In Testa Alle Classifiche (recensione)

Avviso: anche noi recensiremo il disco solo (e se) arriverà "In Testa Alle Classifiche". È arrivato, vero?

Non abbiamo percezione se il nuovo album di Carlo Mercadante riuscirà - come da suo titolo - a conquistare le vette delle classifiche italiane, anche se nella "nostra" è immediatamente e meritatamente entrato fin da subito. L'unica certezza che abbiamo è che il disco ha un concept curato e raffinato, un packaging divertente e che - soprattutto - diventa interessante, musicalmente parlando, dalla prima traccia, anzi dalla prima pre-traccia (la segretaria della Scoparelli Records) in poi.

Ogni canzone è introdotta da un breve (divertente sicuramente, intelligente e ironico anche) siparietto vocale con una serie di personaggi che "consigliano" al malcapitato artista siciliano su come andare a comporre la sua opera, che genere di musica fare, che testi approfondire, quale linea editoriale/commerciale intraprendere. E il povero Carlo, ubbidiente (e sconsolato?), si predispone di buon animo ad accontentare tutti, tentando - appunto - di guadagnare i vertici delle visualizzazioni/download nazionali. Sono lontani i tempi in cui i dischi si producevano e si vendevano, pensate, anche a milioni!

L'ufficio stampa (interpretato dal reale ufficio stampa di Mercadante) consiglia un diverso atteggiamento (anche sociale) e nasce così "60 Secondi", la ragazza innamorata chiede un brano romantico ed arriva puntualmente "Gli Amanti Di Galway". C'è bisogno di una cover e la scelta cade su "Ma Che Sarà" di Edoardo Bennato (1980, da "Sono solo canzonette"). Anche la melodia tradizionale italiana viene omaggiata con "Vitti Na Crozza". Siamo praticamente di fronte ad un jukebox contemporaneo che analizza il mercato discografico attuale e, come Pulcinella o Pasquino, sempre sorridendo, registra e consegna i motivi per i quali nella classifica degli album più venduti in Italia nello scorso anno, alla 55esima posizione ci sia "The Dark Side of The Moon" dei Pink Floyd, con "The Wall" all'84esimo posto. (fonti: FIMI)

Quello che ci viene posto davanti è un disco composito, ma dalla linea artistica ben precisa, nel quale Mercadante mostra facilmente di essere artista completo (quello che un tempo si definiva "cantautore"), dotato di duttilità vocale e di un'acuta vena compositiva. L'ironia che costituisce il substrato più teatrale che musicale completa piacevolmente il tutto. Non abbiamo, ovviamente, consapevolezza che l'obiettivo verrà raggiunto, non sappiamo nemmeno se l'artista ci speri, quello che possiamo affermare è che il disco merita sicuramente l'acquisto. E con tanti acquisti si va "in testa alle classifiche", forse anche in Italia.

In conclusione, si tratta - la dichiarazione è dell'autore - di "Un gioco vestito di ironia, autoironia, poesia, rabbia amore... Un gioco però. E un gioco non fa mai male". Questo sicuramente, ma ci auguriamo che faccia anche pensare (gli altri, ad esempio gli "espertisti"). Carlo Mercadante, per la parte sua, quello che doveva fare lo ha fatto, e anche piuttosto bene.

CARLO MERCADANTE: IN TESTA ALLE CLASSIFICHE (2018)
In Testa Alle Classifiche
60 Secondi
Gli Amanti Di Galway
Ma Che Sarà
Quid Est Veritas
Vitti Na Crozza
Sono Come Nessuno
Dinghidi Danghidi Dunghi Danghi Down
Non Bisogna Credere Al Cantante
Attitude
Ghost track

produzione Isola Tobia Label

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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