempo, spesso rispettando l'impegno di strofa e ritornello, il racconto di una intera esistenza.

Sono tante le "stelle" che si accendono in poco più di un'ora e mezza, citiamo a memoria Claudio Baglioni ("Via"), Francesco De Gregori ("La leva calcistica della classe '68"), Lucio Dalla ("Futura"), Pino Daniele, Renato Zero ("Il carrozzone"), Niccolò Fabi, Bungaro ("Guardastelle", cui si ispira il titolo dello show), Mia Martini ("Almeno tu nell'universo"), Fabrizio De André, Antonello Venditti ("Giulio Cesare"), Samuele Bersani.

Sono veramente pochi coloro che non sono stati citati o non hanno potuto fornire il proprio contributo nel tracciare la "via di luce" che la nave di Perrozzi & Co. segue costantemente, per arrivare al termine in un porto sicuro, quello delle emozioni musicali, dove riposare per un poco, rifornirsi di energie e ripartire: perché il viaggio non abbia mai fine, perché non è possibile "fermare la musica" (doppia citazione).

CANTASTELLE
Un Cantastorie tra i Cantautori Italiani
di e con Andrea Perrozzi
testi e regia di Manuela D'Angelo e Andrea Perrozzi
con Pino Iodice, Salvatore Mennella, Alessandro Sanna e Angelo Trade
durata 100 minuti, escluse fermate di servizio

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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