La musica è pericolosa è un’opera polidisciplinare nella quale la musica - ispirata da immagini e parole - esprime in note e partiture quello che non si riesce ad esprimere con altri linguaggi ed altre arti, ed è con questa definizione - non ancora esaustiva e giustificativa del pericolo - che approcciamo alla serata, guidati da Nicola Piovani in un suggestivo viaggio attraverso le sue principali composizioni, che vengono accostate a quelle di altri grandissimi, come Fabrizio De André ("Storia di un impiegato"), con le partiture per il cinema di Federico Fellini, Luigi Magni e Mario Monicelli ("Il marchese del Grillo") e con quelle di altri registi spagnoli, francesi, olandesi.
Assieme a così tanta musica, le parole del Maestro che pacatamente, senza fretta, aggiunge aneddoti e piccoli spicchi di rapporti tra artisti meno consciuti, per fare un esempio suscita divertimento in chi ascolta il suo racconto dell'approccio con Federico Fellini per la stesura della colonna sonora di "Intervista". Allo stesso grande regista e Premio Oscar si deve la frase che dà il titolo al concertato e che è anche il titolo dell'omonima autobiografia di Piovani.
E' lo stesso compositore a giustificare il particolare titolo dello spettacolo: "La musica è pericolosa come lo sono tutte le cose profondamente belle: ci cambiano, a volte ci ammalano di bellezza, come gli innamoramenti adolescenziali, pericolosi come i nostri incontri con quella musica che ha la forza di cambiarci dentro". Ora forse ci siamo e siamo convinti anche. La musica è pericolosa perché è fondamentalmente un viaggio, in grado di attuare una metamorfosi interiore attraverso un crescendo di atmosfere dense di sentimento che compone, armonizzandosi con una narrazione teatrale in cui la parola arriva dove la musica non può arrivare e, soprattutto, la musica la fa da padrona, là dove la parola non sa, non può e probabilmente nemmeno deve arrivare.
Il racconto musicale del compositore è un continuo alternare tra classico (Chopin e Debussy) e contemporaneo, con somma di aneddoti che rendono ancora più godibile la serata (la rimasterizzazione di "Caminito" con Marcello Mastroianni), ma anche un racconto in cui l’artista alterna l’esecuzione di brani inediti a nuove versioni di altri più celebri, nuovamente arrangiati per tessere un connubio assoluto tra cinema e musica. Ma c'è spazio anche per tante suggestioni visive, non solo suscitate dal vedere i musicisti sul palco, ma assicurate anche dalla proiezione di noti fotogrammi da film, spettacoli e immagini che altri grandi artisti (lo scenografo Emanuele Luzzati e il disegnatore Milo Manara) hanno dedicato alla sua opera musicale.
Gran finale con "La vita è bella" di Roberto Benigni (un altro Premio Oscar), e se la vita è bella, perché la musica dovrebbe mai essere pericolosa? È sicuramente bella come la vita. In alcuni casi anche di più, perché serve a rendere meno difficile la prima, ascoltando la seconda.
LA MUSICA È PERICOLOSA
Nicola Piovani, pianoforte
Rossano Baldini, tastiere / fisarmonica
Marina Cesari, sax / clarinetto
Pasquale Filastò, violoncello / chitarra / mandoloncello
Ivan Gambini, batteria / percussioni
Marco Loddo, contrabbasso








