Gianluca Guidi: That's Life. Sinatra Tribute (recensione)

 

Gianluca Guidi sul palco
m&s - Gianluca Guidi in That's Life. Sinatra Tribute (foto © Claudio Cavalloro)

Tributo di Gianluca Guidi al crooner per eccellenza, non solamente attraverso la sua (immortale) musica. La nostra recensione

L'autore, regista e protagonista del concerto-spettacolo sale sul palco accompagnato da tre musicisti che si accomodano al pianoforte, contrabbasso e batteria. Praticamente tutto quello che "strumentalmente" è necessario per ripercorrere uno dei più importanti, se non il più importante, idoli della musica "popolare", prima logicamente dell'avvento nelle classifiche mondiali di Michael Jackson e di Madonna, ma anche del diversificato modo di intendere la musica pop e la percezione del successo (che oggi sembrerebbe maggiormente transitare dalle visualizzazioni e non più dai dischi venduti).

Gianluca Guidi guadagna il palco, saluta molto garbatamente il suo pubblico e canta, sarebbe ovvio scrivere come "Frank Sinatra", visto l'argomento del suo show, ma non è solo questo, il crooner italiano rende un convincente omaggio - prima di tutto - ad un diverso modo di fare spettacolo, forse eccessivamente difficile per il suolo italiano contemporaneo, sicuramente poco praticato dalla maggior parte dei suoi colleghi, non di tutti ovviamente.

Si ripercorre in parole e musica la vita di Francis Albert Sinatra, più comunemente noto come Frank, e Gianluca Guidi lo fa a modo proprio, innanzi tutto molto bene, interpretando canzoni e "intrattenendo" in maniera pressoché perfetta, giocando con il pubblico presente, giocando anche con la fortissima (e per certi versi sicuramente pesante) somiglianza tra lui e il padre, una sorte di evoluzione di specie artistica, sia nell'aspetto fisico che nella voce, molto bella di entrambi: beati loro!

Che il passato del giovane Guidi apprendista artista con il confronto dell'anagraficamente maturo Dorelli non sia stato allora molto semplice, è facilmente immaginabile, ma diventa più tenue, forse oggi più divertente (ma non esageriamo, visto che noi lo viviamo da fuori), quando dal palco racconta della confusione sulla mamma e sul suo cognome. Ci vuol poco per precisare: l'attuale signora Dorelli, Gloria Guida con la "a", ha solo 12 anni più di lui. La mamma "vera" era Lauretta Masiero (altro nome di gran lusso del mondo dello spettacolo italiano). Oppure quando quasi costringe alla gaffe - dopo aver raccomandato di non farlo - una signora che, ingenuamente, rimarca come abbia la stessa voce del padre. Ma la leggera indelicatezza è probabile che ne abbia contrassegnato buona parte dell'iniziale vita artistica. In questo caso suscita risate e applausi e la studiata rassegnazione del protagonista.

Spostandoci da parentele o aneddoti e tornando in argomento musicale, è fuori di dubbio che se autori come Cole Porter ("Night and Day") e Richard Rodgers ("The Lady is a Tramp") abbiano dato un contribuito fondamentale nello scrivere la storia della grande canzone, un aiuto sostanzioso sia stato fornito dalla bellissima voce di Frank Sinatra, un interprete e un modo di fare swing che impattano prepotentemente nella vita del giovanissimo Gianluca, trasformandosi in amore musicale per l'artista americano e per le "big band" dell'epoca.

Un amore - altro aneddoto confermato in una breve intervista prima del concerto - che si estrinseca anche con il baratto di dischi con Federico, un suo compagno di scuola. Fu così che uno dei primi album dei Ramones venisse ceduto in cambio di "The Main Event", registrazione dal vivo del concerto di Frank Sinatra al Madison Square Garden nell'ottobre del 1974. Una passione sicuramente favorita dalla musica ascoltata in gioventù in casa, ma che poi è rimasta, si è consolidata ed è, addirittura, cresciuta negli anni (sarebbe facile per noi aggiungere "bella forza, visto quello che siamo costretti ad ascoltare ora", ma non lo facciamo).

Il concerto si snoda attraverso 14 brani, due in più di The Main Event, scelti consapevolmente in un repertorio che potrebbe essere infinito, ma che alla fine è e non può che essere "quello". La setlist è costituita dai brani che il pubblico si aspetta di ascoltare, "la gente preferisce riconoscere e non conoscere", ma è anche frutto delle scelte dei musicisti impegnati sul palco, fatte di cuore o di pancia. In ogni caso è un bel tuffo indietro, ma non nel passato, perché la grande musica non è né di ieri e né di oggi, ma di sempre. E ti fa venire voglia di andare a cercare su YouTube o su Spotify una playlist dedicata ai crooner. Un attimo: ma che ci fanno i Ramones tra Bing Crosby e Tony Bennett?

THAT'S LIFE. SINATRA TRIBUTE
di e con
Gianluca Guidi
e con
Michele Di Martino (pianoforte)
Tommaso Scannapieco/Dario Rosciglione (contrabbasso)
Amedeo Ariano (batteria)

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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