Lucio Battisti, ma anche Lucio Dalla, oppure Pino Daniele e FRanco Battiato, sono alcuni dei tributi in repertorio - attualmente - della Temporary Band, compagine di musicisti che, secondo noi, ha messo a sistema in forma letterale lo spirito de "La mia banda suona il rock", capolavoro indiscusso di Ivano Fossati del 1979. O forse lo ha proprio superato, visto che "cambiando faccia all'occorrenza" (cit.) la TB si è cimentata addirittura con le colonne sonore dei capolavori a cartoni animati della Walt Disney. Se questo non è "trasformismo" (cit.), ci chiediamo cosa allora lo sia.
Il tutto è nato alcuni anni fa, al Teatro Parioli di Roma, nel periodo - ora consegnato agli archivi - in cui la sala della Capitale era stata trasformata dalla direzione artistica di Nanni Venditti in un Theatre Club, facendo scomparire le poltrone della platea in favore di tavoli e sedie, più adatti alla musica dal vivo che alla prosa. Oggi, come ovviamente sappiamo dalla nostra usuale (prima, durante e dopo) frequentazione il Teatro Parioli è tornato a fare "il" Parioli, aggiungendo al proprio nome l'omaggio e ricordo per Maurizio Costanzo (in precedenza era intitolato a Peppino De Filippo) e ricollocandosi sulla prosa, anche contemporanea. A chi suona non rimane altro che continuare a suonare, cambiando "faccia all'occorrenza / Da quando il trasformismo / È diventato un'esigenza" (cit.).
La TB quindi gira l'Italia, immaginiamo utilizzando un automezzo molto più recente di Fossati, anche per non correre il rischio di "rimanere bloccata" (cit.), andando di città in città per celebrare "i grandi musicisti del passato, mantenendo viva la loro arte attraverso interpretazioni autentiche e coinvolgenti". Quello che ne viene fuori, di volta in volta, è un diverso show contenente nel titolo il nome della band e quello dell'artista omaggiato (Temporary Band suona Lucio Battisti, Temporary Band suona Pino Daniele, ecc.), ma se riprendiamo il verbo nella forma inglese (to play), ecco che possiamo meglio inquadrare il format e lo spirito che lo anima: si gioca con la musica, in una modalità che prevede l'omaggio musicale, la parte preponderante, questo è ovvio, ma anche l'intrattenimento verbale del pubblico. Noi lo abbiamo apprezzato e lo abbiamo comunque visto come quel quid in più che fa il punto di distinzione tra questa band e altre forme di tributo.
"Diversamente dalle tradizionali Tribute Band, che puntano a replicare fedelmente l’aspetto e lo stile degli artisti originali, la Temporary Band si concentra sull'essenza più intima di ogni artista. L'obiettivo non è imitare, ma interpretare rispettosamente il repertorio musicale, per trasmettere l'essenza più pura delle loro opere", scrive la produzione nella nota che accompagna ogni concerto/esibizione. Se abbiano o meno inseguita, ma soprattutto raggiunta la loro "chimera" (cit.), non spetta a noi dirlo ma al pubblico. Noi ci siamo divertiti, il pubblico ha applaudito e sappiamo che è sempre presente. Di conseguenza possiamo affermare, senza possibilità di smentita, che la musica continerà a farci sognare, con o senza passaporto. Avremo in fiato corto? Forse, ma la nostra anima sarà sempre viva.
TEMPORARY BAND
Stefano Scartocci, direttore musicale e piano
Damiano Borgi, voce
Stefano Scarfone, chitarra
Eric Daniel, sax e flauto
Giampaolo Scatozza, batteria
Fabio Penna, basso







